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Roma – Addio ai farmer’s market?

Centinaia di operatori dei mercati rionali, ieri, martedì 21 marzo,  hanno tenuto un sit-in sul piazzale del Campidoglio con tanto di protesta a suon di fischietti e tamburi per chiedere al sindaco Alemanno il blocco dei farmer’s market accusati di “concorrenza sleale”, nonostante gli stessi piacciano molto ai romani. Ma questo è parso un fatto secondario. Infatti il sindaco ha promesso di bloccarli, “scriverò subito ai Municipi” ha detto.

VignaClaraBlog.it ne aveva parlato poco più d’un mese fa con un’indagine sul campo (leggi qui) nella quale si spiegavano i motivi della continua crescita di questo fenomeno e della favorevole accoglienza da parte dei romani che volentieri si affollano nei week-end a fare la spesa a km zero.

Tante le ragioni del successo: avere a che fare direttamente con il produttore, saltare le intermediazioni, evitare le manipolazioni sui cibi che si mettono sulla propria tavola, salvaguardare le tradizioni, sostenere il proprio territorio, acquistare al giusto prezzo. Non solo. nei mercati degli agricoltori gli sprechi di imballaggi vengono contenuti, il che vuol dire che alcuni prodotti vengono venduti sfusi, come il latte ad esempio; non vengono venduti gli Ogm ed è, inoltre, possibile usufruire di servizi di vendita a domicilio e offerte speciali per i gruppi di acquisto solidale. Insomma una formula che ha rapidamente preso piede in modo concreto.

Una formula che però non piace agli operatori dei mercati rionali che accusano di bluff i loro colleghi dei farmer’s market. Secondo alcuni questi ultimi non sono dei veri produttori locali perché anch’essi si riforniscono al Car, il centro agroalimentare. Quindi basta alla loro diffusione senza regole sul territorio, è stato il “grido di dolore” lanciato ieri nel riguardi del sindaco.

Grido di dolore raccolto da Alemanno che, sceso fra i dimostranti e fra gli applausi degli stessi, imbracciato il megafono ha detto: “manderò immediatamente una lettera ai presidenti dei municipi per bloccare i farmer’s market e i mercatini non autorizzati. Di questa diffusione incontrollata ne sapevamo poco perché la facevano i presidenti dei municipi”.

Sarà vero? Ricordiamo che lo scorso 23 ottobre, quando a Vigna Clara, si tenne in Piazza Jacini il grande evento “Una piazza in Comune” ad opera di AssoCommercio Roma Nord, evento patrocinato dal Comune di Roma e che richiamò oltre mille cittadini, una delle attrattive fu proprio un farmer’s market Campagna Amica della Coldiretti che fu molto apprezzato dall’assessore capitolino al commercio, Davide Bordoni, venuto a partecipare all’evento (leggi qui).
Dire ora che in Campidoglio “ne sapevamo poco” di questa diffusione pare un poco azzardato.

Ma il sindaco non si è limitato a promettere il blocco dei mercatini agricoli della domenica. “Già da domani – ha dichiarato – metteremo a disposizione degli operatori un numero verde per raccogliere tutte le lamentele. Poi, oltre a bloccare tutte le nuove richieste di aperture dei Farmer’s Market, entro un mese istituiremo un tavolo tecnico per cercare di migliorare la situazione dei mercati rionali”.

Contro l’accusa del bluff insorge però la Coldiretti con un comunicato nel quale si afferma che “Non e’ solo il sindaco Gianni Alemanno a condividere le proteste della citta’ contro gli operatori dei mercati rionali e farmer’s market, anche Coldiretti sposa la stessa politica e annuncia una giornata della Trasparenza, che si terrà  nelle prossime settimane presso il Mercato del Circo Massimo di Roma”.
Secondo Coldiretti, la protesta dei commercianti contro l’abusivismo che sembra caratterizzare i mercati rionali romani ha ingiustamente coinvolto anche i farmer’s market che agiscono nel pieno rispetto delle regole, proprio come quelli “contrassegnati dal marchio di Campagna Amica, a cominciare dal mercato del Circo Massimo, per continuare con gli altri che ogni fine settimana si svolgono nelle piazze dei diversi Municipi,”

Edoardo Cafasso

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2 COMMENTI

  1. Gli operatori dei mercati rionali hanno ragione. Partecipo ai cosiddetti farmer market ma testimonio con disgusto il proliferare dei furbi che passando per colleghi produttori si riforniscono direttamente ai mercati generali. Purtroppo la legge lo consente: un agricoltore può acquistare e rivendere fino al 40% di prodotti non suoi. Sta qui la possibilità di sfuggire ad ogni controllo: come si fa a controllare? E poi è giusto che noi si possa rivendere tanto così non prodotto in azienda? Personalmente crredo che sia un principio non più valido. In molti passano per agricoltori e comprano solo più ai mercati generali, neanche dai colleghi…. In nero ovviamente!

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