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Rifiuti, meno ne produci meno paghi: se ne discute in XV

Appuntamento in via Flaminia 872. Come di consueto la seduta sarà aperta al pubblico

Municipio Roma XV

Convocato ad urgenza il Consiglio del Municipio XV per mercoledì 20 aprile con inizio lavori alle 13.30 e con all’ordine del giorno argomenti di forte rilevanza per i cittadini.

Smarcato infatti il primo punto in merito ad un’espressione di parere sull’approvazione del regolamento del sistema integrato dei controlli interni nella struttura della macchina amministrativa capitolina, si discuterà sull’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sull’eventuale utilizzo, a fini pubblici, delle opere abusive realizzate in Via Cassia 1081, là dove lo scorso febbraio è stato abbattuto il cancello, abusivo anch’esso, che costituiva ostacolo all’ingresso dalla Cassia al tracciato della Francigena nella riserva dell’Insugherata.

A seguire, altri due argomenti di stretta attualità.

Si dovrà infatti discutere dei criteri che sottostanno alla base del Piano di Massima Occupabilità, piano con il quale si dovrà regolamentare l’occupazione di suolo pubblico da parte degli operatori commerciali.

Subito dopo si parlerà di “tariffa puntuale dei rifiuti“, ovvero della possibilità di “personalizzare” per ogni cittadino la tariffa rifiuti in funzione di quanto ognuno ne produce.
Ovviamente questa formula sarebbe applicabile solo in quelle porzioni di territorio dove avviene la raccolta porta a porta e cioè in via Vincenzo Tieri, a La Storta, in via Anton Giulio Bragaglia e via Antonio Conti all’Olgiata, in via Cassia nel segmento compreso tra l’incrocio con Via Formellese e Cesano e poi ancora a Osteria Nuova, a Cesano e nei quartieri  Prato della Corte, Prima Porta, Santa Cornelia, Tiberina e Valle Muricana.

Appuntamento alle 13.30 in via Flaminia 872. Come di consueto la seduta sarà aperta al pubblico.

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1 commento

  1. Proposta –
    1. Le bottiglie di plastica, di vetro, i barattoli di metallo, la carta, il cartone, le plastiche e anche i rifiuti organici, prima di diventare spazzatura, seppur riciclabile, devono essere prodotti, commercializzati e quindi acquistati dall’utilizzatore finale.
    2. I produttori sostengono un costo di produzione, ma vendono, incassano e guadagnano.
    3. Il cliente finale paga, oltre al contenuto (acqua, vino, pasta, salsa di pomodoro ecc…) anche il contenitore, perché i costi di una bottiglia di vetro da qualche parte dovranno pur scaricarsi, vero?
    4. Secondo le norme in vigore il cliente finale, ovvero il cittadino-utente, DEVE differenziare, separare la carta dal vetro, il metallo dalle bucce della frutta e via dicendo. E mi pare giusto. Però, oltre al “lavoro” che deve fare per essere un bravo cittadino, viene diciamo così “privato” di oggetti vari che, siccome prima di diventare spazzatura erano beni fruibili, sono stati anche PAGATI.
    5. Quanto valgono 400 bottiglie di vetro, 1000 di plastica, 150 kg di carta e come minimo 300 kg di rifiuti organici ? Non lo so, ma diciamo che HANNO UN VALORE ECONOMICO.
    La proposta sarebbe questa : istituire tanti centri di raccolta quanti siano necessari in ogni zona e quartiere. I cittadini dovrebbero portare la spazzatura in questi centri e ricevere in cambio un bonus, quantificato in base alla quantità di materiale conferito, che alla fine dell’anno darebbe diritto ad uno sconto sulla tassa. Dove sta la novità rispetto alla proposta di premiare ad personam chi ben differenzia?
    Anzitutto il premio sarebbe disponibile per tutti e non solo per i “fortunati” del porta a porta. Inoltre e punto qualificante di questa proposta, NIENTE CASSONETTI SPORCHI NE’ PUZZA NELLE STRADE.
    NIENTE TOPI NE’ CANI E GATTI NE’ UCCELLI CHE SI CIBANO DI SPAZZATURA.
    Ed ancora, niente traffico dei mezzi Ama nelle strade e nelle stradine e nei vicoli di Roma per raccogliere la spazzatura dai cassonetti, con conseguente vantaggio per il traffico e la salute pubblica.
    6. I centri di raccolta dovrebbero trattare e ricondizionare tutto il materiale conferito, eccetto il cosiddetto non riciclabile, diventando così dei centri di produzione di non piccolo interesse economico.

    In qualche luogo in Italia (visto in tv) esistono cooperative che fanno proprio questo, e poichè non lo fanno per passare il tempo, è evidente che il ritorno economico della spazzatura è sicuramente RILEVANTE. Perchè da noi no, perchè a Roma, ma neanche a Milano no ?

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