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L’AMA da oggi punisce (ma non pulisce)

logo-ama.gifDa oggi multe salate per chi non rispetta le regole ed a comminarle saranno 30 dipendenti AMA promossi al rango di controllori. Da 25 a 620 euro per chi abbandona i rifiuti fuori dagli appositi contenitori, da 50 a 300 per chi non rispetta la raccolta differenziata, da 50 a 300 per chi sposta i cassonetti dalle apposite sedi o vi parcheggia davanti, da 100 a 620 per chi abbandona in strada rifiuti ingombranti ed infine da 50 a 300 per chi non rispetta l’obbligo di raccolta delle deiezioni canine. I cittadini di Roma non hanno più scuse ed a vigilare sul loro senso civico ci penseranno 30 dipendenti dell’azienda che hanno già frequentato il corso di formazione; a ottobre ne verrà formata un’altra trentina fino ad arrivare a circa 250.

kamoto1.jpgStando al comunicato dell’AMA, sempre da oggi in ogni Municipio di Roma ci saranno due Kamoto che raccoglieranno le deiezioni canine lasciate per strada (Kamoto ?!? ne abbiamo già parlato…). Ad informare i cittadini di questa novità (ma noi l’avevamo da tempo preceduto con questo articolo del 6 Maggio) è stato ieri il presidente dell’AMA Giovanni Hermanin che fra l’altro ha detto ” …. accanto alla possibilità per i dipendenti Ama di recapitare le contravvenzioni, resa possibile grazie ad una variante del regolamento comunale, ….presto potremo multare anche i committenti dei volantini, milioni di pezzi di carta per la città…. certo non pensiamo di risolvere con le multe il problema della città ma se i comportamenti sbagliati non vengono sanzionati si rischia che abbiano il crisma della normalità”. Parole sacrosante queste ultime ma dove non ci troviamo d’accordo è sul fatto che a sanzionare siano 250 dipendenti AMA, 250 addetti probabilmente distolti dal loro precedente incarico di pulire le strade della nostra città. Chi lo farà al loro posto ? Saranno effettuate nuove assunzioni, gravando sul bilancio dell’azienda già da tempo in rosso o avremo un servizio vieppiù ridotto nonostante l’aumento (circa il 25%) della tassa sui rifiuti solidi scattato nel 2007 che non è servito affatto a migliorarlo, come da più parti politiche denunciato ? (vedi comunicato di L.Todini del 12 Luglio) .

strada-sporca-di-roma2.jpgA sanzionare, secondo noi, dovrebbe essere solo la Polizia Municipale. A pulire, e non a punire, deve invece pensare l’AMA che magari, se utilizzasse tutte le risorse umane di cui dispone, riuscirebbe anche ad incrementare il numero dei passaggi mensili nelle strade dei nostri quartieri che oggi, stando al programma ufficiale dell’AMA, se va bene vengono pulite una o due volte al mese. Alcuni esempi: Piazza Giochi Delfici (cuore e simbolo del quartiere) viene pulita 3 volte al mese, via Zandonai, via dei Giochi Istmici, via Cassia, via Belloni 1 volta al mese, via del Golf, via del Podismo, via del Nuoto 1 volta al mese, Piazza Moizo e via Stefano Jacini 3 volte al mese e così di seguito.. Più fortunato è Ponte Milvio che viene spazzato 2 volte a settimana (benché servirebbe tutti i giorni).

 

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7 COMMENTI

  1. Spesso in occasione di eventi sportivi si dice che noi italiani siamo tutti allenatori : siamo sempre pronti a proporre nuove soluzioni perchè la nostra squadra vinca e naturalmente dissentiamo da tutto cio che i veri allenatori hanno stabilito. Con il tempo ho scoperto che siamo anche tutti amministratori, perchè sappiamo sempre quali decisioni prendere per far funzionare meglio il condominio, il quartiere, la città, lo stato. Ma allora come è possibile che a fare gli allenatori , gli amministratori, i consiglieri, i sindaci, i ministri siano sempre “gli altri”, ovvero degli incapaci, e non tocchi mai a chi è pieno di buoni propositi e abbia delle soluzioni reali? Probabilmente perchè il nostro Paese è difficile da governare , a tutti i livelli. Questo della pulizia della città è solo uno degli argomenti sui quali si sbizzarrriscono i potenziali amministratori: si lamentano della sporcizia , ma non esitano a parcheggiare sulle strade nei giorni e nelle ore nelle quali dovrebbe avvenire la pulizia settimanale, costringendo i camioncini dell’Ama a irrorare qualche centimetro cubo di asfalto. Spesso questi paladini della civiltà sono gli stessi che ammucchiano tonnellate di rifiuti nei pressi dei cassonetti e che non raccolgono i bisognini del cane “perchè tanto non li raccoglie nessuno…” . Bloccano i camion dell’Ama perchè parcheggiano davanti ai cassonetti e di solito frullano il pacchetto di sigarette vuoto dal finestrino. In teoria hanno bisogno di essere minacciati, multati e vessati per comportarsi in maniera civile, devono essere inseguiti da vigili , da funzionari dell’Atac e dell’Ama , dai poliziotti di quartiere. Poi però ricorrono al Tar, al giudice di pace, al difensore civico per evitare la multa e la cosa muore così, in un ricorso accolto che annulla qualsiasi provvedimento.

  2. Signora Camilla, ho scritto io l’articolo e vorrei dirle che sono d’accordo con lei sulla sostanza ma non sul provedimento. Che Roma sia sporca anche a causa dell’inciviltà di tanti è verissimo ma che un’azienda pubblica sfoderi un corpo di 250 controllori, distraendoli dal compito istituzionale aziendale, per colpire i contravventori al regolamento comunale proprio non mi piace. Ed allora a cosa serve la Polizia Municipale ? Di questo passo daremo l’alea all’ACEA di fare i suoi, all’ITALGAS ed all’ENEL pure (l’ATAC e la STA l’hanno già fatto ma coi risultati noti a tutti – si veda la recente sentenza della Corte di Cassazione sulla legittimtà dell’operato degli ausiliari del traffico).
    Andremo incontro ad una società fatta da un 50% di controllati ed un 50% di controllori, uno per ogni abitante ? E se non bastasse, il passo successivo quale sarà, quello di legalizzare la delazione ? E chi controllerà poi controllori ??
    La soluzione secondo me passa per una forte cura di senso civico da fare nelle scuole, fra i giovani (molto più attenti di noi all’ambiente), con campagne mediatiche di sensibilizzazione, con un miglioramento di servizi pubblici e con un’attenta opera di prevenzione e repressione dei comportamenti incivili, ma quest’ultime a cura solo di chi istituzionalmente è preposto a farlo. Non è solo un gioco fonetico di parole, ma l’AMA deve impiegare le sue risorse solo a pulire e non a punire (altrimenti chi pulirà al posto dei 250 ?)
    Comunque la ringrazio per il suo intervento che rafforza lo spirito alla base di questo blog: discutere, dibattere e discutere civilmente dei problemi della nostra città ma soprattutto del nostro quartiere.
    Prima di VignaClarBlog (mi scusi l’immodestia) non era facile che ciò accadesse, quantomeno per la nostra zona.
    Continui a seguirci, la sua assiduità sarà per noi preziosa.

  3. Vorrei chiarire che la mia non era una difesa dell’Ama ma un grido di protesta nei confronti di una situazione raccapricciante. Ultimamente ho sentito invocare controlli più severi sui cittadini e sul loro comportamento,quando pensavo che bastasse un minimo di educazione e senso di coscienza per evitare un dispiegamento di forze di qualsiasi tipo di polizia (dagli operatori ecologici, ai vigili) a tutela del decoro della nostra città. Frequentando i giardini per i cani, non sa quante lamentele ho sentito e quanta indignazione nei confronti degli amministratori per la loro incapacità di gestire Roma, da parte di persone che non ho mai visto con un sacchetto in mano per raccogliere i bisogni dei loro cani. La mia rabbia si scatena su questo incessante “parla-parla” a vuoto che non trova poi riscontro nella realtà, su questi comportamenti da “furbetti” sfoderata dai più che non riescono a fare a meno di affidarsi ad escamotages, a cavilli legali per farla sempre franca e poi fregiarsi del titolo di cittadini-modello.

  4. Gentile Redazione,
    leggendo l’articolo sull’AMA, i suoi agenti accertatori ed il dibattito, vorrei lasciare qualche breve riflessione.

    Condivido la Sig.ra Camilla ed il Dr. Cafasso, perchè esprimono due concetti in parallelo ma non contrastanti. In vero, in altri paesi (Austria, Inghilterra, Francia, Germania, Portogallo, non dico la Svizzera perchè è altra cosa) tanto presi ad esempio, si noterà, e lo dico per esperienza personale, che le grandi città vivono più o meno gli stessi problemi di Roma relativamente alla sporcizia. Parigi, sebbene vi sia un ottimo sistema di pulizia della città, non brilla per splendore, così come Londra. Immediatamente fuori città è tutto completamente diverso.
    Ciò che voglio sostenere è che concorrono più elementi a che una città sia pulita:
    1- il sistema di pulizia; 2- la frequenza degli interventi; 3- i controlli; 4- le dimensioni e la moltitudine di persone che vi si aggirano; 5- il senso civico dei consociati.
    Se una città è sporca, il motivo è perchè uno la sporca e qualcuno non la pulisce, ovvero se non la si pulisce è sporca.
    E’ vero ciò che dice la Sig.ra Camilla che nelle aree cani tutti si lamentano della sporcizia, ed è vero che il Servizio Giardini è pressochè latitante, ma pochi si dotano di sacchetti per le deiezioni. E’ altrettanto vero, però, che l’AMA ha un modo inadeguato di procedere ed effettuare il servizio, per altro ben pagato dalla collettività.
    Ben vengano, a mio avviso, i controllori, ma che a pagare non siano solo alcuni ‘sfigati’ e l’AMA voglia finalmente fornire un servizio adeguato e puntuale, altrimenti arriveremo al paradosso che il cittadino sarà probo, la città sporca e l’AMA multata dal cittadino-controllore!

    Avevo detto di essere breve, scusate!
    Ludovico Todini
    Capogruppo AN – XX Municipio

  5. A riguardo di controlli e controllori vi racconto cosa è successo ieri sera a mio figlio a Ponte Milvio.
    Il suo motorino è stato fermato dalla polizia nell’ambito di un controllo territoriale. E qui aggiungo meno male perchè negli ultimi 5 anni non sono mai stato fermato per un controllo documenti.

    Il problema è saltato fuori perchè mio figlio aveva con se le fotocopie del documento di circolazione e non gli originali custoditi a casa.

    Questo perchè in caso di furto del motorino e dei relativi documenti, per ottenere il rimborso, l’assicurazione richiede gli orignali dei documenti di circolazione che andrebbero richiesti al PRA con i tempi biblici delle amministrazioni comunali.

    Ora non sto a scusare mio figlio, ma questi comportamenti sono conseguenza di una delle tante “storture” del sistema italiano dove per avere il rimborso dell’assicurazione devo presentare una infinità di documenti e della lentezza degli uffici burocratici.

    La risposta di mio figlio è stata comunque: Papà, meglio uma multa che dover aspettare chissà quanti mesi per avere il rimborso dell’assicurazione.

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