Home VIGNA CLARA Stazione Vigna Clara, sit-in di cittadini per riaprirla

Stazione Vigna Clara, sit-in di cittadini per riaprirla

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Sabato 8 aprile si è svolto in Piazza Diodati, alle spalle della stazione Vigna Clara, una manifestazione organizzata dal Comitato “Un Anello per Roma” con la partecipazione del Forum dei Trasporti, del  Forum Ambiente e di alcuni consiglieri, sia PD che M5S, del XV Municipio per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli enti preposti  e chiedere l’urgente messa in esercizio della linea Valle Aurelia – Vigna Clara .

Una linea pronta da otto mesi ma inutilizzabile in virtù di una disposizione del Tar Lazio che, pur ritenendo non plausibili le contestazioni mosse da due ricorsi contro l’apertura del servizio ferroviario, per poter emettere un giudizio finale ha richiesto il parere di una commissione di esperti, formata da professori universitari, rinviando l’udienza da ottobre 2016 a ottobre 2017.

Una cinquantina di persone hanno aderito alla manifestazione nella quale sono state raccolte altre firme che vanno ad aggiungersi alle oltre mille e cento già consolidate tramite una petizione on-line (ancora sottoscrivibile cliccando qui) pubblicata sulla piattaforma change.org da Stefano Testi, fondatore del Comitato “Un Anello per Roma” ed esperto in materia, vista la sua esperienza professionale nella struttura incaricata della realizzazione dell’anello ferroviario di Roma e prima ancora nel progetto dell’Alta Velocità Roma-Napoli e presso il Consorzio Metro C.

Alla manifestazione era presente anche Athos de Luca, responsabile del Forum Ambiente del PD e storico animatore di battaglie ambientaliste, secondo il quale “le motivazioni del ricorso che bloccano l’attivazione del servizio, dichiarate infondate dallo stesso tribunale, sono incomprensibili come lo è la nomina della commissione che comporterà danno erariale per lo stato e un mancato servizio pubblico ai cittadini che attendono dal 1990 il ripristino della ferrovia”.

Nel dare il suo appoggio alla petizione indirizzata ai ministri dell’Ambiente e dei Trasporti e al sindaco di Roma, ha giudicato “scandaloso che in una città al collasso dei mezzi pubblici, con le mancate decisioni sulla metro C ,con i gravi problemi di Atac, senza adeguate nuove corsie preferenziali, con la carenza di piste ciclabili, con un piano filobus bloccato, senza nuovi progetti e iniziative per una mobilità sostenibile, qualcuno tenga ferma l’apertura di una ferrovia urbana strategica per la città pronta da un anno“.

La nuova linea – gli ha fatto eco Stefano Testi –  è indispensabile perché collegherebbe Corso Francia con Valle Aurelia in otto minuti, con la creazione di una nuova linea urbana Vigna Clara – Ostiense che porterebbe la frequenza sulla tratta Valle Aurelia – Ostiense ad una media di 10 minuti, trasformando la cintura di Roma in una metropolitana da un treno ogni cinque minuti per tutto il giorno. Saranno utilizzati treni nuovi di ultima generazione, silenziosi e veloci, che permetteranno di collegare Roma con Corso Francia in pochi minuti, senza traffico, smog e vibrazioni.”

E quando gli abbiamo chiesto la finalità della petizione e della manifestazione così ha risposto: “Questa battaglia ha lo scopo di sollecitare il TAR e rendere inefficaci le sentenze che hanno prodotto questo stallo“.

Tutti d’accordo i presenti, numerosi dei quali residenti nei pressi della stazione, nient’affatto intimoriti da chi paventa disturbi da rumori o da presunti tremolii delle abitazioni – tutti da dimostrare – convinti invece che la l’apertura di questa tratta porterebbe, o meglio dire scaramanticamente porterà, grandi benefici al territorio e alla mobilità romana.

Il bacino d’interesse

Coma abbiamo scritto più volte, l’attivazione della linea oltre a risultare di grande utilità per i residenti di Vigna Clara, Fleming, Corso Francia, inizio via Cassia, Flaminia e zone adiacenti oggi non ben collegate col resto della città, consentirebbe anche a chi risiede nella parte alta di Roma Nord e ai pendolari provenienti dai comuni posti nell’hinterland di lasciare l’auto a Vigna Clara e andare a Valle Aurelia in circa dieci minuti, dove passa sia la Metro A che la linea ferroviaria regionale FL3 Cesano-Viterbo, quest’ultima utile per raggiungere le stazioni di Roma San Pietro in altri 15 minuti e Roma Ostiense in circa 20.

Un linea dunque di grande utilità per tutti coloro che lavorano nella zona ovest e sud-ovest della città e per tutti gli studenti dell’Università  Roma 3 che risiedono nel quadrante nord della capitale.

Ma non solo. Occorre ricordare che in zona Valle Aurelia insistono due strutture di grande affluenza quotidiana dove ogni giorno si riversano complessivamente migliaia di persone tante, tantissime delle quali vi si recano in auto.

Parliamo dell’ospedale dermatologico IDI e della sede Equitalia Roma Nord (o come prossimamente si chiamerà), facilmente raggiungibili con una manciata di fermate di autobus dalla stazione Valle Aurelia.

Quanti di questi utenti quotidiani provenienti da Roma Nord potrebbero arrivarci grazie alla nuova linea ferroviaria lasciando l’auto?

Servono però i parcheggi

Se, o quando, verrà aperta questa tratta è dunque presumibile attendersi alla stazione Vigna Clara una significativa affluenza di viaggiatori. C’è però da dire che accedervi  non è facile e parcheggiare ancora più difficile.

Comune e XV Municipio potrebbero ancora approfittare dello stop del Tar per metter mano alla viabilità locale e soprattutto al problema parcheggi.

L’unica area rilevante dove lasciare l’auto è Piazza Diodati, dove c’è un piccolo mercato rionale che però e giustamente non verrà rimosso. Ad oggi è stato deciso che solo metà della piazza sarà adibita ad area parking ed è quindi scontato che i posti non saranno assolutamente sufficienti se la si vuole considerare come una sorta di parcheggio di scambio.

Si tratta quindi di mettere mano alla viabilità locale creando nuovi posti auto sfruttando tutti gli spazi possibili come, ad esempio, la striscia di terra che si frappone fra via Monterosi e il tracciato ferroviario o il terreno di proprietà del Comune ubicato alla fine della stessa via e che ad oggi continua ad essere inutilizzato e chiuso.
Da qui ad ottobre c’è ancora tempo sufficiente per farlo, solo a volerlo. (red.)

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9 COMMENTI

  1. Giustamente non verrà rimosso? Vi vorrei far presente che ci sono molte persone in zona che quel mercato lo vorrebbero levare da decenni. Cercate almeno di rispettare l’opinione di tutti. vediamo se cancellate questo commento.

  2. Mi sembra arduo (ma non impossibile) che si possa ottenere l’inefficacia dell’ordinanza cautelare che impedisce la riattivazione del servizio… Tuttavia sarebbe già auspicabile che il Tar emani la sentenza definitiva con spirito di assoluta imparzialità entro un periodo ragionevolmente breve dal 25 ottobre. Spero di non dover attendere altri tre mesi come l’altra volta.

  3. D’accordo su tutto …Non vedo perchè voler rimuovere il mercato che è utile e frequentato da molti residenti anziani che non usano facilmente l’auto. Essenziale però realizzare il maggior numero possibile di posti parcheggio. Bonificando inutili sterpaglie ( “verde pubblico?”) squallido ricettacolo di immondizia, non dovrebbe essere difficile !!!

  4. Prima deve aprire la stazione (cosa non affatto scontata con i giudici del TAR della 3° sezione-TER, probabilmente ci penseranno i giudici del Consiglio di Stato a sbloccare la stazione), poi per i parcheggi si vedrà..

  5. Signori, due notizie.
    La prima vede la commissione tecnica nominata dalla facoltà di Ingegneria (e non dal Tar) lavorare già da un mese alacremente a fianco di RFI per debellare le cosidette “motivazioni tecniche” dei ricorsi.
    La seconda prevede la prossima manifestazione organizzata presso la stazione venerdi 26 maggio alle ore 18.
    Partecipate e fate partecipare numerosi!
    Le firme su carta superano le 400 unità mentre quelle sul sito sono oltre 1200.
    Andiamo avanti così.
    Non cederemo alla cieca burocrazia!

  6. Bene, non mancheremo alla manifestazione che darà voce a chi non vuole arrendersi a questo scandaloso blocco di pochi individui schierati contro gli interessi della collettività.

  7. Non ci si puo’ arrendere in nessun caso! Il treno e’ un servizio PUBBLICO per antonomasia e NON ESISTE che due persone possano bastare ad impedirne l’uso. Sono molto contento di sapere che RFI e i delegati ingegneri si siano messi all’opera piu’ di prima

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