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Via del Podismo, l’epilogo di una lunga vicenda

Stop alla concessione della "casetta" all'associazione SO.R.TE - De Crescenzo: "Chi di dovere intervenga subito, senza scuse"

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Loro sono abituati a lavorare in silenzio. Senza chiedere inutili patrocini, senza risonanze mediatiche, senza cercare facili consensi sui social. Sono giovani, alcuni giovanissimi, con a fattor comune un senso civico veramente raro.

Sono i ragazzi dell’associazione So.R.Te. al cui progetto per la casetta di via del Podismo non ha arriso la sorte essendo stato rinviato sine die.

Questo è l’epilogo della lunga vicenda dell’edificio del via del Podismo, a Vigna Clara, e della piccola area verde su cui insiste, che pareva finalmente essere giunta all’ultimo atto.

Mai dire mai

Ma non bisogna mai dire mai perchè tutto può sempre accedere.

Accade dunque che ai ragazzi dell’associazione So.R.Te. Solidarietà Romana sul Territorio, ai primi di novembre 2016, a chiusura di un bando pubblico, era stata aggiudicata la famosa casetta di via del Podismo. Un piccolo manufatto di nemmeno 50 metri quadri abbandonato da quasi 5 anni all’interno di un’area verde lasciata anch’essa all’incuria.

Per farne cosa? Il progetto Casa Vittorio Trombetti, intitolato alla memoria del giovane componente dell’associazione deceduto il 2 maggio 2016, a soli 19 anni, a seguito di un terribile incidente avvenuto in via Cassia Antica.

Vittorio era in sella al suo scooter e viaggiava in direzione Piazza Giochi Delfici quando la conducente di un’utilitaria che proveniva in senso opposto gli tagliava la strada per entrare in un distributore. Trasportato di corsa all’Ospedale San Pietro moriva pochi minuti dopo. Ai funerali, tenutisi il 5 maggio, partecipò una folla immensa.

Il progetto a lui intitolato prevedeva una serie di iniziative sul territorio, incluse attività destinate ai ragazzi di ogni età per permettere loro di accrescere le proprie conoscenza scolastiche e garantire uno spazio dove esprimere al meglio le proprie capacità. E non solo, erano previste iniziative per l’inclusione sociale delle giovani ragazze madri e dei disabili, oltre alla garanzia del mantenimento del verde pubblico presente nell’area circostante.

Tutto filava liscio ma…

Una novantina di giorni dopo l’aggiudicazione – questi i tempi della burocrazia – il 30 gennaio 2017 l’Associazione e i tecnici del Municipio XV effettuano un sopralluogo per la verbalizzazione e consegna chiavi. Ed ecco la sorpresa: la casetta presenta diverse crepe nelle mura.

Effetto delle scosse di terremoto o di altre cause, magari smottamento del terreno di cui nessuno s’è accorto visto l’abbandono perenne? Vallo a sapere, ma una cosa è certa: l’associazione non può prendere possesso dell’edificio, troppo rischioso.

E così i tecnici del municipio ritengono necessario provvedere “a una campagna di monitoraggi volta a stabilire se il cinematismo di rottura è ancora in corso ovvero che le lesioni riscontrate non siano riconducibili agli effetti dei recenti eventi sismici“.  Il che, tradotto in tempi – voleva dire poco poco tre-quattro mesi.

Un volta espletati tali accertamenti, sarebbe stato possibile “valutare le più idonee modalità di intervento per il ripristino delle condizioni di staticità generale del manufatto, al fine di poter procedere alla consegna dello stesso“.

Tale decisione veniva comunicata dal XV al Campidoglio un mese e mezzo dopo, esattamente il 15 marzo, e quest’ultimo, molto più celermente, cinque giorni dopo scriveva all’Associazione: ragazzi, il vostro progetto deve aspettare: per la firma della concessione se ne riparla dopo che il XV avrà deciso cosa fare delle crepe.

L’epilogo

Quattro mesi dopo, esattamente il 13 luglio 2017, arriva la fatale decisione da parte del Dipartimento capitolino al Patrimonio: a causa delle lesioni “che si incrementano con andamento proporzionale“, la custodia della casetta – concessa il 20 gennaio – viene revocata e contestualmente viene sospeso il procedimento dell’atto di concessione.

Conoscendo i tempi della burocrazia addio progetto, addio riqualificazione dell’edificio che nel frattempo continua ad ammalorarsi nell’abbandono in cui è lasciato, addio riqualificazione dei 3.075 metri quadri del giardinetto che, a tutti gli effetti, è comunque in carico al XV Municipio sulla base della delibera del 29 ottobre 2015 della Giunta Capitolina.

La delusione dell’Associazione

Siamo molto delusi per quello che è successo“, dichiara Francesco De Crescenzo, presidente di SO.R.TE.
Crediamo nel nostro progetto e nelle potenzialità dell’immobile. Purtroppo ancora una volta le vere vittime di questa ormai assurda situazione sono i residenti della zona che si troveranno costretti a vedere un’area simbolo del quartiere abbandonata a sé stessa per chissà quant’altro tempo“.

Dalla presa in custodia del locale, nonostante non fosse un nostro onere, abbiamo provveduto a mantenere pulita l’area verde interna al locale ed il giardino circostante, abbiamo segnalato il giorno stesso la presenza di crepe particolari all’interno della struttura e siamo stati a disposizione delle autorità competenti.”

Adesso, purtroppo – conclude Francesco – non possiamo fare nulla se non sperare che chi di dovere intervenga subito senza ulteriori perdite di tempo, per restituire ai cittadini romani una struttura abbandonata da anni”.

La storia della casetta in pillole

Ci vollero due anni e 150mila euro per ristrutturarla e, al termine dei lavori iniziati nella primavera del 2007, ad agosto 2009 ne venne messo a bando l’utilizzo: sarebbe stata assegnata all’aggiudicatario del servizio di Sportello diritti degli animali.

Al bando, emesso ai primi di agosto 2009 con scadenza 4 settembre, si presentò un solo partecipante: Villa Bau Village.

A ottobre avvenne quindi l’aggiudicazione e la casetta diventò così la sede dello sportello dell’Ufficio diritti degli animali del XV Municipio, uno sportello poco aperto e ancor meno frequentato per quattro anni. Fra alterne vicende, fra critiche (tante) e lodi (poche) il servizio di Sportello infatti non decollò mai.

A ottobre 2013, scaduta la concessione, la casetta restò abbandonata con tutti gli arredi, i computer, il materiale promozionale.

Da allora, in attesa di un nuovo bando che non arrivava mai, restava abbandonata a sé stessa, veniva fatta oggetto di atti vandalici, veniva occupata da una coppia di senza tetto, si rovinava sempre più per le intemperie, l’abbandono e anche per le visite degli intrusi. Stessa destino l’area che la circonda: 3mila metri quadri di verde mai curati.

Della casetta e dell’area ora se ne doveva fare carico l’associazione SO.R.TE. per realizzare quello che sulla carta appariva essere un bel progetto. Ma anche questo è andato in fumo. Per dirla alla Pirandello, così è se vi pare.

Claudio Cafasso

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10 COMMENTI

  1. Giova ricordare che il cosiddetto “manufatto” è sostanzialmente un ‘opera “nuova” (2007-2009), poichè il rudere precedente era, appunto, solo un rudere… eliminato. Sarebbe interessante capire se queste lesioni (“che si incrementano con andamento proporzionale“) siano dovute a difetti di progettazione e/o costruzione e chi sia il responsabile del danno alle casse pubbliche (tralasciando il danno da mancato incasso di un affitto sino ad oggi)-

  2. E’ una cosa vergognosa . E’ un’area in totale stato di abbandono in tutti i sensi. Sporcizia erba alta, tronchi d’albero tagliati e lasciati abbandonati a terra.
    Per la situazione attuale dobbiamo ringraziare il XV municipio governato dai 5 stelle che stanno da tempo rovinando Roma in un degrado che non si vedeva da tempo. Povera Roma in che mani sta.

  3. @Maurizio: vero, il XV Municipio è governato dal M5S. Ma la grottesca vicenda di via del Podismo e del suo “manufatto” nasce con altra maggioranza. Ed è proseguita con una terza maggioranza.

  4. Assurdo !!!! sono anni che si aspetta il bando e quando lo fanno danno come al solito la possibilità alle sole no profit di partecipare…. risultato ? che queste non hanno giustamente i soldi per sostituirsi al municipio sistemando il fabbricato e quindi il fabbricato rimane abbandonato e ci rimette tutto il quartiere!!!!
    SEMPRE I SOLITI INETTI MIOPI!!!
    Se lo si dava ad un privato, sarebbe stato questo a spendere di tasca sua per la sistemazione rientrando dell’investimento con il tempo come se si affittasse un negozio da ristrutturare!!!
    Sono tutti una manica di finiti moralisti senza alcuna esperienza di gestione patrimoniale !!! VERGOGNA

  5. Ma poi un fabbricato ristrutturato nel 2009 con ben 150.000 euro ossia ben 3.000 euro al mq che si crepa ???? veramente dovreste andare tutti in galera !!!

  6. @Savi, la storia di quel manufatto parla chiaro, nasce e passa da un progetto voluto e finanziato da chi aveva individuato nella compagnia di un animale domestico cane o gatto un elemento quotidiano di beneficio da promuovere e rendere possibile anche a classi sociali più deboli. Quindi, consenso politico e poi volontà politica, disposizioni e finanaziamenti realizzazione, personale qualificato, ecc. ecc.. Dunque un insieme rilevante per dare seguito alle parole con i fatti. Scarsa disponibilità oppure compito troppo ambizioso e troppo impegnativo, il risultato lo si conosce. tutte queste cose di alto profilo costano soldi impegno e dedizione ecc. ecc. ma non parlerei mai di disonesti, purtroppo!

  7. Penso che tutto ciò sia ridicolo e indecente.
    Bene , in attesa che il rudere rifatto (altre ruberie del passato) venga reso agibile , consentite l’utilizzo e la gestione di tutta l’area .
    È la cosa più semplice e di buon senso che si possa fare .

  8. Ancora con queste storie. Sono passati anni e due giunte che avevano proclamato la sistemazione “dell’orrenda vicenda”. Risultato ? Il NULLA ETERNO!!!
    Giacomini e Torquati uno peggio dell’altro per diversi motivi e questo del m5s, di cui neanche ricordo il nome perché credo che non si sia accorto neanche lui di essere presidente del municipio, ne vogliamo parlare??
    Io mi chiedo, ma queste persone che sperano di fare politica e non sono in grado di sistemare in maniera duratura ed efficiente una stupidata come questa, sono e/o saranno in grado di affrontare problemi veri di un municipio enorme e molto complesso? IO NON CREDO E DA CITTADINO SONO MOLTO MA MOLTO PREOCCUPATO….ancora trincerati dietro slogan da Facebook e ipocrisie varie che ancora non hanno capito che il territorio deve essere una risorsa per tutti, dai privati che ci investono ai cittadini che ne usufruiscono !!!!

  9. MI associo a Daniele e aggiungo che da allora (luglio), siamo al 26 ottobre 2017….. ma qui mi pare che tutto tace e passano gli anni !!!!
    C’è tanta gente che vorrebbe lavorare e/o investire sul bene, io la storia per la quale non si potesse mettere in gara pubblica per poterci creare un’attività non l’ho mai capita…. infatti mi pare che come sempre anche questa no profit un po’ per colpa della burocrazia, un po’ per inerzia classica delle società senza fine di lucro…. si sia sciolta come neve al sole….
    EVVIVA GLI ABBANDONI !!!!!!!!!!

  10. MA QUI SI HANNO NOVITA’ ????
    SE NON SBAGLIO IL FABBRICATO INTERESSAVA A MOLTI, ALLORA PERCHE’ LASCIARLO ABBANDONATO ??? FOLLIE MUNICIPALI!!!!

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