Home CRONACA Morte di Mattia Liguori, Codacons: “Chiudere Corso Francia”

Morte di Mattia Liguori, Codacons: “Chiudere Corso Francia”

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Il grave incidente stradale che ha spezzato la vita di Mattia Nicholas Liguori, studente di 17 anni, travolto nella notte tra mercoledì 1 e giovedì 2 ottobre mentre attraversava Corso Francia all’altezza dell’incrocio con via Flaminia, non è solo una tragedia privata, che colpisce familiari e amici, ma una ferita collettiva che lascia senza parole una comunità intera.

Una comunità che sta reagendo con forza alla tragedia che ha visto stroncare un’altra giovane vita nello stesso tratto di Corso Francia dove persero la vita nel dicembre del 2019 le sedicenni  Gaia Romagnoli e Camilla Von Freymanne nell’aprile del 2022 il diciannovenne Leonardo Lamma.

Un forte segnale è la petizione lanciata da una amica di Mattia sulla piattaforma ‘change.org’ (clicca qui) che ha quasi raggiunto 18mila firme in tre giorni. Migliaia e migliaia di cittadini, che aumentano di ora in ora, a chiedere al Campidoglio “una revisione complessiva della viabilità per ridurre la velocità degli autoveicoli in quel tratto”.

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A livello locale

A livello locale, a far sentire la sua voce è stata l’associazione “Il Filo del Quartiere” da sempre impegnata al fianco delle istituzioni e dei residenti, denunciando con forza le gravi criticità di Corso Francia diventato “un’autostrada urbana”, con traffico ad alta velocità, semafori poco visibili, attraversamenti pedonali scarsamente segnalati e pericolosi.  Numerose e condivisibili le proposte avanzate.

Anche a livello politico c’è stata un’iniziativa. Giuseppe Mocci e Stefano Peschiaroli, consiglieri FI nel Municipio XV, hanno fatto sapere di aver portato all’attenzione di Daniele Torquati, presidente del XV Municipio, la pericolosa situazione di quel tratto di Corso Francia e in particolare dell’incrocio tra Corso Francia e Via Flaminia. Hanno chiesto di effettuare una verifica immediata della segnaletica orizzontale e verticale, il ripristino delle strisce pedonali e un controllo accurato del funzionamento dei semafori. Infine, hanno invitato le Commissioni municipali Lavori Pubblici e Mobilità a effettuare con urgenza un sopralluogo per valutare lo stato dell’incrocio e individuare gli interventi più opportuni per la sua messa in sicurezza.

Ma è di queste ore l’eclatante denuncia del Codacons.

Codacons: “In attesa interventi si chiuda Corso Francia”

Con una nota diffusa in queste ore il Codacons comunica di aver ufficialmente diffidato il Comune di Roma chiedendo misure urgenti e drastiche per la messa in sicurezza di quel tratto di Corso Francia.

Secondo l’associazione, l’incidente mortale è l’ennesimo episodio in una zona già nota per l’elevata pericolosità: “mancata e inadeguata messa in sicurezza” è l’accusa rivolta all’amministrazione comunale sottolineando che Corso Francia registra da anni un “bilancio drammatico” di incidenti che, afferma, avrebbero potuto essere evitati con interventi tempestivi e concreti.

Ciò che emerge oggi, secondo Codacons, è che malgrado l’allarme persistente causato dai precedenti incidenti, non sono stati realizzati interventi adeguati o sufficientemente rapidi per prevenire una nuova tragedia.

Nella diffida inviata al sindaco Roberto Gualtieri, Codacons formula diverse richieste, in primis la chiusura temporanea di Corso Francia fino a quando non saranno introdotti interventi strutturali necessari.
Vengono chieste inoltre misure definitive come installazione di dissuasori o barriere fisiche, installazione di autovelox fissi o tutor, riduzioni obbligatorie di velocità, interventi sulla segnaletica.

Il Codacons dichiara infine di riservarsi la possibilità di agire in sede giudiziaria e di segnalare la vicenda alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità penali dell’amministrazione capitolina.

L’attenzione ora è puntata sulle prossime ore: il Comune dovrà rispondere formalmente alla diffida.

Ma quanti altri ragazzi devono ancora morire su Corso Francia?

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6 COMMENTI

  1. Due considerazioni: se si chiude Corso di Francia che succede alla viabilità circostante? E poi per quanto si possa fare bisognerebbe cambiare la mentalità degli automobilisti: baserebbe rispettare il limite di velocità di 50 Km orari.

  2. Ma sono matti? Con il black point sulla Nomentana hanno paralizzato un intero quartiere. In attesa dei lavori inviassero delle pattuglie a controllare la velocità come è stato fatto in passato; mi ricordo che si posizionavano alla fine del Ponte Flaminio mentre dovrebbero mettersi nei punti dove sono avvenuti gli incidenti mortali.

  3. Il CODACONS si è specializzato in iniziative di grande richiamo mediatico che servono solo a farsi pubblicità.
    Che tristezza!

  4. @ BRUZIO
    è precisamente così.. è quanto stavo per scrivere anche io. In ogni caso “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa” ( canto III dell’Inferno della Divina Commedia)

  5. Piuttosto che tirare fuori idee balzane come la chiusura di un’arteria fondamentale per tutto il quadrante Roma nord come CorsoFrancia cerchiamo di perseguire ipotesi fattibili tipo per esempio un puntuale e non episodico controllo della velocità in entrata da Roma con tutor ovvero con videocamere ben piazzate perché come si sa benissimo il controllore orienta il controllato! All’arrivo tempestivo di multe salate, come accaduto nel tunnel Giovanni XXIII , vedrete che la velocità diminuirà sensibilmente perché come diceva giustamente Machiavelli “il popolo dimentica prima la morte del padre che la perdita del patrimonio”. Inoltre andrebbe segnalata adeguatamente con vernici luminescenti e lampeggiamenti la presenza di attraversamenti pedonali ai semafori . Non credo che si tratti di soluzioni impraticabili o estremamente costose ! Poi certo contro l’imprudenza, l’alcolismo del sabato sera e la mania cell… non c’é che cambiare la mentalità della gente !!!

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