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Strade rotte e degrado all’ombra della Farnesina

Tra il Lungotevere Maresciallo Diaz e le pendici di Monte Mario a partire da metà degli anni 30 iniziò la costruzione di un imponente edificio progettato dagli architetti del Debbio, Foschini e Morpurgo destinato a diventare il Ministero degli Esteri. Come molti edifici pubblici di rilevante valore storico si presenta oggi nel modo migliore anche se il suo “lato b” lascia un poco a desiderare.

L’edificio del ministero venne costruito su terreni appartenenti a Paolo III Farnese con lo stile severo ed imponente tipico del ventennio; alto 51 metri, con una facciata ampia 169, i nove piani occupano un volume di 720mila metri e al suo interno oltre agli uffici del dicastero ospitano un’importante collezione di opere d’arte contemporanea (58 tra quadri e sculture sono esposte, in questi giorni, all’Ara Pacis: clicca qui).

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Il grande ministero, conosciuto in tutto il mondo come Palazzo della Farnesina, con le sue linee geometriche si colloca armoniosamente alle pendici del monte e i bianchi marmi della facciata contrastano piacevolmente con il verde intenso della vegetazione.

Ma se si gira dietro l’edificio, attraverso un contorto labirinto di sensi unici, barriere di metallo e “new-yersey”, la situazione è del tutto diversa: asfalto bucherellato, marciapiedi sgangherati, erbacce.

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Sarà forse la conseguenza della inadeguatezza dei fondi per la manutenzione che spinge a curare la facciata piuttosto che il retro, fatto sta che le lastre di marmo mancanti o cadute in terra non sono un bello spettacolo: in modo particolare in Via della Macchia della Farnesina dove gli alti pini hanno divelto i marmi di una basso muretto al temine del terrapieno.

Ma la situazione forse meno piacevole è quella del grande parco che si trova dietro il dicastero, un tempo forse la più bella area verde all’interno della capitale: oggi il Parco di Monte Mario assomiglia più ad una foresta vergine dove la vegetazione è cresciuta in modo rigoglioso e disordinato.

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Gli alberi e i cespugli si sono sviluppati sul lato sud-est del monte in modo caotico e premono sul muro di contenimento invadendo, in alcuni tratti, persino un tratto della carreggiata; molti i monconi di pino domestico abbattuti dalla furia del vento.

Il bellissimo parco di Monte Mario, con i suoi viali ordinati, la bella segnaletica e il moderno sistema antincendio costituito da piazzole con idrante da alcuni anni versa in totale stato di abbandono: i lavori della galleria Giovanni XXIII, che hanno interessato il tratto iniziale, hanno fatto precipitare la situazione e oggi il parco si presenta trascurato, sporco e con le strutture gravemente danneggiate.

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E’ sufficiente salire per Via dei Colli della Farnesina, costeggiando il confine del parco, per avere una idea di come, nel corso del tempo,lo stato dei luoghi si sia trasformato: l’alta vegetazione, costituita per lo più dai fastidiosi “forasacco”, è forse il problema meno grave.

La recinzione in rete metallica in alcuni punti è stata divelta, i marciapiedi letteralmente sollevati dalle radici degli alberi, i sentieri scomparsi tra le erbacce e i rifiuti; scomparsi persino i “sampietrini” e al loro posto sono rimaste grandi e pericolose buche.

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Questa immagine desolante contrasta fortemente con le abitazioni di quello che può considerarsi come uno dei quartieri più belli e snob di Roma.

Il silenzio e la tranquillità di queste vie non servono però a mitigare la sporcizia e l’abbandono del parco, come già documentato da VignaClaraBlog.it (leggi qui), e da tempo adibito addirittura a luogo di incontro per “cuori solitari”.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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2 COMMENTI

  1. Il Municipio XX è tutto un degrado dalla giunta, alla pulizia in generale , alla sicurezza dei pedoni, marciapiedi con la macchine parcheggiate, striscie bianche scolorite, strade dissestate.
    Ma la giunta municipale c’è ? Se c’è cosa fà?
    Fa solo proclami pubblicitari che affiggie dove gli capita e crea ancora più sporcizia.

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