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Biodigestore sulla Braccianese fra richieste chiarimenti ed esposti ai Carabinieri 

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Sempre più intricata la vicenda del biodigestore privato sulla Braccianese fra lavori sospesi e lavori riavviati, fra revoche di autorizzazioni e Determinazioni Dirigenziali che vanno e vengono, fra sopralluoghi, richieste di chiarimenti che arrivano da più parti ed esposti ai Carabinieri.

L’ultimo atto di questa vicenda è recente e vede protagonisti da una parte i consiglieri Forza Italia e dall’altro la consigliera M5S del Municipio XV.

“Vogliamo chiarezza”

A chiederla sono Stefano Peschiaroli e Giuseppe Mocci, Forza Italia, affermando che nella mattina di venerdì 17 ottobre hanno appreso della ripresa dei lavori nell’area interessata alla realizzazione del biodigestore.

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“Ci siamo immediatamente attivati durante la seduta della commissione Urbanistica per chiedere spiegazioni su quanto sta avvenendo in quell’area. La richiesta si è resa necessaria anche alla luce della recente comunicazione del presidente Daniele Torquati che, in un lungo post pubblicato sui social mercoledì scorso, aveva informato la cittadinanza che i lavori risultavano tuttora sospesi, come previsto dalla determina dirigenziale del Municipio Roma XV emanata lo scorso luglio, a causa delle difformità riscontrate rispetto al progetto approvato. Se invece fosse confermata la ripresa dei lavori, ci troveremmo di fronte a un fatto nuovo e inatteso rispetto a quanto dichiarato negli ultimi mesi”.

“Il XV Municipio deve fare piena chiarezza sulla vicenda, per evitare che si ripeta quanto già accaduto pochi mesi fa in via della Stazione di Cesano, quando i cittadini si sono ritrovati l’avvio del cantiere del biodigestore dall’oggi al domani, in piena estate, senza avere risposte sui problemi legati alla viabilità, sul ritrovamento della necropoli etrusca e altre questioni rilevanti”, affermano i due consiglieri FI segnalando che continueranno “a battersi con determinazione per impedire la realizzazione di due impianti analoghi in un’area così ravvicinata, che avrebbe un forte impatto ambientale e pesanti conseguenze sulla viabilità locale”.

Esposto ai Carabinieri

Nelle stesse ore Irene Badaracco, M5S, fa sapere con un comunicato che durante la verifica congiunta delle commissioni LLPP e Politiche sociali, ha riscontrato l’assenza, nella cartellonistica di cantiere – obbligatoria per legge –, dell’indicazione dei permessi per la realizzazione del nuovo passo carrabile.

Afferma inoltre di constatato la presenza di opere di interramento di un canale di raccolta delle acque meteoriche che, una volta completate, porterebbero allo sversamento delle acque nel fosso adiacente lungo via Braccianese Claudia, con possibili conseguenze ambientali e idrauliche rilevanti.

“Per questi motivi – dichiara – ho presentato un esposto ai Carabinieri sui lavori in corso nell’area del biodigestore e, nei prossimi giorni, invierò una nota formale alla Polizia Locale, corredata da foto e video del sopralluogo, per richiedere ispezioni puntuali. Si tratta di un atto dovuto, ma soprattutto di un segnale politico chiaro: non saranno semplici controlli o ispezioni – come già avvenuto per il metanodotto SNAM autorizzato dalla Regione Lazio – a fermare la costruzione di un impianto che non avrebbe mai dovuto ricevere il via libera da Città Metropolitana nell’Agro Romano”.

Secondo Badaracco, “è questo che, diversamente, la maggioranza e la destra all’opposizione vogliono far credere ai cittadini. È invece necessario un atto di responsabilità concreto: come già richiesto con le osservazioni tempestive e motivate da me inoltrate a Città Metropolitana, è indispensabile che venga revocata al più presto l’autorizzazione alla costruzione del biodigestore privato insieme alla variante urbanistica che la sostiene. Solo così – conclude – sarà possibile fermare un’opera sbagliata e restituire credibilità a istituzioni che devono stare dalla parte dei cittadini, non degli interessi privati”.

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