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Parco di Vejo – VAS: no all’adozione piano di assetto, troppe violazioni di legge

“Dallo scorso 17 gennaio – dichiara in una nota Rodolfo Bosi, responsabile del Circolo Territoriale di Roma dell’Associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) – sul sito dell’Ente Parco di Veio è possibile prendere visione del Piano di Assetto, prima ancora della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio prevista dalla normativa: questa procedura quanto meno irregolare, perché rischia di innescare speculazioni fondiarie sul presunto plus-valore delle aree rese edificabili in modo non ancora certo e definitivo, ha premesso di accertare i seguenti gravi vizi di legittimità, in considerazione dei quali – prosegue Bosi – VAS chiede l’immediato annullamento della delibera di adozione del Piano di Assetto del Parco di Veio: in caso di mancato esercizio del potere di autotutela, si riserva di ricorrere alla Magistratura sia civile (con ricorso al TAR) che contabile (con denuncia alla Corte dei Conti dello sperpero di denaro pubblico).”

Quali sono secondo VAS i gravi vizi di legittimità riscontrati?  Bosi li elenca e li spiega così.

“1 – Il 9.12.2009 è stato adottato un Piano di Assetto incompiuto, per giunta con 3 soli voti favorevoli ed 1 contrario (su un Consiglio Direttivo attualmente ridotto a 6 membri e quindi senza nemmeno una maggioranza del 51%): si evince chiaramente dalla delibera n. 32 di pari data pubblicata sul sito con cui è stato dato “mandato al Direttore-Coordinatore del Piano di Assetto di apportare agli elaborati di Piano gli adeguamenti conseguenti alle Deliberazioni preliminari di cui al verbale della seduta del 9/12/2009”
2 – Nei successivi 20 giorni l’arch. Salvatore Codispoti ha provveduto ad “adeguare” il Piano senza ritenere di doverlo sottoporre a ratifica del Consiglio Direttivo, in modo discrezionale e poco corretto, perché ha integrato le Norme Tecniche di Attuazione introducendovi la nuova sottozona D5 (relativa alla trasformabilità delle aree agricole) con la stessa identica disciplina data anche alle sottozone D3, dove è possibile realizzare nuovi campeggi ed ulteriori abitazioni residenziali nell’ambito di piani di recupero dei nuclei sorti spontaneamente, con un chiaro doppione e con evidente disparità di trattamento a favore dei proprietari delle aree destinate a sottozona D3.
3 – Il 29.12.2009 il Piano è stato trasmesso alla Comunità del Parco (formata dai Sindaci dei 9 Comuni interessati e dal Presidente della Provincia di Roma) per il parere di sua competenza, che è obbligatorio, ma consultivo e va quindi acquisito prima della adozione del Piano (e non dopo), come dimostrato dalla prassi consolidata riguardo ad analoghi pareri consultivi ma obbligatori, quali ad es. quelli dei Municipi di Roma.
4 – Ogni Piano di Assetto va sottoposto obbligatoriamente a Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che comporta la pubblicazione della “proposta” del Piano di Assetto unitamente al Rapporto Ambientale che ne ha determinato le scelte, adottando ufficialmente solo alla fine la proposta revisionata tenendo conto delle controdeduzioni congiunte alle osservazioni presentate: è stato invece adottato direttamente un Piano di Assetto che non ha nemmeno avviato la procedura di VAS. Il Codice dell’Ambiente stabilisce espressamente che “i provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge”.
5 – Come sancito anche dalla Corte Costituzionale, il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” ha fatto diventare il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) del Lazio sovraordinato ad ogni Piano di Assetto, che nel rispetto anche della l.r. 24/1998 deve quindi tener conto dei vincoli e delle prescrizioni imposte anche dai PTP come “livelli minimi di tutela” inderogabili: aree classificate addirittura di tutela integrale dai PTP o dal PTPR sono state rese invece edificabili (destinandole a sottozone D3 e D5) cercando di “legittimare” la deroga con la presa d’atto della “necessità di individuare graficamente su apposita tavola le difformità rispetto ai vincoli di intrasformabilità previsti dai PTP e dal PTPR in termini di osservazioni specifiche al PTPR” da “trasmettere con separata nota ai competenti uffici regionali”.
6 – Le Norme Tecniche di Attuazione hanno rinunciato alla loro valenza prescrittiva, perché la demandano alle schede progetto allegate: quelle relative ai 5 “Parchi Territoriali” (istituto non previsto nella normativa vigente in materia) consentono nuove edificazioni in zona C, dove sono invece vietate per legge, per giunta con un indice di fabbricabilità territoriale doppio rispetto alla proposta consegnata nel 2003.”

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2 COMMENTI

  1. Ritengo le accuse di vas insignificanti e prive di ogni fondamento positivo che dovrebbe essere alla base di ogni critica costruttiva. Mi domando se non si nascondano ben altri fini e/o interessi particolari soggettivi di fronte a così tanta protervia, perchè è noto a tutti che il piano doveva essere elaborato ed approvato da ben nove anni, che nel frattempo solo alcune zone hanno visto stralci di piano approvati mentre altre sono rimaste al totale ludibrio ideologico finto ambientalista di qualcuno. Speriamo pertanto che questi interessi demo-pluto-populisti-ambientalisti vengano finalmente meno e si possa iniziare al più presto opere di risanamento, di utilizzo, di sviluppo in linea con gli indirizzi del piano e con le esigenze dei proprietari che abitano nei perimetri del parco senza peraltro incontrare impedimenti e difficoltà poste ad arte da qualcuno.
    Mi auguro che le prossime elezioni regionali ci liberino da queste subdole forme di amministrazione pubblica che non definisce le cose per meglio svolgere i propri interessi .

  2. speriamo che i subdoli demo pluto pippo e paperino non impediscano la marcia delle ruspe, finalmente tese a liberarci dal comunismo. eia, eia! alalà!

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