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Piano di assetto Parco di Vejo – VAS: tra gli organi dell’Ente Parco in atto un duro scontro

Rodolfo Bosi, responsabile del Circolo Territoriale di Roma dell’Associazione Verdi Ambiente e Società (VAS), prende nuovamente posizione Sul Piano di Assetto del Parco di Veio. Con un comunicato odierno rende infatti noto che “sul piano di assetto  lo scorso 29 gennaio la Comunità del Parco di Veio ha espresso parere negativo con una larga maggioranza del 70% dei voti (dei Comuni di Roma, Sacrofano, Riano, Castelnuovo di Porto, Morlupo e Magliano Romano, nonché della Provincia di Roma) e l’astensione del rimanente 30% (dei Comuni di Formello, Campagnano e Mazzano Romano): a motivazione sono stati portati 3 vizi di legittimità riguardanti l’obbligo di acquisire il parere della Comunità prima e non dopo l’adozione del Piano, il mancato rispetto della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la non corretta pianificazione delle aree contigue.”

“In considerazione delle suddette violazioni di legge – sottolinea Bosi – la Comunità del Parco ha richiesto al Consiglio Direttivo di procedere con l’annullamento in autotutela della deliberazione n. 32 del 09.12.2009, per consentire di riesaminare in maniera condivisa e approfondita il Piano, come avevano già fatto prima VAS e subito dopo Italia Nostra con i rispettivi comunicati stampa del 25 gennaio e del 26 gennaio che secondo il Presidente dell’Ente avv. Fernando Petrivelli sarebbero stati emanati sulla base di informazioni e interpretazioni distorte, errate e gravemente lesive dell’immagine dell’Ente Parco per cui si è riservato addirittura ogni eventuale azione legale a tutela degli interessi pubblici “.

“A questo punto – incalza Rodolfo Bosi a nome di VAS – l’immagine dell’Ente risulta essere stata fortemente lesa non certo da VAS o Italia Nostra, nel rispetto dovuto delle rispettive finalità statutarie, ma dal comportamento tenuto proprio dal Presidente e prima ancora di lui dal Direttore arch. Salvatore Codispoti, in quanto ha asseverato la regolarità tecnico-amministrativa e la legittimità della delibera di adozione, che ha tenuto a ribadire anche davanti alla Comunità del Parco, lasciando intendere una precisa quanto ostinata volontà di non volere nemmeno accertare la fondatezza delle censure portate quanto meno dalla Comunità del Parco, più che da VAS e Italia Nostra: se Presidente e Direttore non intenderanno nemmeno sottoporre al Consiglio Direttivo la richiesta di annullamento dell’intera procedura di adozione del Piano di Assetto, si inasprirà il contenzioso in atto tra gli altri organi dell’Ente di gestione (Presidente da un lato e Consiglio Direttivo dall’altro) e la Comunità del Parco, previsto peraltro e disciplinato dalla l.r. 29/97 (6° comma dell’art. 16).”

“Dal momento comunque – prosegue Rodolfo Bosi – che gli atti relativi all’adozione del Piano di Assetto sono soggetti a controllo sotto il profilo della legittimità sia del metodo che del merito da parte della Giunta Regionale (2° e 3° comma dell’art. 18 della l.r. 29/97), che può esercitare i poteri sostitutivi annullando d’ufficio le delibere adottate a seguito della accertata violazione delle leggi, la revoca della delibera n. 32 del 9.12.2010 dovrà avvenire comunque o direttamente da parte dello stesso Consiglio Direttivo oppure ad opera della Giunta Regionale, che dopo un previo invito a provvedere entro il termine perentorio di trenta giorni , esercita d’ufficio o su richiesta degli interessati, il potere sostitutivo (4° comma dell’art. 18). In base allo Statuto della Regione Lazio (4° comma dell’art. 55) ogni Consiglio Direttivo resta in carica fino a 90 giorni dopo la prima seduta del nuovo Consiglio Regionale: se soltanto lo volesse, quello dell’Ente Parco di Veio ha ancora 5-6 mesi circa di tempo per rimettere a posto tutte le cose che non vanno.”

“Si tratta in sostanza – conclude Rodolfo Bosi – di revocare anzitutto la delibera di adozione, per rendere subito dopo tutte le sottozone edificabili D3 e D5 totalmente conformi alle prescrizioni inderogabili sia dei PTP che del PTPR, sottoponendo le zonizzazioni del Piano così revisionato a verifica degli impatti che producono sul territorio tramite il Rapporto Ambientale, che va redatto contestualmente nel frattempo. Le scelte finali che ne scaturiranno costituiranno la proposta di Piano di Assetto da pubblicare per 60 giorni al fine di raccogliere le osservazioni che verranno presentate nell’ambito della procedura di VAS: contestualmente alla pubblicazione, per evitare duplicazioni scollegate delle procedure, può e deve essere richiesto alla Comunità del Parco il parere sulla “proposta” di Piano, avendo così la possibilità di controdedurre (per di più con l’Ufficio VIA della Regione) a tutte le richieste pervenute da entrambi i fronti, sottoponendo a revisione la “proposta” di Piano, prima della sua formale adozione e successiva pubblicazione per 40 giorni. Si avrà in tal modo un Piano di Assetto partecipato e soprattutto molto più largamente condiviso, come peraltro espressamente auspicato anche dalla Comunità del Parco con il suo parere.”

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