Home POLITICA Chiusura campo nomadi River, “Nessun tranello ma sfida impegnativa”

Chiusura campo nomadi River, “Nessun tranello ma sfida impegnativa”

Paola Chiovelli, assessore al sociale del Municipio XV, dice la sua sulla vicenda del campo nomadi di prossima chiusura

river-village nota chirizzi

No, Paola Chiovelli, assessore alle Politiche Sociali del Municipio XV, non è proprio d’accordo con quanto dichiarato a VignaClaraBlog.it da Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 Luglio, in merito alle operazioni in atto propedeutiche all’uscita dal campo nomadi River, sulla Tiberina, dei 120 nuclei familiari rom e chiusura definitiva dello stesso.

Sì, sarà un’operazione che avverrà di sicuro “in guanti bianchi” ma non certo perchè gli interessati sarebbero stati raggirati facendoli firmare “con riserva” bensì perchè tutti hanno aderito consapevolmente alle misure di sostegno previste dal piano di superamento dei campi nomadi.
Un piano che non è un “fake plan, un piano bufala“, come definito da Stasolla, ma “l’unica via di uscita possibile, rispettosa del diritto e della legislazione europea con il supporto tecnico della Commissione Europea“.

Sono, in sintesi, le opinioni di Paola Chiovelli che ci tiene a dire la sua su questo delicato argomento, forse il tema più rilevante affrontato in questo primo anno di consiliatura dal suo assessorato e che da qui ai prossimi mesi impegnerà non poco la giunta del XV guidata da Stefano Simonelli.

“Ho letto molte cose…”

“In queste giornate di agosto ho letto molte cose riguardo il campo nomadi River, e il suo superamento al 30 settembre, le cui vicende hanno avuto, come noto, una accelerazione imprevista” dichiara Paola Chiovelli a VignaClaraBlog.it ricordando che “in dipendenza degli esiti della Commissione di gara, il bando non è stato assegnato rendendo necessaria e non più prorogabile la chiusura del campo.”

“Questo complesso iter, che normalmente richiederebbe più tempo, sta avvenendo con tempi contingentati, rappresentando una emergenza che non era stata pianificata, ma che sta venendo affrontata al meglio delle capacità con la presa in carico delle fragilità e con incontri quotidiani con le famiglie perché condividano le azioni che il piano prevede: scolarizzazione dei figli, accettazione di un piano concordato di inclusione attiva al lavoro, sostegno economico”.

“Le azioni previste dal Piano – sottolinea Chiovelli – sono azioni di buon senso utilizzate anche per erogare servizi ai cittadini italiani. E’ la legge a stabilire chi ha diritto agli aiuti sociali in base ad una serie di indicatori (fragilità, reddito, presenza disabili, numero figli ecc.) che sono uguali per tutti, rom e non rom”.

Tanti colloqui e nessun “tranello”

“Agli ospiti di Camping River è stato chiesto di aderire alle azioni del piano e la sottoscrizione dell’adesione allo stesso implica che si è concordi nell’accettare le policy di aiuti previsti. Ogni giorno, da mesi, gli assistenti sociali del Municipio e dell’Ufficio ROM con la collaborazione del personale della cooperativa Isola Verde, hanno parlato con ciascuna famiglia, spiegato ogni aspetto legato al piano ed alla sottoscrizione del modulo di adesione, mappato le fragilità, ascoltato le istanze di ciascuno di loro”.

“Sorrido al pensiero – sottolinea ironicamente l’assessore Chiovelli – che qualcuno possa immaginare che personale qualificato di alto livello abbia potuto tendere un tranello agli ospiti estorcendo le sottoscrizioni: la firma dei moduli da parte degli ospiti del campo  nella sua  interezza (fatta qualche sporadica eccezione), dimostrano la fiducia nel piano e nella amministrazione da parte degli ospiti, soprattutto, implica che ora si aprirà in loro favore la seconda fase ovvero la sottoscrizione del Patto di Responsabilità che consentirà di delineare un progetto personalizzato e destinerà gli aiuti a ciascuna famiglia”.

La firma con riserva

“La firma con riserva è un obbrobrio giuridico; è l’ultima frontiera della legalità capitolina utilizzata per raggirare un centinaio di famiglie“ ha dichiarato Stasolla nell’intervista a VignaClarablog.it.

Ma l’assessore Chiovelli è di tutt’altro avviso.
“L’inserimento della clausola di riserva non rappresenta alcun inganno, bensì è una formula che gli ospiti hanno chiesto di apporre e che l’amministrazione ha permesso di aggiungere in calce ai moduli proprio per dimostrare che l’amministrazione è trasparente, non teme di esporsi, e ha a cuore la tutela gli ospiti prima di tutto”.

“Ogni ulteriore questione – afferma  Paola Chiovelli – è pretestuosa. Io stessa sono stata al campo ogni giorno ed ho parlato ogni giorno con gli ospiti unitamente al personale tecnico, proprio al fine di fornire loro tutte le informazioni necessarie”.

“A coloro che hanno sottoscritto l’adesione al piano ora e, riterranno poi di sottoscrivere il patto per l’inclusione (al netto dei controlli patrimoniali al fine di verificare coloro che hanno diritto agli aiuti pubblici), viene garantito l’ingresso in un percorso di accompagnamento all’abitazione e di avviamento  all’inclusione lavorativa”.

Denaro per i rom e non per le cooperative

“Per la prima volta Roma Capitale sta destinando i risparmi del bando direttamente per le famiglie Rom, per utilizzarli per una inclusione attiva  che diventi vera integrazione, invece che ripetere gli interventi inefficaci e costosi degli ultimi venti anni i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

“Il Piano di Roma Capitale – sostiene l’assessore – è universalista dal punto di vista metodologico, sussume la Strategia Nazionale di Inclusione rifiutando l’intermediazione con terzi e incontrando direttamente le famiglie, affinchè anche la partecipazione allo stesso diventi un mezzo per l’emancipazione e per la cittadinanza attiva”.

Basta ghetti e baraccopoli

“La separatezza è stata la principale causa della mancata integrazione: una separatezza imposta ed autoimposta. Tale separazione ha consentito che i Rom vivessero come una parte staccata dalla società ed ha fatto prosperare un sistema basato sulla segregazione come quello dei campi, siano essi autogestiti o istituzionali”.

“Come amministratori dobbiamo piuttosto fare in modo che per tutti e ovunque viga il sistema del diritto” afferma l’assessore ribadendo ancora una volta, in linea con quanto dichiarato negli ultimi mesi da Virginia Raggi: “Roma ha chiuso con la cultura dei ghetti e delle baraccopoli e lentamente i campi verranno chiusi tutti”.

Una sfida impegnativa

“Il Piano Rom per Roma è un progetto ambizioso, ma è l’unica via di uscita possibile, rispettosa del diritto e della legislazione europea con il supporto tecnico della Commissione Europea”.

“A me sembra lapalissiano – conclude Paola Chiovelli – che in questo momento storico, di fronte ad una sfida così impegnativa, tutti dovremmo guardare nella stessa direzione ovvero verso il superamento di questi dispositivi di sofferenza e impiegare ogni nostra energia in uno sforzo corale di solidarietà per ottenere questo straordinario risultato che decreta la vittoria dei diritti di uomini, donne e bambini sulla marginalità”.

Claudio Cafasso

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1 commento

  1. Cara Assessore, si metta nei panni del Sig. Stasolla: se voi chiudete tutti i campi roma e avviate queste persone alla normale vita di tutti i cittadini, che senso ha ancora l’esistenza dell’Associazione 21 Luglio ? E allora il Sig. Stasolla, deve chiudere l’Associazione … che evento terribile !!!!
    Purtroppo, ognuno guarda il suo orticello, e quindi se il vostro piano fallisce, l’Associazione prospera. Ecco spiegati gli attacchi e le polemiche.

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