
Dall’associazione “Il Filo del Quartiere” riceviamo e pubblichiamo.
“L’associazione Il Filo del Quartiere esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Mattia Liguori. Tutta la comunità del Fleming e di Vigna Clara si stringe con affetto e vicinanza intorno alla sua famiglia, che rappresenta tante altre famiglie del territorio con figli della stessa età di Mattia.
La perdita di un giovane segna in modo indelebile una comunità intera: scuole, amici, insegnanti, compagni di sport e di vita. Purtroppo, questa tragedia non è un caso isolato. Corso Francia è da anni segnalata come una strada pericolosa, teatro di incidenti che hanno già spezzato troppe vite: dopo Gaia, Camilla e Leonardo, oggi piangiamo anche Mattia.
Il Filo del Quartiere, da sempre impegnato al fianco delle istituzioni e dei residenti, denuncia con forza le gravi criticità di questa arteria, che negli anni si è trasformata in una sorta di “autostrada urbana”, con traffico ad alta velocità; semafori poco visibili e con tempi inadeguati; attraversamenti pedonali scarsamente segnalati e pericolosi; inquinamento elevato.
È urgente e non più rinviabile un intervento strutturale da parte del Comune di Roma. Corso Francia non può continuare a essere una barriera pericolosa che divide i quartieri: deve invece diventare un luogo sicuro e vivibile per i cittadini, in particolare per i bambini e i ragazzi che quotidianamente la attraversano per andare a scuola, al centro sportivo, all’oratorio o a incontrare gli amici.
Il Filo del Quartiere chiede e propone con decisione l’installazione di attraversamenti pedonali rialzati e meglio illuminati; l’introduzione di sistemi di rallentamento del traffico (dossi, telecamere, autovelox); la realizzazione di una pista ciclabile protetta lungo tutta l’arteria; una nuova organizzazione dei tempi semaforici e della viabilità; una maggiore attenzione al trasporto pubblico, per ridurre traffico e inquinamento.
Corso Francia, ponte di collegamento tra Fleming, Vigna Clara e Ponte Milvio, deve smettere di essere un’autostrada urbana e trasformarsi in un luogo più sicuro, sostenibile e a misura di cittadino. La recentissima tragedia di Mattia e tutte le tragedie precedenti ci impongono di far sentire la nostra voce perché non si può attendere oltre”.
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Una autovettura può essere paragonata ad un’arma da fuoco: stessa pericolosità intrinseca, anzi maggiore in considerazione dei tanti morti. Per avere un porto d’armi si devono fare 2 (due) visite mediche nelle quali deve essere chiaro che non fai uso di medicinali, alcol o droghe inoltre si violi le norme sul PdA questo ti viene ritirato e forse lo potrai riavere dopo 5 anni. Stessa cosa dovrebbe essere fatta per la patente di guida cominciando poi con l’abolire la guida delle microcar ai 14enni (basta guardare come guida un ragazzo/a per capire come saranno gli automobilisti del futuro!). La sola cosa da fare è invece usare le stesse centinaia e migliaia di agenti della Polizia Locale che ogni domenica assistono inerti alle intemperanze dei tifosi e metterli in strada durante tutta la settimana, così da garantire veramente la sicurezza (qualcuno ha mai visto un vigile a Corso Francia ad eccezione di quello nel gabiotto all’incrocio con Via Flaminia?).
Se neanche questo vogliamo fare allora togliamo i militari che fanno da decenni l’operazione “Strade sicure” davanti alle ambasciate o alle residenze consolari e mettiamoli a fare i vigili: sicuramente lo farebbero molto bene!
Se ci fosse una ciclabile che da Corso Francia porta oltre il viadotto per poter raggiungere in bici i Parioli o il lungotevere all’altezza di Via Fracassini sarebbe molto utile a tutti gli abitanti del quadrante che finalmente potrebbero avere un’alternativa all’automobile (autobus improponibili, basti pensare al complicatissimo tragitto del 32!). Lo spazio sia a Corso Francia che sul viadotto c’è…
Sig. Stefano G. la sua proposta è “sensata” ma “impopolare” e le scelte impopolari non piacciono alla politica (apposta si chiama politica e non “buon governo”).
Mi sa spiegare perchè la presenza degli Autovelox va indicata? Un non senso!
E’ come se a 1 km da un posto di blocco di PS o CC mettessimo un cartello con su scritto: “Tra 1 km c’è un posto di blocco delle forze dell’ordine” così da dare ai malviventi la possibilità di cambiare strada….
Chi oltrepassa i limiti di velocità imposti sa che sta sbagliando (lo vede dal tachimetro!!) e ne deve accettare le conseguenze senza proteste, ricorsi e piagnistei…questo fa uno Stato serio: punisce chi trasgredisce le norme a tutela di chi le rispetta. Utopia? Forse…ma allora questo vuol dire che dobbiamo tenerci i tanti morti?