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Migliaia di truffati a Roma Nord per falsi contratti di luce o gas

Un lavoro meticoloso quello di un dipendente di una società di servizi che si occupa di pubblicizzare le tariffe per una Società di distribuzione di energia. Meticoloso, ingegnoso e truffaldino perchè dopo essersi introdotto all’interno di alcuni stabili della zona Nord di Roma, P.A.R , romano 35enne, prelevava dalle cassette della corrispondenza le buste contenenti le fatture relative ai consumi elettrici o del gas di alcuni inquilini.

Successivamente utilizzando i dati identificativi del cliente, il codice utente ed il codice fiscale, sottoscriveva di proprio pugno un nuovo contratto con la Società per la quale lavorava.

Molti di questi contratti sono andati a buon fine e i truffati, credendo ad un accorpamento della Società con la quale avevano in atto il contratto con una nuova azienda, non si sono preoccupati ed hanno pagato regolarmente le bollette.

In qualche caso però, il passaggio alla nuova società ha addirittura indotto il distacco della fornitura elettrica ed ha lasciato alcuni utenti privi della copertura dei servizi elettrici e del gas.
In un caso addirittura una famiglia è dovuta ricorrere all’utenza di un vicino per provvedere alle esigenze di una donna all’ottavo mese di gravidanza.

Le denunce presentate da alcuni cittadini alla Polizia, hanno fatto scattare le indagini degli investigatori che hanno “localizzato le truffe” individuando una precisa zona nel quadrante di Roma Nord. Sono state infatti migliaia le vittime finora accertate che sono rimaste coinvolte nell’ingegnosa truffa scoperta dagli agenti del Commissariato Ponte Milvio.

Delimitata la zona territoriale ed accertato che le nuove pratiche di passaggio alla Società erano riconducibili allo stesso operatore, gli investigatori hanno stretto il cerchio intorno a P.A.R., che negli ultimi tempi aveva notevolmente incrementato le sue provvigioni.

Il giovane truffatore dovrà ora rispondere del reato di truffa e falsità materiale, mentre sono in corso ulteriori accertamenti da parte degli investigatori per risalire alla reale entità della truffa che potrebbe aver coinvolto numerosi altri cittadini.

Edoardo Cafasso

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2 COMMENTI

  1. tenderei a pensare che per questo simpaticone possa configurarsi anche un altro reato: Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza (art. 616 c.p.)

  2. Prof. Paolo, altro che arti. 616 c.p. penso che per alcune tipologie di reato bisognerebbe “ripristinare” la pubblica gogna, così tutti posso liberamente togliersi qualche piccola soddisfazione e rendere nota la faccia dei truffatori.

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