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Il Parco di Monte Mario: un gioiello in stato di totale abbandono e degrado

cartello120×90.jpgDa tempo i residenti di via dei Colli della Farnesina segnalano una strana situazione all’ingresso del Parco di Monte Mario. Movimenti sospetti, auto parcheggiate fin dal primo mattino, ombre furtive  e una generalizzata situazione di insicurezza scoraggiano l’ingresso al Parco a chi vorrebbe fruirne solo per una sana passeggiata in uno stupendo polmone di verde.

La Riserva Naturale di Monte Mario è parte del sistema di aree protette che fa capo a Roma Natura; istituita nel 1997 comprende un territorio collinare di circa 238 ettari e vanta ben otto accessi. Si tratta di una vasta e bella zona boscosa che con i suoi 139 metri di quota rappresenta il rilievo più imponente dei Monti della Farnesina; al suo interno sono numerose le specie vegetali e quelle animali. Nella Riserva sono stati inoltre tracciati alcuni sentieri panoramici di grande bellezza. Quando fu istituita ed aperta al pubblico era, con i suoi percorsi, le tabelle illustrative ed un moderno e razionale sistema antincendio, uno dei più bei parchi di Roma.

Siamo entrati nella Riserva dall’accesso di Via dei Colli della Farnesina: sul piazzale adibito a parcheggio prospiciente il grande cancello sostano, nonostante siano solo le dieci del mattino, numerose auto con a bordo uomini soli. La segnaletica posta all’accesso è molto rovinata e in totale stato di abbandono; ci inerpichiamo per un ripido vialetto e il parco ci appare in tutta la sua desolazione. L’erba alta e le canne hanno in parte ricoperto il sentiero panoramico mentre bottiglie e rifiuti sono un po’ dovunque. Alcuni uomini si aggirano tra la vegetazione, qualcuno fa finta di leggere il giornale, altri ci lanciano sguardi incuriositi.  Per niente preoccupati ci infiliamo nella vegetazione dove notiamo uno strano andirivieni; qualcuno, giudicando la nostra presenza inopportuna, si allontana per ritornare poi dopo qualche minuto.

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Tentiamo di proseguire lungo quello che era l’anello che portava sino all’ingresso adiacente al Cimitero dei Francesi: anche qui l’erba è alta mentre in alcuni punti, dal terreno, spuntano minacciosi e spettrali grossi tondini di ferro, tracce di quelli che sono stati i lavori per realizzare la galleria che passa sotto Monte Mario. Le postazioni antincendio sono ricoperte di erbacce e le protezioni realizzate in rete metallica sono per la maggior parte divelte.
Tra l’erba alta e queste strane e inquietanti presenze, la sensazione che si prova è quella di forte insicurezza. Usciamo e lasciamo Via dei Colli della Farnesina lanciando un ultimo sguardo ad un cartello del Parco che dice che “qui la natura è protetta e sorvegliata”: Da quello che abbiamo visto la bella natura della Riserva non è sicuramente protetta. Quanto al fatto che possa essere sorvegliata, tenuto conto che da questo ingresso i residenti si tengono alla larga per motivi di sicurezza, l’affermazione ci sembra poco veritiera.

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Ci dirigiamo allora ad un altro accesso al Parco, sulla Camilluccia. Siamo infatti in Via dei Casali di Santo Spirito dove ricordiamo un bell’ingresso con una serie di sentieri puliti e ben curati. Anche qui troviamo uno stato di desolante degrado che contrasta fortemente con il pulito e ordinato Cimitero dei Soldati Francesi poco distante. Inoltre l’ingresso del Parco è materialmente sparito, al suo posto muri sbrecciati, reti divelte, panchine sgangherate e tabelloni illustrativi sporchi e imbrattati di scritte. I sentieri, un tempo con il fondo in ghiaia, sono ricoperti di erbacce: lo stato di totale abbandono e di assenza di una qualsivoglia manutenzione ci appare in tutta la sua drammaticità.

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Ci fermiamo a parlare con una signora che da anni frequenta il Parco e che è stata testimone del suo graduale e inarrestabile disfacimento: “Quello che fa più rabbia è che si tratta di aree realizzate e gestite con i nostri soldi”. Chiediamo alla signora se il Parco sia sicuro accennando agli strani movimenti notati all’ingresso a valle; la signora, con un sorrisetto, ci risponde che l’area è tranquilla anche se chi la frequenta evita di bazzicare l’ingresso di Via dei Colli della Farnesina. “Io, con il mio rottweiler, non ho certo problemi….” aggiunge serafica.

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Quando lasciamo la Riserva di Monte Mario lo facciamo con un profondo senso di frustrazione perché prima di entrarci, al solito, ci siamo documentati su una delle guide dell’Ente Regionale di Roma Natura: e così invece di trovare un ambiente idilliaco fatto di boschi, ruscelli e sentieri con “tornanti panoramici” ci siamo ritrovati davanti un territorio mortificato.
Altro che lecci, corbezzoli e gruccioni: al loro posto rifiuti, vecchi frigoriferi e un sospetto via-vai che richiederebbe forse l’intervento della “buoncostume”.

Francesco Gargaglia

*** riproduzione riservata ***

 

 

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6 COMMENTI

  1. Ho frequentato per anni questo parco.
    La situazione era di degrado 30 anni fa, poi via via migliorata grazie a diversi interventi di sistemazione e di creazione di percorsi interni che avevano reso il parco “fruibile” e frequentato da persone che avevano voglia di fare una passeggiata in tranquillità.

    In seguito alla realizzazione della sottostante galleria, è tornato il degrado.
    I lavori hanno chiuso uno degli accessi (quello che era possibile dal ministero della farnesina) e il percorso ad anello è diventato in parte impraticabile.
    Così che ci sono diverse zone del parco abbandonate a se stesse perché difficilmente raggiungibilie, e per questo motivo elette a luogo di frequentazione di persone poco raccomandabili….

  2. Nonostante sia trascorso quasi un anno dal bel servizio di Francesco Gargaglia su VignaClaraBlog, la situazione è rimasta quella descritta, anzi è peggiorata.
    Gli “strani movimenti notati all’ingresso a valle” (quello di via della Farnesina) continuano ad esserci, nonostante la presenza saltuaria di un’auto dei Carabinieri, che però, quando staziona vicino all’ingresso, lo fa per un altro servizio e, quindi, non si occupa di quei “movimenti”.
    Peccato ! Ricordo le belle passeggiate nel parco fino all’inizio dei lavori del passante nord-ovest.
    Oso sperare che una maggiore attenzione da parte delle istituzioni mi (ci) possa consentire di ritornare a passeggiarvi tranquillamente in un prossimo futuro.

  3. Gli ‘strani movimenti’ non sono di ‘persone poco raccomandabili’ ma semplicemente di persone (gay, trav, bisex) che vivono liberamente la propria sessualità, al lontano da sguardi indiscreti in un luogo abbandonato dalle frequentazioni tradizionali…

  4. I gay, trav, bisex, così come peraltro gli eterosessuali, possono tranquillamente andare a “vivere liberamente la propria sessualità” a casa loro, e no in un parco pubblico! Così danno solo l’idea di compiere un qualche cosa di furtivo, clandestino e “di poco raccomandabile”, che non si accorda certo con l’idea di vivere la propria sessualità in modo, appunto, libero!

  5. Non so se Lucya_g manderebbe le proprie bambine a passeggiare da sole in quella parte del parco; ricordo alla Gentile Signora due cose:
    – il c.p. per il reato di “atti osceni in luogo pubblico” non fa distinzioni tra eterosessuali o omosessuali;
    – perfino l’ANAS (evidentemente è contro chi vive liberamente la propria sessualità) ha chiuso con due cancelli l’area sul GRA (nomentana) noto luogo di incontro di “scambisti”.
    Di una cosa Lucya ha ragione: che si tratta di un luogo abbandonato dalle normali frequentazioni; ma questo solo perchè chi gestisce quelle aree con le tasse dei cittadini ha abbandonato quell’area al degrado.

  6. Sono passati due anni e la situazione è sempre la stessa. Ma le associazioni ambientaliste dove sono ? che fanno ?? perchè non si muovono ??
    Si potrebbero fare tante azioni (class action al TAR da parte dei residenti oppure da parte di una qualsiasi associazione ambientalista) per sollevare la questione. Come mettere insieme le persone ??

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