Home ATTUALITÀ XX Municipio – Gaetano Rizzo espulso dal Gruppo del Partito Democratico

XX Municipio – Gaetano Rizzo espulso dal Gruppo del Partito Democratico

Divorzio nel Gruppo PD del XX Municipio. Si consuma l’ultimo strappo e si chiude la lunga vicenda del Consigliere Gaetano Rizzo, candidato presidente del centro-sinistra alle elezioni amministrative 2008 nel XX Municipio. Per non aver preso mai parte ai lavori di Consiglio, pur essendone membro effettivo, il Gruppo PD lo ha espulso, come confermato  in questa nota nella quale si legge: “Avevamo chiesto un segnale di serietà per i cittadini del Municipio Roma XX, ma il Consigliere Gaetano Rizzo non si è dimesso entro il termine che gli avevamo indicato. Per questo, da oggi, invitiamo il Presidente del Consiglio Municipale, Simone Ariola, a non più considerare Rizzo come membro del Gruppo del PD ed a collocarlo nel Gruppo misto. Inoltre, chiediamo ad Ariola di portare in aula la mozione di decadenza di Rizzo per le assenze continuate e non giustificate in Consiglio. Siamo vicini a Rizzo in un momento difficile della sua vita famigliare, ma questa situazione non ci esime da svolgere il nostro ruolo di forza politica responsabile; l’esito di oggi è stato scritto in questi 18 mesi e crediamo sia conseguenza necessaria per chi, come il PD, fa politica dalla parte dei cittadini.”

Gli ultimi diciotto mesi.
Gaetano Rizzo, lo ricordiamo, già assessore al commercio della precedente giunta capitolina, fu candidato dal centro sinistra a contendere a Gianni Giacomini, candidato del centro-destra, la poltrona della Presidenza del XX Municipio nelle scorse elezioni amministrative. Al ballottaggio del 28 aprile 2008 il 61% degli elettori scelse Giacomini e Rizzo entro’ di diritto in Consiglio come consigliere. Ma come vi entrò così vi uscì, visto il gran numero di assenze ingiustificate collezionate nei mesi successivi creando non poco imbarazzo nel suo stesso  gruppo politico.  A Marzo 2009 il colpo di scena: durante la seduta di Consiglio, il Presidente d’aula Simone Ariola dette lettura di una nota pervenuta da parte di alcuni cittadini nella quale venivano chieste le dimissioni del grizzo.JPGconsigliere Gaetano Rizzo a causa del mancato rispetto del mandato conferitogli, risultando egli  assente ingiustificato a ben 42 delle ultime 52 sedute. Contestualmente il capogruppo del PD Alessandro Sterpa comunicò che anche il suo gruppo aveva consegnato pochi minuti prima una lettera nella quale, per gli stessi motivi, si chiedeva l’avvio della procedura di decadenza dalla carica di Consigliere Municipale per Gaetano Rizzo.
Stante le due richieste, a norma di regolamento, il coinvolgimento della Commissione Trasparenza fu un atto dovuto. L’audizione di Gatetano Rizzo in commissione si tenne il 22 aprile 2009. “Ho avuto difficoltà a partecipare alle sedute per seri motivi personali, familiari e di reinserimento nel lavoro.  So che avrei dovuto di volta in volta giustificarmi, non l’ho fatto e di ciò chiedo scusa alla commissione ed al consiglio tutto” ebbe a dire nell’occasione confermando la sua volontà di mantenere fede al mandato elettorale. “Qualora non riuscissi a mantenere tale impegno – dichiarò – mi dimetterò dall’incarico”.
La commissione che doveva votare sul portare o no in Aula Consiglio la proposta di decandenza dall’incarico non raggiunse un voto unanime: i commissari Antonini (La Destra) e Mori (PdL) votarono a favore, Calendino e Derenti (PdL) e Pandolfi (Gruppo Misto)  votarono contro mentre Sterpa (PD) e Targa (PdL) si astennero.
Ma l’impegno non venne mantenuto. Le assenze ingiustificate, consiglio dopo consiglio, continuarono costringendo il Gruppo PD ad una prima decisione: il 10 Maggio 2009 Gaetano Rizzo venne sospeso dal gruppo.
Passa la primavera, passa l’estate, passano i consigli Ma Gaetano Rizzo non passa mai per via Flaminia 872, divenuta nel frattempo la nuova sede del Municipio. Il resto è storia recente. Martedì 10 Novembre il Gruppo PD gli chiede le dimissioni da consigliere entro giovedì 12. Le dimissioni non  arrivano ed il Gruppo, con il comunicato di cui sopra, lo espelle.

 Quali scenari ora si aprono?
Dopo l’espulsione dal Gruppo a Gaetano Rizzo, qualora non si dimetta spontaneamente dall’incarico elettivo o – così come richiesto dal PD – non venga dichiarato decaduto dal voto del Consiglio, non resta che entrare a far parte del Gruppo Misto del XX Municipio, gia’ composto da Giuliano Pandolfi dopo lo strappo dall’Italia dei Valori dello scorso 21 gennaio 2009, piuttosto che aderire ex-novo ad un’altra formazione politica, purchè la stessa sia già presente in Campidoglio nel Consiglio Comunale.  (red.)

 

Visita la nostra pagina di Facebook

24 COMMENTI

  1. Finalmente, aggiungo!

    Se una persona per sopraggiunti problemi non è piu’ in grado di garantire il proprio impegno in un paese normale si dimette.

    Il signor Rizzo non ha avuto neanche questa decenza.

  2. Sinceramente, appena visto questo comunicato, mi è venuto da ridere!
    Caro gruppo PD, il vostro è almeno il terzo comunicato nell’ultimo anno in cui ci comunicate l’espulsione di Rizzo.
    Espulsione che puntualmente non avviene, con Rizzo che rimane al suo posto!
    Un pò di serietà da parte vostra non farebbe male!
    A quando il prossimo comunicato, a quando la prossima puntata? ..per Natale?
    …siate seri, per favore!!!!!!!!!!!!!!
    Saluti, Monica.

  3. Forse è complicato, ma a quanto ho capito il gruppo del PD, dopo aver tentato di far dimettere Rizzo da consigliere o di ottenere la decadenza dalla carica, cose entrambe non rientranti nella propria competenza , ma derivanit dalla volontà dell’interessato la prima e da una decisine del Consiglio la seconda, ha finalmente posto in atto l’espulsione dal gruppo del PD, che però lascia ancora Rizzo consigliere.
    Mi sembra paradossale che Monica attacchi il PD per qualche annuncio prematuro, ma ora finalmente seguito dal fatto, e oscuri le responsabilità sull’indecorosa vicnda, che va a scapito di un organismo democraticamente eletto, di cui sono responsabili il diretto interessato e la maggioranza del Consiglio del Municipi. Quindi da parte mia una tiratina d’orecchi al PD, ma qualcosa di molto più forte, che mi astengo dallo scrivere, agli altri protagonisti.
    Ps non risulta che gaetano rizzo sia o sia mai stato iscritto al PD

  4. ….l’unico dato certo è che il PD nel corso della votazione in commissione trasparenza si astenne!!!! Da una parte in pubblico ci parla di espulsione, nelle segrete stanze si astiene e se ne lava le mani!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Monica, forse mi sbaglio, ma io ricordo una RICHIESTA di dimissioni da Consigliere (sulle quali Rosanna Ol. ha già chiarito) e poi la SOSPENSIONE dal gruppo, prima dell’estate. Ora l’ESPULSIONE, sempre dal Gruppo, che è cosa diversa…
    Sinceramente a me non è venuto da ridere… ma sono contento lo stesso.

  6. Si tratta del classico gioco delle tre carte.
    Il PD vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca…
    Vorrebbero cacciare Gaetano Rizzo e pure che fosse il Presidente Ariola a portare in Consiglio la mozione per il voto:
    “Inoltre, chiediamo ad Ariola di portare in aula la mozione di decadenza di Rizzo per le assenze continuate e non giustificate in Consiglio.”
    Ma su questa mozione il PD ha già votato in commissione trasparenza. E si è astenuta.
    Non va bene così cari consiglieri del PD…
    Si è generato il c.d. fenomeno del “ne bis in idem”, vale a dire non si può rivotare sulla stessa cosa.
    Certo potrebbe il Presidente Ariola portare in Consiglio un atto che ha visto un parere discordante e anzi negativo in Commissione, ma, assumendosene personalmente responsabilità politica e pure regolamentare.
    Siamo certi che non vogliono questo per il povero Ariola…
    Esiste un’alternativa invece che loro conoscono bene…

    G.Mori
    Cons. XX Municipio (PDL)

  7. Monica, un po’ di serietà è auspicabile da tutti i nostri politici locali.. fai forse finta di non sapere nulla del caso Ariola e della crisi di rigetto della PDL che lo vuole rimuovere dalla sua posizione ? Ti sembra roba seria questa ? E sempre in materia di serietà, se la proposta di decandenza non fu portata in consiglio è proprio perchè 3 uomini della maggioranza , Derenti, Calendino e Pandolfi si opposero, leggilo tutto l’articolo e non solo a pezzetti. E perchè mai si opposero ? Puoi spiegarmi per favore quanto è stato serio questo comportamento ?

    Consigliere Mori, sembra che anche lei conosca bene questa alternativa, non mandi messaggi criptati, la spieghi anche a noi !
    Grazie. Roberto

  8. Vero. Si tratta proprio del gioco delle tre carte.
    Tra l’altro da parte del generoso Consigliere Mori, generoso perchè cerca di mettere le pezze, c’è una vera a propria mistificazione della realtà.
    Non so se è per non conoscenza dei regolamenti-
    Ma per forza si deve chiedere al Presidente Ariola, perchè dopo la votazione in commissione trasparenza, si devono redigere le considerazioni di maggioranza e di minoranza rispetto al voto in commissione, poi il regolamento prevede un Consiglio specifico sulla decadenza del consigliere e l’ordine del giorno lo deve convocare il Presidente del Consiglio, forse lo dovremmo chiedere al Presidente della Commissione mobilità? Oppure al Presidente della Lavori Pubblici? Non giochiamo per favore.
    Far decadere un eletto dal popolo non è facile e giustamente servono una serie di passaggi che sono la garanzia del sistema democratico. Caro Consigliere per forza di cose si deve ripetere la votazione perchè è il Consiglio che si deve pronunciare non basta la commissione trasparenza.
    Per chiarire. Le commissioni hanno il compito istruttorio e il Consiglio quello decisionale, non si tratta di una ripetizione si tratta di applicare il regolamento, che voi troppo spesso calpestate.
    Per quanto riguarda l’alternativa la invito Consigliere Mori ad essere più chiaro. Perchè io di alternative non ne vedo.
    In ultimo. Una considerazione politica. E ora di finirla.
    Troppo spesso si cerca di puntare il dito contro l’opposizione per celare problemi ancora più gravi all’interno di una maggioranza che è inadeguata. Si è cercato di dare la colpa al PD sulla non attuazione della consulta dei disabili, quando la richiesta di rinvio venne dalla maggioranza. Si è cercato di dare la colpa al PD per il piano regolatore sociale, quando quel piano regolatore sociale è un obbrobrio.
    Pensate ai vostri giochetti di potere e ai vostri posizionamenti e lasciate condurre questa vicenda al PD.
    In ultimo signora Monica se proprio vuole farsi due risate venga a vedere lo spettacolo indecoroso che i suoi amministratori locali offrono durante le sedute del Consiglio municipale.
    Il Pd ritiene necessario che il posto di Gaetano Rizzo, nonostante i suoi sforzi in campagna elettorale, nonostante la sua generosità dimostrata per la battaglia elettorale, se non è occupato deve essere lasciato ad un amministratore che fa la sua parte. Perchè questo è quello che riteniamo giusto.
    Se poi tutto questo fa scaturire una fragorosa risata risulta essere meglio di accorgersi di come questo Municipio viene governato, e qui sinceramente c’è ben poco da ridere.

    Daniele Torquati
    Cons. Municipio Roma XX -Gruppo PD-

  9. Il cons. Mori ha, in questa vicenda, la mia quasi totale approvazione.

    La non totale adesione a quanto da lui affermato si giustifica sulla scorta di una prescrizione regolamentare piuttosto precisa. Il parere della Commissione di controllo e garanzia non è vincolante. Esso può essere unanime o meno, ma non interrompe la procedura. La richiesta di decadenza DEVE essere portata in Consiglio e sottoposta all’assemblea. A tal proposito interesserò l’attuale presidente in pectore della Commissione trasparenza, cons. Antonello Derenti.

    Sul gruppo del PD preferisco stendere un velo pietoso, cosa che dovrebbe fare, almeno per quanto attiene alla vicenda Rizzo, qualsiasi elettore del PD.
    La relazione da me stilata pochi giorni dopo la farsa in commissione è emblematica di un comportamento quantomeno ondivago da parte del gruppo del PD.

    Oggi io comprendo che gli “assestamenti politici” in corso di Rizzo comportino una presa di posizione da parte del PD (esiste il concreto rischio di concedere un consigliere in più alla maggioranza, oppure di vederlo dar vita ad un partito che la coppia Molinari/Derenti ha affossato), ma arrivare a dire che l’espulsione da un gruppo si possa concretizzare attraverso un comunicato stampa, invece che con atto del partito di appartenenza, mi sembra una autentica idiozia.

    Ridicoli appaiono anche tutti coloro che tentano oggi di difendere l’indifendibile. L’assenza di Rizzo ha costituito un vantaggio innegabile per una maggioranza fragile e scollacciata in molti frangenti. La presa di posizione – nel giorno della votazione in commissione trasparenza – dei consiglieri di maggioranza la dice lunga (tutti a favore di Rizzo). Il fatto che tale presa di posizione sia stata fortemente caldeggiata dai presidenti del municipio la dice ancora più lunga.

    Andrea Antonini
    ex presidente Commissione Trasparenza
    da sempre schierato a favore del voto in consiglio sulla decadenza di Rizzo.

  10. Avevo sopravalutato il PD.

    Allora:
    l’art.7 n.5 del Regolamento del Municipio Roma XX prevede che:

    5. La mancata partecipazione, non giustificata, a dieci sedute consecutive del Consiglio del
    Municipio, comporta la decadenza dalla carica di Consigliere. Il Municipio si pronuncia in merito con apposita deliberazione, valutate le cause giustificative addotte dall’interessata o dall’interessato, con le modalità previste per le Consigliere e i Consiglieri Comunali.

    Allora andiamo a vedere quella procedura:

    Art. 7 del Regolamento del Comune di Roma

    (Decadenza dei Consiglieri)
    1. La qualità di Consigliere si perde verificandosi uno degli impedimenti, delle incompatibilità o delle incapacità
    contemplate dalla legge e dallo Statuto, nonché per effetto della mancata partecipazione, non giustificata, a
    dieci sedute consecutive del Consiglio Comunale.
    2. Sono giustificate e non computabili ai fini della decadenza le assenze determinate da motivi di salute, da
    impedimenti dovuti al contestuale espletamento delle funzioni di Consigliere in altre sedi e forme istituzionali o
    da altri impedimenti comunque non imputabili a volontà. L’Ufficio di Presidenza individua, con propria
    direttiva, i casi di assenza ritenuti giustificabili.
    3. Sulla ammissibilità delle ragioni dell’assenza, comunicate prima dell’apertura dei lavori, giudica il Presidente
    pro tempore, che fa constare a verbale la giustificazione ovvero i motivi dell’impossibilità di giustificare
    l’assenza. In caso di comunicazione successiva, giudica l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale,
    informandone nella prima seduta utile il Consiglio.
    4. Salvo i casi di competenza degli organi giurisdizionali, la decadenza – promossa d’ufficio o su istanza di
    qualsiasi elettore o del Prefetto – è pronunciata dal Consiglio Comunale con apposita deliberazione.
    5. Prima della adozione del provvedimento di contestazione da parte del Consiglio delle cause che possono
    comportare la dichiarazione di decadenza, il Presidente del Consiglio investe della questione, con procedura
    d’urgenza, la Commissione Consiliare Speciale di Controllo e Garanzia, ai fini della valutazione della
    fondatezza delle cause medesime. La Commissione, previa audizione del Consigliere interessato, si determina
    in proposito esprimendo motivato parere, non vincolante, che è tempestivamente comunicato al Presidente del
    Consiglio nonché al Consigliere interessato. Ove non si raggiunga l’unanimità, il parere della Commissione,
    reso a maggioranza, è accompagnato da una relazione di Opposizione.
    6. Nel caso in cui la Commissione ritenga manifestamente infondata la questione, non si dà luogo a contestazione,
    salvo che un terzo dei Consiglieri Comunali richieda, entro tre giorni dalla comunicazione delle valutazioni
    della Commissione, di rimettere la questione all’Assemblea.
    7. Il Consigliere fatto oggetto di formale contestazione da parte dell’Assemblea ha dieci giorni di tempo per
    formulare osservazioni e controdeduzioni o, eventualmente, per eliminare le cause che comportano la
    decadenza dalla carica. Il termine decorre dalla data di notificazione all’interessato della deliberazione di
    contestazione.
    8. Entro i dieci giorni successivi, il Consiglio, preso atto delle osservazioni presentate o delle iniziative poste in
    essere dal Consigliere, delibera definitivamente, invitando il Consigliere medesimo a rimuovere le cause
    comportanti la decadenza ovvero ad esercitare l’opzione tra cariche considerate incompatibili ovvero decide per
    l’archiviazione del procedimento nel caso in cui le suddette osservazioni o iniziative siano ritenute valide.
    9. Qualora il Consigliere non provveda al suddetto invito entro i successivi dieci giorni, lo stesso è dichiarato
    decaduto dal Consiglio.
    10. La deliberazione di decadenza, depositata il giorno successivo presso la segreteria del Consiglio, è notificata,
    entro cinque giorni dalla sua adozione, a colui che è stato dichiarato decaduto.

    Tutto questo cosa vuole dire?
    Se al punto 6 del Reg. Comune si dice che:” Nel caso in cui la Commissione ritenga manifestamente infondata la questione, non si dà luogo a contestazione…”
    Ariola non ha, comunque, l’obbligo di portare la questione al Consiglio.
    Io ritengo che 3 favorevoli, 2 contrari, 2 astenuti alla votazione non sia “manifesta infondatezza”, ma alcuno la pensa in modo diverso.
    Allora, se il PD ha veramente intenzione di far andare via Rizzo, ne deve chiedere una nuova decadenza, relativa al periodo successivo a quello del voto in commissione trasparenza.
    Infatti si tratterebbe di una nuova contestazione relativa ad assenze non comprese nella prima richiesta e dunque questo comporterebbe una nuova procedura in Commissione trasparenza, pienamente ammissibile, che comporterebbe un nuovo voto susseguente alla nuova audizione del Consigliere interessato, su nuove eventuali motivazioni.
    Sempre che le intenzioni del PD siano reali…

    G.Mori
    Cons. XX Municipio (PDL)

  11. aspettiamo la risposta del capogruppo del PD Sterpa, che dovrebbe consistere nel fare quanto suggerisce il consigliere Mori se la sua interpretazione del regolamento vigente è corretta, oppure contestarla ed andare comunque avanti con altre iniziative fino alla decadenza di Rizzo (salvo non decada primal ‘intero Consiglio)

  12. Il Regolamento del Municipio fa fede per il Municipio Roma XX. Quando ci sono questioni non chiare allora si deve far riferimento al Regolamento del Consiglio Comunale. Come ha ben trascritto lei Consigliere Mori il Regolamento del Municipio parla chiaro: “Il Consiglio si pronuncia con apposita deliberazione”. La questione Rizzo deve essere portata in aula. Caro Cons. Mori ci risparmi panegirici regolamentari.
    Consigliere Antonini nessuno ha detto che un comunicato stampa è l’ideale per far dimettere un Consigliere, abbiamo semplicemente chiesto a Rizzo le dimissioni. Per quanto riguarda gli assestamenti politici che lei paventa continuano ad essere trailer di film, come ricordava qualche lettore in altri commenti, che solo lei vede. Restiamo ai fatti abbiamo chiesto le dimissioni. Queste non sono avvenute adesso, come previsto dalla procedura, votiamo in Consiglio.

    Daniele Torquati
    Cons. Municipio Roma XX -Gruppo PD-

  13. mi sembra chiaro e sintetico l’ultimo intervento del cons.Torquati.

    l’unica cosa che non capisco…decadenza o dimissioni dal gruppo……?

  14. Dal gruppo PD Rizzo è già stato espulso, ma perchè non sia più consigliere, visto che non si dimette,, il Consiglio deve dichararlo decaduto.
    Credo questa vicenda, oltre allo sconcerto per la protervia dimostrata nei cnfronti di un’istituzione direttamente eletta e quindi verso le cittadine e i cittadini del Municipio, debba suggerire una procedura per la decadenza dei consiglieri municipali in caso di assenze, Una procedura che manca nell’attuale regolamento del Municipio, tanto è vero che si rimbalza al regolamento comunale (dove però esiste,la Commissione Consiliare Speciale di Controllo e Garanzia)
    Una grave lacuna che deve essere colmata in sede di revisione del regolamento del Municipio, allo studio dell’apposita Commissione, , presieduta dal Consigliere Sterpa, capogruppo del PD.

  15. a Mori, Torquati, Antonini ecc..
    Ci ho capito davvero poco, ma dal quel “poco” vi chiedo e propongo di:

    1) RIPORTARE IN COMMISSIONE TRASPARENZA la delibera di decadenza di Rizzo;
    2) votarla (e a quel punto si vedrà chi VERAMENTE la vuole o chi fa SOLO PROPAGANDA POLITICA);
    3) metterla all’o.d.g. del primo consiglio cisrcoscrizionale
    4) votarla con appello nominale.
    E’ TANTO DIFFICILE?… Ooppure qualcuno STRUMENTALMENTE si oppone????

  16. la commissione trasparenza da quanti membri è composta ed attualmente da chi in persona ?
    mi auguro che quanto rilevato da rosanna ol (decadenza “automatica”) venga attuato quanto prima a prescindere da questa ennesima vicenda di malgoverno.

  17. Signora Rosanna.ol,
    io la trovo persona simpatica ed attiva, ma la sua militanza politica – che peraltro non ha, già da tempo, nessun bisogno di ufficializzazioni – la rende, in alcuni frangenti, un pò “fuori luogo”.

    Mi spiego.

    Il cons. Rizzo non può essere espulso dal gruppo in altro modo che attraverso una comunicazione ufficiale del segretario provinciale del partito, comunicazione inviata al Presidente del Consiglio ed al gruppo stesso. Non mi risulta che tale comunicazione sia mai avvenuta.
    Non sono pratico di procedure di partito – essendo rimasto inviaschiato in queste pastoie per un periodo molto limitato della mia vita politica – ma sono certo che la pantomima del Pd sia fortemente propagandistica, soprattutto quando si pensi che quando ne hanno avuto l’occasione, si sono astenuti dall’esprimere le idee che oggi sbandierano (spero che lei abbia voglia di leggere la mia relazione “di minoranza” sulla seduta di commissione trasparenza che si occupò del caso Rizzo. Ho pregato la redazione di VCB di caricarla sul sito).
    Sulle modifiche del Regolamento del Municipio siamo tutti d’accordo; speriamo solo che il cons. Sterpa, avuto quello scranno che tanto ha reclamato, riesca a portare a termine il compito, perchè, per il momento, sono state più le sedute rinviate per motivi vari, che quelle svolte ed, in teoria, la scadenza del mandato della Commissione Speciale Regolamento, è il 31 dicembre 2009.

    Quando le dico, quindi, che mi appare, a volte, “fuori luogo”, lo dico perchè si sforza di far apparire verità incontestabili interpretazioni personali, perchè lo fa ricoprendo la carica di presidente di un comitato di quartire – circostanza che la rende rappresentante di una quantità variegata – per visione poltica – di cittadini.

    Non credo di doverle ricordare quando, in occasione della festa all’Inviolatella, lei tentò di lasciare fuori da un prato semivuoto un buon numero di ragazzi intervenuti per protestare contro la regalia – fortunatamente scongiurata – del sindaco.

    Non credo di doverle ricordare che proprio in quel giorno l’associazione che rappresenta non riuscì a coinvolgere più di una decina di persone. Non sarà che il ruolo politico (o meglio “partitico”) sta avendo il sopravvento su quello civico?

    Passatemi l’ardire di una critica: il presidente di un comitato civico è legittimato ad avere le proprie idee politiche, ad esternarle ed anche ad intraprendere una “carriera” politica.
    Ciò che non può fare è lasciare che le proprie azioni e le proprie iniziative siano inquinate da tali idee, divenendo, di fatto, strumento di propaganda e non di aggregazione.
    Vorrei farle tanti esempi pratici, ma mi rendo conto di essere stato, ancora una volta, molto prolisso.

    Andrea Antonini

    NdR: per la relazione citata dal Consigliere Antonini cliccare qui

  18. Il consigliere Rizzo è stato espulso dal gruppo del PD. Il partito è una struttura diversa dal gruppo politico all’interno delle istituzioni.
    I gruppi politici sono spesso le proiezioni istituzionali dei partiti, ma sono comunque strutture diverse dotate di regole e funzionamenti differenti. Nello specifico il gruppo del PD del XX Municipio nel maggio 2008 si è dotato di un apposito regolamento di funzionamento interno redatto dal sottoscritto e approvato dall’intero gruppo in un’apposita riunione.
    Non serve nessuna comunicazione al nostro Partito in quanto Gaetano Rizzo non risulta comunque iscritto al Partito democratico alla data di chiusura del tesseramento 21.7.2009.
    Cordiali saluti

    FRANCESCO SCOPPOLA
    Cons. PD XX Municipio

  19. Ringrazio il consigliere del PD Francesco Scoppola per le precisazioni sulla vicenda Rizzo, che spettavano a lui e non certo a me, che dimostrano che le smentite del consigliere Antonini alle mie precedenti affermazioni partono da presupposti inesistenti e lo hanno portato a conclusioni errate.
    Mi dispiace che per una volta il consigliere Antonini, sempre documentato e preciso nei suoi interventi in Consiglio ed anche su questo BLOG, non abbia colto nel segno.
    Inoltre, da parte mia smentisco altre affermazioni contenute nel commento di Antonini:
    – Non sono la presidente di alcun Comitato di quartiere. Da dieci anni partecipo attivamente alle attività del Comitato cittadino per il XX Municipio, (come precedentemente ad altri Comitati di quartiere), senza mai aver avuto incarichi apicali nello stesso o in altri.
    Il Comitato cittadino per il XX Municipio è apartitico e non si è mai prestato a strumentalizzazioni di gruppi politici. D’altronde, si è trovato spesso a criticare scelte errate, ma condivise , prese da Comune e Municipio , notoriamente, fino all’anno scorso con maggioranze diverse.
    -La mia carriera politica si è conclusa quando nel secolo scorso non mi sono ricandidata dopo essere stata eletta tre volte, con consensi sempre crescenti, consigliera nella XX Circoscrizione nelle liste del PRI da indipendente ( e quindi non iscritta), e dichiaro di non aver nessuna intenzione di riavviarla,
    – Non capisco poi il polemico riferimento del Consigliere Antonini ad un non recente episodio legato alle mie preoccupazioni per la presenza, in occasione della VII Giornata dell’Inviolatella Borghese, di giovani di Casa Pound, che pochi giorni prima erano stati protagonisti di un increscioso episodio durante una manifestazione nel parco pubblico di via della Farnesina.
    Ben vengano polemiche e confronti su questo BLOG, ma mi auguro riguardino fatti più concreti e in difesa dei veri interessi dei cittadini (e delle cittadine).Attendo perciò dal consigliere Antonini con curiosità ed interesse il film preannunciato dai trailer di cui ad altri commenti .

  20. Lo conosco bene, è un grande uomo e un grande uomo politico, se proprio devo dire uno dei pochi onesti sul panorama politico capitolino, so’ che in questo momento sta vivendo un brutto periodo in famiglia, e gli sono vicino. Un abbraccio Dottò.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome