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Cassia, aperta nell’Insugherata la porta verde dei pellegrini

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L’Insugherata ha un nuovo ruolo, quello di “porta verde” per i pellegrini che arrivano a Roma da nord diretti alla Porta Santa. Ma ne ha anche un altro che travalica il Giubileo: quello di essere uno stupendo polmone di verde da oggi disponibile e fruibile dal versante Cassia, esattamente da via Cassia 1081.

E’ infatti in via Cassia 1081, proprio di fronte alle due rampe del GRA, che sabato 16 gennaio è stato inaugurato il tratto della via Francigena che attraversa la Riserva Naturale dell’Insugherata costeggiando il fosso dell’Acqua Traversa e passando accanto alla Macchia di S.Spirito. Il progetto, realizzato a cura di RomaNatura con la collaborazione dell’Associazione Priorità Cultura, è stato finanziato dalla Fondazione Baroni Onlus che ha messo a disposizione 100mila euro.

Il tracciato, che si sviluppa lungo un percorso storico-rurale di circa quattro chilometri, parte dalla Cassia per uscire su via Conti e prendere quindi la Trionfale all’altezza del Parco Santa Maria della Pietà, arrivando così nella Riserva Naturale di Monte Mario con un affaccio straordinario sulla Basilica di S. Pietro. In tutto sono circa 13 chilometri.

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Il finanziamento, oltre alla realizzazione del tracciato, è servito alla costruzione, all’inizio del percorso, di un’area accoglienza (panche e tavoli fatti con il legno degli abeti donati al Vaticano), alla sistemazione (ma si poteva fare di più) del ponticello che scavalca il Fosso dell’Acqua Traversa e all’installazione lungo il percorso di pannelli illustrativi.

L’ingresso da Via Cassia 1081 è facilmente raggiungibile ed è comodo. Percorsa una lunga discesa si arriva nel cuore dell’Insugherata e il tragitto della Francigena può essere percorso anche in bici… purchè non piova o non abbia da poco piovuto, come proprio accaduto il giorno dell’inaugurazione in cui il fango e il forte umido hanno creato un po’ di disagi al centinaio di persone intervenute.

Ulteriore disagio, non imputabile certo a chi ha realizzato il progetto, è il “leggero” odore non gradevole che si leva dalle acque del Fosso dell’Acqua Traversa che accompagna il primo tratto del tragitto e nel quale si riversano presumibilmente gli scarichi delle abitazioni a monte.
Su questo aspetto è necessario un intervento urgente, come biglietto da visita non è edificante.

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Al taglio del nastro erano presenti Francesco Tronca, commissario straordinario di Roma, Maurizio Gubbiotti, Commissario straordinario dell’Ente RomaNatura; Giovanni Bastianelli, Direttore Agenzia Turismo della Regione Lazio; Franceso Rutelli, Presidente dell’Associazione Priorità Cultura; Giuseppe Signoriello, Presidente della Fondazione Giovan Battista Baroni Onlus; Mons. Pasquale Iacobone, Pontificio Consiglio della Cultura; Daniele Torquati, Presidente del XV Municipio e Valerio Barletta, Presidente del XIV.

“L’apertura oggi di questo tratto della Via Francigena all’interno dell’Insugherata qualifica in modo unico, rispetto al panorama delle grandi città europee, l’accesso di una delle più importanti vie storiche e religiose alla città di Roma” ha dichiarato Maurizio Gubbiotti sostenendo che “si tratta di un risultato di grande importanza, realizzato grazie alla sinergia tra realtà diverse, istituzioni, realtà associative e privati”.

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“Ci vuole un maggiore coordinamento tra tutte le istituzioni perché ancora dei tratti della Francigena non sono praticabili e il Comune di Roma non si è dato molto da fare in tal senso” aggiunge però Francesco Rutelli ricordando che “creare questi percorsi, quello già aperto da Formello dentro il parco di Veio anziché nel traffico della via Cassia e questo tratto dell’Insugherata, permettono un’esperienza bellissima che corrisponde a quella del pellegrinaggio del cammino e della riscoperta della natura in città”.

“Non servono grandi lavori – ha concluso Rutelli – installare scivoli per i disabili, spostare alcuni cassonetti, dipingere strisce pedonali, posizionare della cartellonistica: con 200mila euro si può mettere in sicurezza la Francigena da qui fino a Isola Farnese”.

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“Si tratta di un’apertura estremamente importante per il territorio del Municipio XV” ha sottolineato Daniele Torquati spiegando che “il nuovo cammino costituirà una risorsa preziosa per i pellegrini in arrivo nella capitale per il Giubileo. Ma non solo, lo sarà anche per i romani che vivono sulla Cassia”.

Arriva il commissario Tronca e tutti gli cedono il passo.
“Nonostante una mattinata piena di impegni non potevo mancare perché queste sono le vere cerimonie importanti. Ora mentre parlo e avendo letto le poche carte che ho potuto leggere dedicate a questo momento, per quanto mi riguarda le poche cose che deve fare il Comune, le farà. C’è da rimuovere un cancello si rimuove. Se c’è da rimuovere una sbarra la si rimuove.”

Esordisce così Tronca, ricollegandosi alle critiche messe da Rutelli ma accennando velatamente anche al dubbio di cui oggi nessuno ha parlato ma che aleggia da tempo: il cancello del 1081, dal quale nei fatti si accede ad un’area privata, sarà aperto per consentire di entrare nella Riserva in tutta libertà, H24?

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Pare di sì, stando alle parole del Commissario dette prima e quelle aggiunte poi: “Sono cose semplici da fare, ovvie, ma il senso dell’ovvietà spesso viene impastato da una burocrazia che tutto complica e tutto rallenta quando tutti noi sappiamo che abbiamo bisogno di una pubblica amministrazione che invece tutto semplifichi e tutto velocizzi. Cerchiamo dunque di cambiare rotta!”.

E la rotta del momento è quella che conduce verso il taglio del nastro.

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Un colpo di forbici e voilà, la Francigena è ora percorribile all’interno dell’Insugherata. Magari con un pizzico di sole sarà ancora più bella.

Claudio Cafasso

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10 COMMENTI

  1. L’inaugurazione della “Porta Verde” per i pellegrini che percorrono la via Francigena arrivando “da Nord” nel parco dell’Insugherata, riporta l’attenzione su questo Parco, che costeggia tutta la Cassia, da via dell’Acqua Traversa al Grande Raccordo Anulare fino alla via Trionfale, parco assai poco conosciuto, interessantissimo e del tutto inaccessibile agli abitanti della Cassia. Interessante certamente per i pellegrini ma ancora di più per gli abitanti della Cassia, che da anni ne richiedono l’accesso da Tomba di Nerone. Vari anni fa tale eccesso era possibile e fu particolarmente usufruito dalle scuole adiacenti e soprattutto dalla Media di via Al Sesto Miglio. I docenti della Scuola usufruivano del parco con gli alunni, come di un laboratorio naturalistico. Un esempio dei lavori della Scuola di via Al Sesto Miglio e del Liceo De Sanctis è visibile sulle pagine
    http://www.comitatoromaxx.it/insugh/FOSSO1.HTM
    Il nostro Comitato di batte da anni perché la apertura di tale accesso venga ripristinata.

    Per il Comitato Cittadino per il XV Municipio
    Grazia Salvatore

  2. Ieri ho percorso il nuovo tracciato della nuova via Francigena e sono rimasto un po’ deluso. Premesso che conosco abbastanza bene la zona delll’Insugherata, meta delle mie scorribande in bici. Con i soldi spesi mi è sembrato che si è fatto abbastanza poco. Il ponticello sul fosso esisteva già, ci hanno aggiunto come parapetti due funi d’acciaio retta da quattro paletti. Di pannelli informativi ne ho visti un paio e sono entrato dall’entrata ufficiale del parco, lato via Trionfale. A volte si incontra un cartello che ci ricorda che siamo sulla via Francigena (quella nuova). Il tracciato che corre lungo il fosso in direzione Nord è stato ricavato creando un passaggio tra i rovi e il fosso stesso. Niente più. Ad un certo punto, per separarlo dai campi coltivati e siccome i rovi sono finiti, si è messa una rete sul lato destro e una palizzata su quello sinistro. Alla fine, prima della salita verso l’entrata dellla riserva (via Cassia 1081) ci sono dei tavolini di legno. Il fondo è veramente impraticabile vista la quantità di fango lungo il percorso ma quella è una cosa che già si sapeva e che caratterizza la vallata per diversi mesi all’anno. Se avessero provveduto a creare un fondo più compatto forse il problema si sarebbe risolto. Per quello che riguarda l’entrata dalla Cassia 1081 credo che l’unica soluzione sia lasciare sempre aperto il varco pedonale che già c’è, ma che sabato mattina era chiuso.

  3. Rispondo al Comitato Roma XV:
    Gli accessi alla riserva dell’insugherata dal lato Cassia ci sono. Quello che più ho utilizzato perchè non presenta impedimenti di nessun genere come cancelli o recinzioni improvvisate, è quello che si trova alla fine dei palazzi di via Tomba di Nerone. Alla fine della strada, dopo l’ultimo palazzo, c’è un sentiero breve nel bosco che porta nella vallata sottostante dell’Insugherata. L’altro accesso è quello da via Panattoni, ma da diverso tempo il cancello d’accesso risulta stranamente chiuso.

  4. fuffa…solo tanta fuffa…inaugurazioni in pompa magna che in pochi mesi diventano di nuovo degrado…come il parco dell’Inviolatella!

  5. Io ci sono andata sabato e nonostante le domande rivolte sia ai molteplici vigili presenti, che alle guardie del parco, non ho capito: l’ingresso del civico 1081 di cui tanto si parla rimarrà sempre aperto? Perché a me hanno risposto di no. Mi hanno detto di prendere la Via Francigena dalla Trionfale. Quindi secondo loro i pellegrini invece di andare verso S. Pietro andranno nel senso opposto alle frecce installate? E troveranno i cartelli informativi alla fine del percorso invece che all’inizio?Possibile che hanno inaugurato una cosa alla quale non si può arrivare? Spero di aver capito male. Qualcuno mi può illuminare? Grazie.

  6. Non ritiene il signor Max che l’accesso dell’Insugherata da Tomba di Nerone debba divenire ufficiale ed essere facilmente accessibile a tutti, in particolare agli alunni delle Scuole circostanti? Per quanto riguarda l’ingresso da via Panattoni, è troppo distante dalla Cassia.
    Per il Comitato Cittadino per il XV Municipio
    Grazia Salvatore

  7. Il giorno dell’inaugurazione siamo stati solo in 4 a percorrere TUTTO il sentiero a via Cassia a via Conti. Infatti, il primo tratto passa lungo il fiumiciattolo ed è terribilmente fangoso. Questo ha scoraggiato la maggior parte dei presenti. In effetti nei giorni precedenti è piovuto un po’: bisognerebbe provare dopo molto tempo senza pioggia. Però ho l’impressione che il fango sia determinato più dal vicino torrente che dalla pioggia. Comunque, fango a parte, è stata una passeggiata davvero splendida e in primavera lo sarà ancora di più. Si può percorrere benissimo anche in mountain bike, Si finisce nei pressi della stazione di Monte Mario e abbiamo utilizzato il treno + autobus per tornare alla macchina parcheggiata a via Cassia 1081.Una persona invece ha proseguito il cammino lungo la pista ciclopedonale di Monte Mario, intenzionata ad arrivare fino a San Pietro.

  8. Credo che convenga distinguere tra fruibilità della riserva da parte dei cittadini delle zone adiacenti all’insugherata e utilizzo dei suoi sentieri come percorso per i pellegrini che si recano a San Pietro.
    Nel primo caso anch’io sono d’accordo a rendere ufficiali e facilmente accessibili a tutti gli accessi alla riserva dell’Insugherata e in particolare quello da via Tomba di Nerone che presenta caratteristiche e distanza dalla consolare Cassia uguali all’altro ingresso ufficiale, fino a sabato scorso l’unico, di via Paolo Emilio Castagnola, sulla Trionfale. E’ strano e sbagliato che dal lato Cassia non esistano accessi normali per accedervi; non considero accessi ufficiali e per tutti quello di via Panattoni (c’è un cancello spesso chiuso), quello dell’adiacente maneggio per lo stesso motivo, quello di via Campodimele e via Cassia 1081 (proprietà private con cancelli).
    Per me l’unico accesso, senza impedimenti più o meno giustificati, resta quello di via Tomba di Nerone, se lo si rendesse più fruibile a tutti, dagli scolari alle persone più avanti con l’età.
    Per quello che riguarda i Pellegrini della via Francigena, trovo queste varianti un po’ complicate e fruibili a pochi. Più diretto il percorso originale, con la possibilità, una volta giunti a santa Maria della Pietà, di proseguire sul percorso ciclopedonale che porta a monte ciocci. Sicuramente sempre accessibile, h24, 7 giorni su 7 per tutto l’anno, con qualsiasi condizione di meteo o di luce. Con i soldi spesi sarebbe stato meglio fare dei marciapiedi sulla trionfale.

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