Home VIGNA CLARA Stazione Vigna Clara, se ne riparla a ottobre 2017

Stazione Vigna Clara, se ne riparla a ottobre 2017

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Un nuovo stop in questa vicenda senza fine il cui esito doveva essere la riapertura della stazione Vigna Clara a giugno 2016 – con contestuale avvio del collegamento ferroviario con quella di Valle Aurelia – e che, invece, se tutto andrà bene, sarà nel 2018 che ciò potrà accadere.

A tre mesi esatti dall’udienza pubblica del 25 ottobre 2016, è stata infatti pubblicata la sentenza “non definitiva”  decisa nelle camere di consiglio tenutesi nei giorni 25 ottobre e 8 novembre 2016 con la quale la Terza Sezione del Tar di Roma si è espressa sul ricorso del 2002 e su quello del 2015.

Ambedue erano contro RFI-Rete Ferroviaria Italiana, Regione Lazio e Ministero delle Infrastrutture e ambedue erano tesi, in sintesi, a bloccare la riattivazione delle linea Vigna Clara – Valle Aurelia.

La sentenza è “non definitiva”, questo è il primo dato che balza agli occhi, in quanto il giudizio di merito finale viene rinviato ad una prossima udienza pubblica fissata per il 25 ottobre 2017.

In sintesi, la Terza Sezione del Tar ho sostanzialmente bocciato il ricorso del 2002 ritenendolo in parte inammissibile “per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo” (il che significa che se i ricorrenti vorranno riproporlo dovranno rivolgersi al Tribunale civile), e in parte “irricevibile ed improcedibile“.

Anche quello del 2015 viene in parte respinto ad eccezione di quanto attiene a una serie di problemi tecnici per i quali i giudici amministrativi hanno deciso di conferire l’incarico di valutarli ad un “organismo verificatore”.

L’organismo verificatore

Si tratta di un collegio formato da tre professionisti con la qualifica di professori ordinari o associati che dovranno essere nominati dal Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza” e scelti nell’ambito del corpo docente della stessa Facoltà.

Tale collegio dovrà redigere una relazione entro il prossimo 30 giugno e nei trenta giorni seguenti le parti in causa dovranno far conoscere le loro osservazioni sulla stessa.

Nei successivi trenta giorni, il collegio dovrà infine depositare la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse.

Solo dopo, dice la sentenza, “la causa sarà nuovamente trattata in udienza pubblica“, e cioè il 25 ottobre 2017.

L’oggetto della verifica

Sette e articolati sono i punti sottoposti al collegio che dovrà:

1. Ricostruire le vicende storiche che, a partire dalla realizzazione della galleria Cassia– Monte Mario, e fino ai giorni nostri, hanno interessato la costruzione e l’esercizio della tratta ferroviaria che transita all’interno della galleria;

2. Ricostruire gli eventi accaduti dopo il 1990 indicando tutte le autorizzazioni rintracciabili anche in relazione ai lavori di consolidamento e di messa in sicurezza della galleria iniziati nel 2003;

3. Verificare lo stato di fatto attualmente esistente con particolare attenzione a quali elementi tecnici (rotaie, traverse, piattaforme..) riconducibili alla linea ferroviaria che funzionò per pochi giorni in occasione dei mondiali del ’90 siano ancora presenti in loco e verificando altresì se attualmente la tratta ferroviaria sia dotata delle più idonee tecnologie antivibrazione e di contenimento della dispersione elettrica;

4. Descrivere la consistenza e l’oggetto dei lavori di consolidamento e di messa in sicurezza della galleria che sono iniziati nel 2003 e i relativi risultati dal punto di vista statico;

5. Verificare sulla base dei progetti comunicati da RFI la reale consistenza dei lavori attualmente in corso e che interessano la galleria Cassia– Monte Mario, specificando se comportino, o meno, la realizzazione di nuove volumetrie o il mutamento di sagoma della galleria; se tali nuovi progetti prevedano l’attrezzaggio della tratta ferroviaria con doppio binario, ovvero il mantenimento della tratta a binario unico; se tali nuovi progetti prevedano il medesimo tracciato della ferrovia, oppure un tracciato diverso rispetto a quello già autorizzato nel 1989 e se ciò comporti un mutamento della struttura preesistente della galleria.

6. Sulla base dell’analisi di tali progetti, il collegio dovrà specificare se negli stessi “sia rinvenibile una qualche valutazione degli effetti vibrazionali connessi alla messa in esercizio della tratta ferroviaria ovvero – in caso di risposta negativa – se simili valutazioni avrebbero dovuto essere rese in considerazione della tipologia dei lavori previsti; se le caratteristiche delle sede ferroviaria   e del sistema di armamento previsto siano tali da mitigare l’impatto delle vibrazioni o, invece, addirittura da aggravarlo; se siano stati considerati gli effetti di danno a carico delle strutture degli edifici dei ricorrenti anche in considerazione della tipologia delle fondazioni di tali edifici ovvero – in caso di risposta negativa – se simili considerazioni avrebbero dovuto essere fatte in relazione alla tipologia dei lavori previsti; infine, se siano state considerate le problematiche causate dalle correnti disperse nel terreno, con particolare riferimento al possibile innesco di fenomeni corrosivi a carico delle strutture metalliche e delle armature delle opere in c.a., interrate in prossimità della linea, ovvero – in caso di risposta negativa – se simili considerazioni avrebbero dovuto essere fatte in relazione alla tipologia dei lavori previsti”;

7. Nel caso in cui in merito ai precedenti quesiti venga data risposta che le necessarie valutazioni e/o considerazioni avrebbero dovuto essere compiute, il collegio dovrà specificare quali accorgimenti tecnici e/o costruttivi potrebbero e/o dovrebbero essere adottati, senza pregiudicare la funzionalità del servizio, al fine di minimizzare gli effetti vibrazionali, annullare gli effetti di danno sulle strutture degli edifici, minimizzare le problematiche causate dalle correnti disperse.

Un lavoro complesso che impegnerà i tre docenti fino a giugno, salvo proroga che potrà essere richiesta al giudice.

Nel frattempo la stazione Vigna Clara, già pronta e collaudata, resterà chiusa, così come lo è dal 1990, nonostante che la città abbia un gran bisogno di trasporto su ferro.

Per prendere visione delle 64 pagine che compongono la sentenza è sufficiente cliccare qui. (red.)

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58 COMMENTI

  1. Sono senza parole……un altro anno per acquisire documentazione già pronta e sicuramente disponibile da parte di RFI ed il procedimento difetta di giurisdizione ….
    Ovvero ….non è compenteza nostra decidere….però decidiamo che deve essere nominata una commissione di professori nominati dall’Università …

    In questo modo RFI non può proporre la sospensiva e procedere al completamento, i parcheggi on possono essere completati e la pizza rimane così come è fino ad ottobre…..

    Ma a questo punto le altri parti interessate dovrebbero avanzare la proposta di affiancamenti di professionisti di “parte”….altrimenti (a pensar male è peccato ma ci si azzecca) i professori sicuramente imparziali, decideranno per la non riattivazione perchè non riceveranno per tempo quanto richiesto…..

    Ripeto ….non è competenza del TAR però decidono lo stesso….chissà tra 10 mesi la stazione in che condizioni sarà ……e mi continuo a domandare se il Comune, la Provincia, la Circoscrizione, RFI ed eventuali associazioni di consumatori possono fare qualcosa…..

  2. Per quanto riguarda la causa del 2002 bisogna capire bene se verrà confermata la misura cautelare di sospensione della tratta ferroviaria dal successivo giudice che si riterrà munito di giurisdizione. In caso contrario credo che RFI possa procedere alla riattivazione commerciale.

    La causa proseguirà al TAR sezione 3ter solo per quanto riguarda il ricorso del 2015 che NON ha avuto la sospensiva.

  3. Se abitaste in un palazzo le cui fondamenta si trovano a 3 metri di distanza dai binari forse la pensereste diversamente.. Il quartiere è certamente servito male ma la sicurezza deve essere la prima cosa

    • Si, vabbe’, se la ferrovia e’ da quasi 30 anni chiusa all’esercizio, quali vibrazioni. avete mai pensato che forse sono i palazzi ad avere problemi ?

      • Quei binari c’erano prima che si facessero le fondamenta del vostro palazzo. Potevate pensarci prima di costruire.
        La sicurezza prima cosa ? E il pericolo continuo di un traffico caotico di automobili potenzialmente malfunzionanti, guidate da persone che potrebbero essere temporaneamente o permanentemente in condizioni psico-fisiche inadeguate, nonché prive di sufficiente abilità ?

    • Ma vergognati in tutte le capitali europee ci sono metro o treni che passano sotto i palazzi e non è successo nulla se non ti sta bene il rumore cambia casa

    • Gentile Signora Francesca,
      i palazzi lungo la strada che sovrasta la galleria hanno le fondamenta che sono state imposte a tre metri sotto il livello dei binari, e non a tre metri dai binari, altrimenti non esisterebbero i fabbricati. La distanza minima imposta dal Ministero dei Lavori Pubblici nel 1960 era di 10 metri tra le fondamenta (i Pali) e l’estradosso della galleria.
      Quindi le fondamenta di tutti i palazzi lungo la strada sono ad almeno 12 metri dai binari, tranne nel caso dell’Ars Medica che si è permessa abusivamente di costruire una sala riunioni ed alcune camere operatorie sotto il livello stradale avvicinandosi di 8 metri alla galleria.
      Peccato che l’Ars Medica ha fatto ricorso lei contro la ferrovia e non viceversa. Il bello della vicenda è che il TAR non aveva discusso il suo ricorso in prima istanza e poi lo ha preso in considerazione in seconda istanza.
      Non aggiungo altro!

  4. Certo in 26 anni avrà sentito tanti treni passare sotto casa sua, posso solo immaginare il fastidio che può aver arrecato la stazione in questi anni……quando poi passerà l’alta velocità allora…..
    Nessuno mette in dubbio la sicurezza ed infatti la linea e’ stata rifatta con tappetini anti vibrazione ed i treni di adesso sono diversi da quelli che decenni fa sono transitati, e sono stati decisamente pochi considerando che non cono immagini della stazione con treni, tranne quello a vapore usato per la trasmissione televisiva ai tempi di italia90 (cercate su you tube). Sicuramente ci saranno nuove barriere anti rumore e tutto quanto previsto per la sicurezza degli edifici, ma vanno sacrificati gli interessi della comunità per discorsi di convenienza di qualcuno.

  5. È uno scandalo: una linea che davvero può contribuire a migliorare la viabilità a Roma Nord. È ormai certo che in questa città, in questa particolare zona, l’interesse dei pochi debba prevalere sull’interesse dei molti. È dal 1990 che si spendono soldi, che periodicamente si effettuano lavori, per una linea che non si sa se è quando potrà entrare in funzione. Tutto rinviato ad ottobre 2017 aspettando poi la sentenza che prima di 3-4 mesi non si avrà. Nauseato!!
    Per la cronaca: abito su via Monterosi e quando passano ogni giorno i camion dell’AMA, i pullman turistici o i camion, pensate che non siano presenti vibrazioni?? A proposito di alta velocità, vogliamo parlare delle auto, dei furgoni e delle moto che sfrecciano su via Monterosi?? Provate a passare.

  6. Vabbeh, a questo punto chiudiamo l’Italia intera, perché qualunque cosa si faccia è pericolosa o sospetta. Ma il giudice ha sospeso la sua respirazione, in attesa di una commissione universitaria che decreti quanta misura di inquinamento lui diffonde nell’aria a ogni atto respiratorio ? Ma che ne deve sapere un giudice amministrativo di come si progetta si realizza e si mette in funzione una tratta ferroviaria ? O qualunque altra infrastruttura ? E dove sta scritto che su qualunque opera pubblica il giudice abbia un potere preventivo ?
    Codesta non è funzione giudicante, è delirio di onnipotenza, non so se illegale, ma senza alcun dubbio illegittimo, che calpesta la sovranità dello Stato, dei suoi organi, e in ultima analisi che calpesta la sovranità popolare.

  7. Ovviamente il finale del mio precedente post e'”non devono essere sacrificati gli interessi della comunità solo per gli interessi di pochi”.

  8. e pensare che su facebook c’è gente che festeggia il rinvio fino a ottobre , dico io ma come si fa a essere così egoisti ??

  9. Chi festeggia probabilmente gradiva la situazione di prima ovvero avere una latrina ed un dormitorio per sfaccendati o vandali che depredavano la stazione di ogni possible cosa ….probabilmente per loro è più utile avere una area come quella nel più totale degrado che cercare di migliorare ….. sarà più utile per loro prendere la macchina per arrivare in centro piuttosto che spendere i soldi del biglietto del treno ed arrivare comodamente ad una stazine della metropolitana…..

    Forse non sanno che ci sono delle metropolitane a Roma ..anche se in numero ridicolo rispetto a qualsiasi altra capitale europea…… e forse non sanno che la stazione funzionante è l’unica cosa che potrebbe dare maggior valore alle loro case….. probabilmente sono talmente ottusi da temere il “mostro meccanico”….il treno….chissa quali credenze popolari hanno appreso …

  10. Noi residenti abbiamo necessità di questo treno. Sul fronte giudiziario, mi pare di capire da una rapida ricerca che le sentenze non definitive del TAR possono essere impugnate.

    Allo scopo di evitare responsabilità per danno erariale, immagino che RFI dovrebbe impugnare la sentenza in questione e, in generale, adottare ogni tempestiva azione volta a conservare l’opera realizzata; dovrebbe inoltre rapidamente adoperarsi per completare la parte di posteggio da vari mesi chiuso al pubblico, e restituirlo alla cittadinanza. Staremo a vedere .

  11. è inutile prendersela con il sistema… nella sentenza ci sono nomi e cognomi: trovo vergognosa la posizione dell’ARS MEDICA; sono loro che hanno proposto il ricorso del 2015 di fatto contro tutti gli abitanti della zona. Che tristezza vedere che preferiscono guadagnare sulla salute delle persone che si ammalano per via degli alti livelli di smog.

  12. Come sempre blocchiamo lo sviluppo e l’evoluzione di una intera città per gli egoistici interessi di pochissime persone. Nel frattempo gli zingari si ruberanno il rame e ricominciamo dalla casella di partenza.

  13. Spero che nel frattempo la stazione non venga vandalizzata, con conseguente aggravio di costi per risistemarla.
    Se spero, nel caso venga vandalizzata, che il conto lo paghino i giudici, i professori, i ricorsisti e tutti colori che si stanno opponendo all’apertura di questa fondamentale infrastruttura attesa da 30 anni.
    Si vergognassero tutti (compresi gli abitanti dei palazzi limitrofi).

  14. …e nel frattempo paghiamo per la sicurezza affinché la stazione non venga vandalizzata. Benvenuti nella stazione chiamata ITALIA.

  15. Qualcuno si chiede ancora perchè i cittadini USA hanno eletto Trump a Presidente. Contro il potere dei due partiti maggiori tradizionali (compreso il suo), pur di cambiare le cose. Forse perchè stanchi di situazioni di questo tipo , in Italia ormai di consueta normalità.
    Solo con la “cura del ferro” e con trasporti elettrificati si possono risolvere i problemi del trasporto e dell’inquinamento a Roma.
    UVR

  16. Sono riuscito a leggere quasi tutto il dispositivo della sentenza non definitiva, con somma fatica.
    Basta il titolo non definitiva per capire come abbiano gia’ deciso i giudici ma a nome di qualcun altro che sicuramente non è citato in epigrafe.
    Ormai siamo in balia di poteri che non conosciamo e che decidono del nostro futuro, questo al di sopra di Governi, Magistrature e Parlamenti.
    Gli stessi giudici hanno dichiarato la non pertinenza dei ricorsi ma non hanno dato ragione a RFI.
    Hanno nominato circa 10 volte la parola “tappetino antivibrante” ma non hanno mai e dico mai nel testo del dispositivo evidenziato un fatto perfettamente visibile: i tappetini ci sono e sono i migliori al mondo (otto centimetri di materiale che annulla le vibrazioni).
    Io ormai dopo trent’anni che seguo le vicende dell’anello ferroviario non ci credo più.

  17. La cosa ancora piu sconcertante, senza (al limite) voler entrare nel merito, sonoi tempi con i quali in questo paese si prendono le decisioni e anche le modalità. Come si fa a bloccare adesso un’opera al termine della sua costruzione e rinviarne l’apertura di anno in anno!!!!! Questo mi avvilisce ancora di piu rispetto al mancato servizio che già è pessimo.

  18. Che schifo! Ci prepariamo ad altri 25 anni di Nulla!! Non ho davvero parole. Perchè non creiamo un comitato che tenti di fare qualcosa per sollecitare le Ferrovie a intraprendere qualche azione legale per la difesa dei soldi, a questo punto, inutilmente spesi? O quanto meno vigilare che almeno l’ignobile tempistica dilatoria posta in essere ( Comitato, parere ….ecc)non si dilunghi all’infinito?

  19. Aprire ugualmente la stazione e riattivare la linea. O in questo Paese cominciamo a forzare la mano prendendoci tutti i rischi del caso oppure non se ne esce.

  20. Sempre il Tar! questo e l’unico paese in Europa dove un Tribunale amministrativo che decide tra altro anche sulle bocciature a scuola può fermare un’opera di pubblica utilità e che per decidere ha bisogno di almeno 15 anni

  21. PER LA REDAZIONE: Concordo con l’idea del comitato proposta da Antonella. Se si ci sono ulteriori adesioni, proporrei di creare una rete .. forse la Redazione può dare un input su come fare per metterci in contatto .. GRAZIE

    • Gentile Giuseppe, di questi tempi la soluzione più efficace è un “gruppo” ad hoc su Facebook.
      Cordialmente,
      La Redazione

  22. Propongo ache una raccolta di firme da effettuarsi all’interno del BAR BAR per chiedere a RFI, Comune di Roma, Regione Lazio, e tutti gli enti citati in giudizio dal ricorso, di aprire la stazione all’esercizio nelle more del giudizio del TAR, che peraltro si è già dichiarato non competente per materia (sic!), dopo aver chiesto una sospensiva per gravi motivi di interruzione di pubblico servizio, e minacciando richiesta di danni ai ricorrenti stessi.
    Io mi offro di contattare un avvocato per stilare la richiesta di riapertura della stazione.
    E vediamo quanti firmeranno (non certo i dieci che si dichiarano contrari).

    • io ci sono senza dubbio. anzi,se potessi le scriverei il mio cognome già d aadesso affinchè lei possa apporlo sulla petizione (ma per ragioni di privacy non si può)

  23. Anche io sarò tra i firmatari. C’è da pensare veramente di fare qualcosa pur di non distogliere l’interesse verso la questione “stazione”….volendo ci sono anche siti di “petizioni on-line” ….

  24. Grazie Stefano, anche io mi unisco e credo che molti del mio condominio (vicinissimo alla tanto invocata stazione) faranno la stessa cosa

  25. Anch’io sono pronto a firmare insieme ad altre persone. @Stefano sarebbe una buona idea creare un gruppo Facebook ad hoc per coordinarci meglio

  26. Qui non bisogna firmare, dobbiamo scendere in piazza e forzare questa situazione. Non è possibile rinviare di decenni l’apertura di una stazione ferroviaria metropolitana di fondamentale importanza per la nostra zona.

  27. Signori,
    ho creato una petizione su charge.org per riaprire Vigna Clara e sto organizzando una petizione su carta da firmare sul posto.
    Firmate numerosi!

    • Grazie del suo interessamento, ci faccia sapere il giorno e il luogo dove firmare la petizione, ci tengo particolarmente! E’ l’unico modo per far sentire, in maniera civile ma democratica, la nostra voce! Abbiamo estremo bisogno di quest’opera, non possiamo andare avanti ancora con pochi autobus, per lo più pochi, vecchi e soprattutto in perenne ritardo!

  28. Giusto fare le petizioni, ma credo che siano poche le soluzioni che si possono intraprendere. O il Comune si decide nel corso del giudizio a rilasciare nuove autorizzazioni a RFI (es. posa del secondo binario) oppure il Ministero dei Trasporti deve dichiarare l’interesse nazionale dell’opera, costringendo probabilmente il TAR a convertire il rito da ordinario a speciale, con conseguente dimezzamento dei termini.
    Temo che RFI come parte processuale non possa difendersi in maniera adeguata contro i ricorrenti se queste amministrazioni restassero inerti.

  29. Gentili Signori,
    sto fondando il nuovo comitato “Un anello per Roma” per favorire l’apertura della stazione di Vigna Clara e la chiusura dell’anello, vicenda che io seguo da circa 50 anni!
    Nei prossimi giorni vi farò sapere quando metteremo i fogli firme presso la stazione.
    Non bisogna mai arrendersi alla burocrazia più ceca!

    • parole migliori non ne poteva sceglierre signor Stefano..aspettiamo con ansia indicazioni da Lei circa il presentarsi in stazione per firmare..io ci sono

  30. Gentili Signori,
    visto che dobbiamo combattere bisogna inquadrare il problema in maniera corretta.
    La linea in questione è già di interesse nazionale dichiarato dal Ministero dei Trasporti nel 1990.
    Per posare il secondo binario è necessario l’iter che chiedono i ricorrenti per il singolo: VIA, Conferenza dei servizi, progettazione e gara d’appalto.
    In ogni caso solo una chiara spinta da parte della popolazione, seguita dalla presa di posizione degli Enti preposti (soprattutto il Municipio) è indispensabile alla risoluzione del problema.
    Dal punto di vista tecnico per attivare il servizio commerciale bisogna effettuare un preesercizio di alcuni giorni, comunicare alla Regione Lazio la disponibilità della linea in modo che possa chiedere un programma di esercizio a Trenitalia per poter erogare il costo del servizio. Trenitalia ha già i treni e gli orari pronti, quindi non bisogna comprare nessun treno, come dicono i detrattori della linea.
    La linea sarà esercita con due treni nuovi di ultima generazione, che non producono nè il rumore nè tantomeno le vibrazioni delle vetture della linea 200, nè le sue polveri sottili, nè inquinano come le circa duecento autovetture parcheggiate o transitanti su via Ferrero da Cambiano, che è stata solo favorita dalla presenza della galleria, dato che non avrà vibrazioni, ma ha già da sessant’anni un km di fascia verde di rispetto della galleria.
    Comunque sono riuscito a far pubblicare un articolo sul giornale “La Repubblica” sabato scorso sull’argomento e che è stato molto esaustivo.
    Per inciso io abito su via della Pisana, e se ci fosse la nuova linea arriverei a Corso Francia in meno di un’ora, mentre adesso ne impiego due.
    Ma forse questo non interessa ai nostri cari detrattori.
    Buona serata

  31. @ Gabriele:
    L’articolo è comparso su Repubblica Edizione di Roma sabato 25 febbraio pagina 9.
    Per essere precisi l’articolo non è stato pubblicato su mia iniziativa ma io ho fornito al giornalista gli elementi tecnici e storici per redigerlo.
    Buona Giornata

  32. Grazie molte Stefano. La petizione è online su firmiamo.it
    Dobbiamo essere numerosi ! Non possiamo assistere inermi a un tale spreco di risorse comuni.

  33. La petizione che ho creato è su change.org e bisogna in ogni caso fare una ricerca digitando “Vigna Clara”.
    Avevo firmato anche io l’altra petizione a gennaio ma poi non l’avevo più trovata e pensavo che l’avessero eliminata.
    Comunque lunedi fisseremo la data del sit- in a Vigna Clara.

    • La manifestazione è confermata alle ore 11.00 in Piazza Diodati dietro la stazione di Vigna Clara.
      Partecipate e fate partecipare, più siamo e meglio è.
      A sabato

  34. Mi fa molto strano sentire quando si parla di normative definirle da giornalisti il “cosiddetto codice ambientale”, un pò come dire il “cosiddetto codice civile” o il “cosiddetto codice penale”, il codice è codice, ovvero la raccolta di leggi destinate a regolare tutti i rapporti giuridici che ricadono in un determinato ramo giuridico, incluso anche quello ambientale e che piaccia o no, va rispettato nello stesso modo con cui vengono rispettati gli altri dal momento che è stato legiferato. Faccio un esempio molto elementare: la normativa ambientale stabilisce i limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti esternii,n questo caso si parla dei passaggi dei treni, RFI avrebbe dovuto tenere conto di tale norma, sia per rispetto al codice ambientale sia soprattutto per rispetto dei cittadini residenti esposti per tutto il giorno a forti rumori ben oltre la soglia massima di sopportazione oltre a tante altre cose che se venisse applicato il codice ambientale attraverso lo studio di valutazione di impatto ambientale si potrebbero evitare.
    Detto questo invito caldamente tutti questi signori che si dichiarano contrariati e scandalizzati perchè si chiede di sottoporre i nuovi progetti della linea ferroviaria Vigna Clara/Valle Aurelia e della stazione di Vigna Clara alla V.I.A., nonché alle procedure di autorizzazione ferroviaria ed edilizia previste per legge e di tutelare in ogni caso le abitazioni e le persone delle zone in questione dai danni, vibrazioni e rumori, nonché migliorare l’impatto ambientale nella zona di cui sopra anche mediante l’imposizione di ogni misura idonea ad evitare le predette problematiche di farci sapere come si sentirebbero se tutti questi problemi ce li avessero sotto le proprie finestre di casa.

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