Home CRONACA Prima Porta, nonostante tutto la Tulip-mania continua

Prima Porta, nonostante tutto la Tulip-mania continua

tulipark tulipani

Migliorata l’organizzazione, che i primissimi giorni ha manifestato qualche pecca, ma soprattutto metabolizzate l’amarezza e l’ira per quel pomeriggio di arrembaggio-devastazione, Tulipark – immensa distesa di tulipani in via della Giustiniana 260, a Prima Porta –  continua a registrare ogni giorno il tutto esaurito. Segno che la Tulip-mania a Roma non si arresta.

Inaugurato il 30 marzo con il patrocinio del Comune di Roma e dell’Ente Regionale Parco di Veio e realizzato da un’azienda floricola siciliana, FloraNixena, con l’obiettivo di offrire ai romani un’iniziativa dedicata agli appassionati di fiori e agli amanti della natura, Tulipark si è presentato come un’immensa distesa di oltre 300mila tulipani tutti da cogliere, ovviamente pagando, liberamente. Ma il liberamente ha scatenato gli appetiti dei meno rispettosi della natura che nei giorni di Pasqua ne hanno distrutti oltre 7mila. Cos’è successo?

Diversi visitatori per accaparrarsi il tulipano con tutto il bulbo – probabilmente per ripiantarlo sul proprio balcone – hanno buttato i fiori che venivano estratti dalla terra senza bulbo, altri invece, per celare il gesto, hanno li hanno nuovamente piantati in terra senza pensare che il tulipano, una volta estratto senza radici, muore dopo alcune ore se non viene messo in acqua.

Morale, oltre settemila tulipani sono andati sprecati. Un danno non indifferente visto che, oltre i primi due compresi nel biglietto d’ingresso, i successivi costano 1,50 euro l’uno.

Assorbito il colpo, gli organizzatori hanno migliorato la comunicazione, si sono fatti più rigorosi nel dare le spiegazioni su come cogliere i fiori, hanno lanciato una campagna di ingaggio per volontari disposti a dar loro una mano nel sorvegliare i 15mila metri quadri ed hanno ridato fiato all’iniziativa.

Proprio in queste ore, sulla loro pagina facebook fanno sapere che Tulipark è aperto e lo sarà ancora per due settimane fino a metà aprile.

Gaia Azzali

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