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Parco di Veio, chi ha pagato sarà rimborsato

50euroa.jpgSessantamila euro stanno per rientrare nelle tasche di cittadini, comitati e associazioni. Torna alla ribalta la contestata storia dei “diritti di segreteria di 50 euro” richiesti un anno fa dall’Ente Parco di Veio per poter presentare un’osservazione al Piano di Assetto. Furono circa 1200 a essere consegnate, per un totale appunto di 60mila euro che ora però saranno restituiti. Lo ha deciso Giacomo Sandri, il nuovo commissario.

Fece molto discutere a inizio 2013 la decisione dell’allora commissario straordinario del Parco di Veio, Massimo Pezzella, di far pagare 50 euro per ogni osservazione che semplici cittadini, associazioni, comitati avrebbero potuto presentare al Piano di Assetto del Parco da poco depositato in Regione Lazio.

“La mole di lavoro sarà smaltita da una commissione esterna appositamente selezionata”  fece sapere Pezzella giustificando così lo scopo dei diritti di segreteria mentre, a febbraio 2013, annunciava che le osservazioni presentate avevano raggiunto quasi quota 1200.

Di tutt’altro avviso Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente, che a nome degli “osservanti” così tuonava in quei giorni: “Siamo alla follia, mentre in Regione si sono spolpati tutto, i cittadini devono sempre mettere mano al portafoglio, nel caso del piano d’assetto del Parco di Veio addirittura per poter accedere ad un diritto che per definizione è gratuito, cioè esprimere la propria opinione”

Poi calò il silenzio.

Finchè, siamo a ottobre 2013, il nuovo commissario dell’Ente Parco di Veio, Giacomo Sandri, nominato tre mesi prima in sostituzione di Pezzella, emette una delibera, la numero 54, con la quale dispone che a decorrere dal 1° aprile 2014 i diritti di segreteria dovranno essere restituiti a chi li ha pagati.
E la notizia è diventata pubblica in questi giorni.

Per riavere il denaro versato basterà compilare un modulo, allegare l’attestazione dell’avvenuto pagamento e far pervenire il tutto all’Ente Regionale Parco di Veio.

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3 COMMENTI

  1. Come commissario straordinario del Parco di Veio feci quella delibera per due motivi fondamentali:
    – accelerare un inter di Piano che per 16 anni era atteso dai cittadini e che fino ad allora aveva immobilizzato il territorio, creando danni economici e sociali alle attività. Fino al mio intervento ben 4 amministrazioni precedenti alla mia avevano provato a pubblicare il piano ma non avevano mai superato lo scoglio della pubblicazione creando un disagio a 250 mila abitanti. Inoltre la richiesta di diritti di segreteria, in uso in molte amministrazioni pubbliche, serviva a nominare una commissione di esterni accuratamente selezionata che coordinata dall Ente stesso potessero valutare con obiettività le richieste del territorio. Quindi persone preparate e accuratamente coordinate. Mi risulta che ora le osservazioni, passato più di un anno dalla loro presentazione, siano in mano a tecnici nominati dalla Regione, cioè dipendenti della Regione, che contro deducono con poco tempo a disposizione. Inoltre cosa ben più assurda e’ che sono coordinate da una persona che per anni e’ stata direttore dell Ente. Cioè colui che e’ stato complice della NON pubblicazione di un piano per 10 anni. Quindi oggi le controdeduzioni sono coordinate da colui che per anni non si è’ preoccupato di sollecitare la conclusione e pubblicazione del piano.
    – altra motivazione per gli oneri di segreteria e’ scaturita dall atteggiamento di determinate associazioni ambientaliste che per anni hanno fatto demagogia chiudendo gli occhi verso una direzione e aprendoli verso altre. Infatti non appena avevano saputo che la mia intenzione era la pubblicazione del piano, e sapevano che ci sarei riuscito, erano stati lanciati comunicati per paventare la minaccia di centinaia di osservazioni anche inutili proprio per bloccare l iter delle controdeduzioni. Creando un danno ai cittadini. Mettendo l onere di segreteria sapevano che avrebbero speso un capitale ed hanno quindi deciso di presentare un numero giusto di osservazioni e soprattutto con motivazioni serie.

    Massimo Pezzella
    Coordinatore Roma Capitale Esercito di Silvio
    Ex Commissario Ente Regionale Parco di Veio

  2. Premetto che suona molto strano il commento di un ex Commissario Straordinario che ci tiene a presentarsi ora come “Coordinatore Roma Capitale Esercito di Silvio”, continuando a dare alla sua carica istituzionale una squallida veste “politica” per fare un comunicato che avrebbe dovuto mantenersi ancora sul piano strettamente amministrativo.
    Metto in evidenza in secondo luogo che il sig. Massimo Pezzella, anziché riconoscere la figuraccia che ha fatto ed ammettere che il “diritto di segreteria” di 50 € preteso per ogni osservazione presentata è stato ritenuto non ammissibile dall’Area Parchi della Regione Lazio, obbligando conseguentemente l’attuale Commissario Straordinario Giacomo Sandri ad approvare la delibera n. 54 del 30.10.2013 per restituire quanto di illecitamente fatto versare, ha la faccia tosta di rivendicare la bontà della sua delibera con cui ha disposto il pagamento dei diritti di istruttoria giustificandola con “l’atteggiamento di determinate associazioni ambientaliste che per anni hanno fatto demagogia chiudendo gli occhi verso una direzione e aprendoli verso altre” e che “non appena avevano saputo che la mia intenzione era la pubblicazione del piano, e sapevano che ci sarei riuscito, erano stati lanciati comunicati per paventare la minaccia di centinaia di osservazioni anche inutili proprio per bloccare l’iter delle controdeduzioni”.
    In comunicati da “politichese” di questo tipo, che fanno di tutto un fascio, il sig. Pezzella dovrebbe prendersi almeno la responsabilità di dire quali sono queste associazioni, considerato che non mi riconosco affatto in quelle che lui non solo critica, quasi non avessero il diritto di fare tutte le osservazioni che vogliono, ma addirittura accusa a priori di presentare osservazioni inutili, benché non abbia avuto né il tempo né il modo per leggersele.
    Per quanto mi riguarda faccio presente di avere presentato circa 400 pagine di osservazioni in diversi elaborati, dopo aver concordato con la direttrice Alessandra Somaschini di poter pagare solo 50 € per tutte le osservazioni presentate.
    Quanto ai dipendenti della Regione che starebbero controdeducendo alle osservazioni presentate presso l’Ente Parco di Veio, mi risulta che si tratta della mera “collaborazione” data da due funzionari dell’Agenzia Regionale dei Parchi (Calò e Sinibaldi), prevista dalla normativa vigente in materia.
    Faccio presente inoltre al sig. Pezzella che le osservazioni presentate da rimborsare sono in tutto 792 (e non le 1.200 “sparate” a suo tempo scenograficamente dall’allora Commissario Straordinario) per un importo complessivo di 39.600 € (e non di 60.000 come dichiarato all’inizio dell’articolo).
    Debbo infine mettere in grande risalto che il “modo” con cui l’Ente Parco di Veio intende ora restituire le cifre percepite indebitamente costituisce secondo me un disservizio che vengono a subire sempre i cittadini ed è ad ogni modo quanto meno irregolare, perché è di tutta evidenza che nella cesse dell’Ente Parco di Veio rimarranno ancor più indebitamente tutti i soldi di coloro che non avranno fatto richiesta di rimborso.
    Se l’Ente Parco sa perfettamente chi sono e dove abitano tutti coloro che hanno pagato un diritto di istruttoria non dovuto, non deve scomodare ulteriormente i cittadini chiamandoli a farsi carico di richiedere il rimborso, per cui dovrebbe restituire indistintamente a tutti i soldi direttamente a casa (tramite assegno) nelle forme e nei modi che sarebbe sufficiente comunicare.

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