Home CRONACA Mattia Nicholas Liguori, morto a soli 17 anni a Corso Francia

Mattia Nicholas Liguori, morto a soli 17 anni a Corso Francia

Mattia Nicholas Liguori
Galvanica Bruni

Il grave incidente stradale che ha spezzato la vita di Mattia Nicholas Liguori, studente di 17 anni, travolto nella notte tra mercoledì 1 e giovedì 2 ottobre a Corso Francia, non è solo una tragedia privata, che colpisce familiari e amici, ma una ferita collettiva che lascia senza parole una comunità intera.

Mattia Nicholas Liguori, non ancora diciottenne, la sua vita spezzata tre anni dopo la morte di Leonardo Lamma, 19 anni, e sei anni dopo quella delle sedicenni Gaia Romagnoli e Camilla Von Freymann. Quattro giovani morti quasi nello stesso punto di Corso Francia, l’arteria più trafficata di giorno e più pericolosa di notte di tutta Roma Nord.

Erano circa le 2 quando il giovane di ritorno dalla manifestazione pro-Pal e Flotilla e diretto verso casa in sella a una bicicletta, è stato colpito in pieno da una Volkswagen Golf guidata da un ragazzo italiano di 20 anni.

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L’impatto è stato violentissimo. Immediati i soccorsi: Mattia è stato trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli, dove è morto poche ore dopo per le gravi ferite riportate. L’amico che era con lui è rimasto illeso.

L’automobilista si è fermato per prestare assistenza. Gli accertamenti su alcol e droga sono risultati negativi.  La Polizia Locale di Roma sta ricostruendo l’incidente avvalendosi anche delle immagini delle telecamere presenti sul luogo.

La comunità scolastica in lutto

La notizia della morte ha scosso profondamente il liceo classico Lucrezio Caro, dove Mattia frequentava il percorso di studi. La scuola, attraverso una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, ha voluto ricordarlo con parole di grande affetto:

“Mattia si è sempre impegnato per il Lucrezio, ha partecipato ad ogni iniziativa con impegno e passione, ha animato con la musica i nostri momenti di festa, ha condiviso con tutti la sua allegria, il suo entusiasmo, gli ideali, i sogni.”

Un ritratto che restituisce l’immagine di un ragazzo partecipe, solare, capace di portare energia positiva nella vita della comunità scolastica.

Il ricordo condiviso dal Lucrezio Caro diventa oggi testimonianza di ciò che Mattia ha rappresentato: un ragazzo generoso, entusiasta, capace di sognare e di regalare entusiasmo agli altri. Un esempio di vita breve ma intensa, che resterà nella memoria di chi lo ha conosciuto come i suoi compagni e professori che ricordano Mattia anche per il suo talento artistico: era un appassionato di musica, chitarrista jazz, e spesso animava gli eventi scolastici con le sue esibizioni.

La musica, insieme al suo entusiasmo e alla sua capacità di coinvolgere gli altri, era una delle cifre che lo rendevano riconoscibile e amato da tutti i suoi amici che su Instagram, sotto uno dei suoi tanti video postati in cui imbraccia e suona la chitarra, hanno espresso il loro cordoglio.

AGGIORNAMENTO
Ma quanti altri ragazzi devono morire ancora a Corso Francia? Leggi qui.

Giorgio Bilachi

© RIPRODUZIONE VIETATA

9 COMMENTI

  1. Povero ragazzo che strazio! Eppure basterebbero 3 dissuasori di velocità a metà strada tra i semafori a partire dai distributori ENI fino al semaforo che imbocca Ponte di corso Francia. Possibile che non si possa fare un’azione del genere? Questo porterebbe ad evitare accelerazioni e limitazioni al massimo di 50 km/h…molto più efficiente dí Autovelox

    • Non si può, a meno che la legge non venga modificata:

      https://www.patente.it/normativa/articolo-179-regolamento?idc=683

      5. I dossi artificiali possono essere posti in opera solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences, ecc.; possono essere installati in serie e devono essere presegnalati.
      ***Ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento.***

      Più che al Comune andrebbe chiesto al Parlamento e al Governo (primo motore dell’iniziativa legislativa). Magari iniziando dai parlamentari eletti in questo collegio.

    • Un ragazzo solate, gioioso, molto sveglio e intelligente. Poco tempo fa era passato da scuola dove lui ha frequentato le medie, per salutare i suoi ex professori. La tragedia per chi come noi lo ha visto bambino adesso un bellissimo ragazzo, ci ha lasciati un vuoto incolmabile. Pregheremo per la sua anima e per i suoi familiari. E.C.

  2. Non solo Corso di Francia.
    In via della Mendola dove abito ci sono due asili. Ebbene il comune ha messo un limite assurdo a 40 km/h.
    Ci sono file di auto parcheggiate a dx e a sx. Ditemi voi come si fa a permettere di andare a 40 km/h effettivi (50 di tachimetro) su una corsia stretta e tortuosa. Un budello insomma, dove circolano bambini piccolissimi e pedoni.
    Ho scritto una Pec al consorzio Cortina ed alla Polizia locale. Dopo un mese ed un secondo sollecito la
    Polizia mi ha risposto rispondendo che non notano criticità. Conservo la mail e la tirerò fuori pubblicandola sui giornali quando prima o poi sicuramente ci scapperà il morto. Questa è Roma purtroppo, questa è l’Italia.

  3. non è questione di limiti di velocità ma di viabilità . corso francia è da sempre pericolosissima. nonci sono marciapiedi , impossibile percorrerla, attraversarla è un’ansia. mancano alberi ed una pista ciclabile. il traffico ad alto scorrimento andrebbe interrato come nel progetto vincitore nel 2010 , per non parlare dei ponti pedonali tanto promessi… a via nitti ed a via ronciglione.. chiunque segue questo blog da anni sa benissimo di cosa parlo. sempre e solo parole ! e corso francia è e rimane brutto e pericoloso. con sempre meno alberi ed impossibile da percorrere a piedi mentre sarebbe bello poter arrivare a ponte milvio a piedi !

  4. Insisto sull’argomento non per imporre il mio punto di vista ma perchè trovo pazzesco che si cerchi di coprire l’inciviltà di chi guida con problemi tecnici tanto ridicoli quanto inesistenti. Corso Francia non ha nulla che non va, è come decine di strade di Roma: l’asfalto è in condizioni accettabili, la segnaletica orizzontale e verticale visibile e visibili sono semafori e strisce pedonali. Elementi quali il traffico pedonale (nullo) i marciapiedi, gli alberi, una pista ciclabile, i controviali, le rotatorie, il ponte pedonale, i tratti interrati sono solo delle assurdità! Le due ragazze morte a Corso Francia sono morte perchè investite da chi viaggiava oltre il limite e se non ricordo male stava al telefono e aveva bevuto; la stessa cosa vale per decine di morti avvenute non per cause tecniche ma per l’inciviltà di chi guida.
    Ieri pomeriggio su Viale Tor di Quinto ho faticato a stare dietro (averi voluto fare un video) a una Microcar guidata da un ragazzino biondo che viaggiava a 80-90 km zigzagando tra le auto….UN BOLIDE NELLE MANI DI UN INCOSCIENTE! La sicurezza stradale in Italia va ripristinata non con proposte ridicole ma combattendo l’inciviltà di chi guida con norme stringenti e sanzioni severissime. Chi viola le norme del CdS (anche parcheggiando in doppia fila!) rappresenta un potenziale pericolo e pertanto va colpito con provvedimenti realmente efficaci (sospensione e revoca della patente, sequestro giudiziario del veicolo) mettendo da parte quel ridicolo buonismo tipicamente italico che ha portato l’iItalia ad essere il paese in Europa con il più basso indice di sicurezza stradale (ci fregano solo gli slavi).

  5. Sono perfettamente d’accordo con l’intervento di Fanfulla: abito a CorsoFrancia da sessant’anni ho visto crescere questa strada, ne ho visto aumentare il traffico e comunque l’ho percorsa in macchina e piedi migliaia e migliaia di volte ! I marciapiedi ci sono anche se sono stretti – del resto é una strada di transito non commerciale o di passeggio , ci sono i semafori con relativi passaggi pedonali , ma quello che non c’è é negli ultimi anni la responsabilità di chi guida mezzo brillo , di chi va in moto zigzagando ad altissima velocità fra le altre auto- che hanno la sventura “ di avere 4 ruote e non 2- di chi sta al volante con un occhio costantemente al cell per non perdersi un like o un sms …. e quindi basta un attimo per travolgere un pedone , come si verifica ormai in tutte le altre strade di Roma , anche quando quello sta tranquillamente attraversando sulle strisce …. certo è una strada ad alta percorrenza , è una delle principali vie di penetrazione del raccordo anulare verso il centro della città però se ci fosse responsabilità da parte di chi la percorre in auto o in moto non accadrebbe nulla !! Quindi non spostiamo il problema dalle conseguenze alle cause e le cause sono l’assoluta arroganza e noncuranza del prossimo che si è impadronita come un germe maligno di tutti noi…, in TUTTE LE
    STRADE !!!!

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