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Roma – dopo un anno nuova richiesta al Sindaco perchè il rovistaggio sia reato

rovistaggio2.jpgA distanza di un anno torna alla ribalta il tema di quelli che frugano nei cassonetti   “Non è solo un problema di decoro e di sicurezza, siamo preoccupati per il dilagare incontrollato di senza fissa dimora che rovistano nei cassonetti, appropriandosi di oggetti e indumenti che vengono abbandonati in strada”. E’ l’inizio di un comunicato del 17 luglio di Fabrizio Santori, presidente della Commissione capitolina Sicurezza, col quale chiede chiede un’ordinanza del Sindaco per porre rimedio al problema.

 Secondo Santori “l’appropriazione di oggetti nei cassonetti per la loro natura di rifiuto indifferenziato contribuisce al diffondersi di malattie infettive creando gravissimi problemi di natura igienico sanitaria, ma anche di ordine pubblico, implicando l’intervento della polizia municipale costretta a svolgere attività di repressione nei mercatini illeciti che sorgono, grazie ai rifiuti raccolti, in diverse parti della città”.
Ed è per questo che Santori chiede al Sindaco Alemanno “di emanare un’ordinanza sindacale antirovistaggio” al fine di garantire decoro urbano, sicurezza e maggiore igiene nella città.

 Le ordinanze, una volta emesse, vanno fatte eseguire, altrimenti sono inutili. La richiesta dell’on.le Santori lascia perplessi. Non sempre tutto è risolvibile con un’ordinanza, strumento che non può essere panacea per tutti i mali. Per essere efficace un’ordinanza deve esser fatta seriamente rispettare e nel caso in specie significherebbe mettere sul territorio tanti vigili quanti sono i cassonetti. Velleitario. Inoltre,rovistaggio1.jpg poiché il fenomeno del rovistaggio è quasi inesistente nelle vie centrali di Roma mentre è molto più diffuso nei quartieri ad anello del centro storico e nelle periferie, laddove – anche per carenza di organico – è constatabile una minore presenza di Vigili Urbani, l’ordinanza nascerebbe già oggettivamente morta perché  il non rispetto resterebbe non sanzionato fin dal primo giorno. Come l’ordinanza sulle deiezioni canine. D’altra parte già l’AMA aveva tentato di mettere in campo un pool di ispettori dedicati al controllo delle norme igienico-sanitarie. Tentativo di cui non s’è saputo più nulla dopo il grande annuncio di Ottobre 2007 (leggi qui): 250 dipendenti promossi al rango di controllori sarebbero stati sguinzagliati sulle strade ad affibbiare multe oscillanti da 25 a 620 euro. Dove sono, o dove sono finiti? Ciò dimostra che il sanzionare ed il punire non sempre risultano essere gli strumenti migliori per risolvere i problemi urbani.

 A rovistare sono soprattutto gli indigenti. Ma la richiesta del Presidente della Commissione Sicurezza non ci convince per un altro motivo. Essa non tiene conto che il rovistaggio è spesso praticato da rovistaggio4.jpgpersone senza fissa dimora, a volte anziane, che hanno come unica fonte di sostentamento materiale ciò che trovano rovistando. In periferia è facile incontrarle in qualsiasi ora del giorno, da sole od in coppia, a caccia di tutto ciò che è commestibile o riciclabile, con le testa infilata nei cassonetti a rovistare a mani nude cercando minuziosamente nei rifiuti qualunque cosa che possa avere un minimo di interesse per essere barattato, venduto o mangiato. Li vedi accanirsi contro un busta chiusa troppo stretta o rigirare fra le mani un oggetto sconosciuto per capirne l’origine ed il valore. Li vedi, davanti ai cassonetti dei supermercati, annusare come gatti randagi uno scarto di cibi per capire se sia ancora commestibile. E’ la miseria e la fame che li spingono a cercare una speranza di vita laddove noi ogni giorno gettiamo invece i rifiuti della nostra vita.

Un fenomeno che viene da lontano. VignaClaraBlog.it ha già trattato questo tema proprio due anni fa, a Luglio 2007. Quelli che frugano nei cassonetti era il titolo del nostro articolo. Ciò non per dimostrare che siamo stati facili profeti, ma solo per significare che il fenomeno denunciato dall’on.le Santori viene da lontano e che probabilmente non può essere solo un’ordinanza anti rovistaggio del Sindaco a porvi rimedio. Sia chiaro, non pensiamo certo il rovistaggio vada protetto e incoraggiato, la soluzione al problema della povertà passa per ben altre strade e decisioni e non siamo solo noi a dirlo, lo disse esattamente un anno fa proprio il Sindaco Alemanno quando non attuò un’analoga richiesta avanzata dal PdL romano. Allora furono soprattutto le rimostranze della Comunità di S.Egidio a convincerlo. “Credo che per un sindaco sia doveroso fermarsi un attimo a riflettere di fronte alle perplessità di un’istituzione autorevole come la comunità di Sant’Egidio” ebbe a dire Alemanno che poi, nel corso dei mesi successivi, ha disposto  concrete misure a favore delle persone in forte disagio  compresa l’apertura di sei  nuove mense sociali. Oggi, di fronte a questa nuova richiesta, cosa dirà?

Claudio Cafasso

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6 COMMENTI

  1. altro che roma città aperta, che città sarebbe mai questa se ai vigili urbani venisse ora dato il compito di controllare i cassonetti e di multare qualche poveraccio che mette insieme la cena portandosi via gli scarti di un supermercato ? ho spesso apprezzato le uscite e le iniziative del consigliere Santori ma questa volta ha sbagliato. Il problema degli emarginati che arraffano quello che trovano va affrontato in termini sociali, non di sicurezza. Sarebbe l’ennesima ordinanza non rispettata, appunto come quella sui rifiuti dei organici dei cani. Servirebbe solo come effetto mediatico. E’ stato bravo il sindaco a fare marcia indietro l’anno scorso, sono sicura che lo farà anche questa volta.
    Fausta

  2. Guardi Fausta che molto spesso i “poveracci” come li chiama lei , non rovistano per trovare scarti ( tra l’altro potrebbero andare tranquillamente alla caritas ! ).
    Rovistano per cercare informazioni.
    Estratti conto bancari , di carte di credito e quant’altro viene gettato nella spazzatura senza averli adeguadamente stracciati.
    C’è un traffico non indifferente sul reperimento dei numeri ed intestatari dei conti , delle carte e relativo traffico.

    Poi questi “poveracci” comunque mentre frugano , gettano fuori la spazzatura.
    Poveracci va bene ( anzi male ) ma l’educazione è una ricchezza a portata di tutti.

  3. Non penso che la donna anziana che vedo spesso vicino casa mia mentre rovista fra gli scarti del supermercato stia cercando informazioni finanziarie sui residenti di zona. La carta non si mangia, le confezioni di formaggio scadute si.
    Che il fenomeno, come tutti i fenomeni urbani, vada indirizzato è giusto ma non credo che la fame possa essere combattuta con una semplice ordinanza che vieti di rovistare fra i rifiuti. Non è con i divieti che si governa una grande città e le sue contraddizioni sociali. Maurilia

  4. Non la facciamo così drammatica. Per una vecchietta che intenerisce il cuore ci sono decine, centinaia di frugatori organizzati che vanno in giro a cercare ferro, materiali, oggetti buttati ma funzionanti per alimentare i mercati dell’usato dove impera la sporcizia e la delinquenza. Provate a vedere la domenica mattina cosa succede nel mercato vicino all’ex ospedale S.Maria della Pietà a Monte Mario oppure a Porta Portese 2 su viale Palmiro Togliatti. Montagne di rifiuti buttati per terra, sporchi, maleodoranti e messi in vendita. Non è fame ma un vero giro d’affari ma sono d’accordo sul fatto che un editto del sindaco non servirebbe a nulla. Invece di andare a caccia di chi sta con la testa nel cassonetto si cominci invece a bloccare i mercatini e e gli equivoci affari che ci sono dietro. Non potendo più vendere gli oggetti vedrete che smetteranno di rovistare. Giorgio

  5. Che vuol dire questo, che la comunità S.Egidio si è inventata tutto ? Che non esiste a Roma un problema di indigenti, di poveri, di disadattati ? Non scherziamo, esistono e come, così come esistono i rovistatori di roba usata. Sono due fenomeni paralleli che si incontrano davanti ad un cassonetto e che non sarà certo un’ordinanza a fermare. D’altra parte di questa ordinanza esiste solo una seconda richiesta e non vedo come il sindaco possa contraddirsi accettando oggi quello che ha rifiutato ieri. Clara

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