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Via dell’Alpinismo, il giardino dai due bacini

Galvanica Bruni

Di notte, un problema di educazione
C’è un angolo di Roma Nord che sembra aver deciso di specializzarsi nei bacini. Solo che, a seconda del momento, cambia completamente la natura del bacino.

Parliamo dell’area cani di piccola taglia di via dell’Alpinismo a Vigna Clara, che dovrebbe essere semplicemente uno spazio dedicato ai nostri amici a quattro zampe e che invece, soprattutto al mattino, si trasforma in una sorta di percorso minato.

Il merito – si fa per dire – è di quei proprietari che, specialmente di notte, portano il cane a fare i propri bisogni e poi, con grande disinvoltura e protetti dalle tenebre, lasciano tutto lì.

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Perché è bene chiarirlo: il problema non sono i cani, ma i loro padroni poco educati.

Quando arriva la pioggia, cambia lo scenario

Ma l’area cani di via dell’Alpinismo non deve fare i conti soltanto con il problema delle deiezioni.
Quando arriva una pioggia consistente, infatti, entra in scena un secondo problema, decisamente più liquido.

Alla notevole quantità d’acqua che Giove Pluvio decide di mandare sulla terra si aggiunge quella proveniente dal circolo di tennis situato più in alto che, scendendo verso il giardino, finisce per invadere l’area cani, provocandone l’allagamento.

E non solo quella. Il torrente, colorato di rosso dalla terra dei campi da tennis, raggiunge infatti anche la sede stradale di via dell’Alpinismo, trasformando per qualche tempo questo tratto di strada in qualcosa che assomiglia più a un piccolo bacino di raccolta che a una normale strada cittadina.

Un fenomeno che VignaClaraBlog aveva già documentato nel novembre 2023, raccontando proprio il “torrente rosso” di Vigna Clara che, in occasione delle piogge più intense, scendeva a valle trascinando con sé terra e detriti.

Il bacino, ma senza romanticismo

Ed è qui che nasce l’ironia della situazione. Perché a via dell’Alpinismo i “bacini” non mancano.
Solo che non sono quelli romantici, quelli che si danno alle persone che si amano.

Qui il bacino è decisamente più prosaico: un accumulo d’acqua che si forma quando alla pioggia si aggiunge quella che scende dal circolo di tennis.

E mentre l’acqua si accumula, l’area cani cambia temporaneamente destinazione d’uso, diventando impraticabile.
Da spazio dove far correre i cagnolini ad acquitrino.

Prima lo slalom tra le pupù, poi quello nell’acqua

Il risultato è quasi paradossale.
Quando non piove, chi porta il cane deve fare attenzione a dove mette i piedi, per evitare le deiezioni lasciate da chi non si preoccupa di raccoglierle.

Quando piove, deve invece fare i conti con l’acqua che invade l’area e, in parte, anche la strada.

Insomma, uno slalom permanente, con ostacoli che cambiano a seconda delle condizioni meteorologiche.

Due problemi diversi, una stessa area

Naturalmente si tratta di due problemi completamente diversi.
Da una parte c’è una questione di educazione e rispetto degli spazi pubblici: raccogliere le deiezioni del proprio cane dovrebbe essere la cosa più normale del mondo.

Dall’altra c’è una questione legata alla gestione delle acque meteoriche, con una quantità importante d’acqua che scende dal circolo di tennis e finisce per allagare l’area cani e la strada sottostante.

Due problemi distinti, dunque, ma con una curiosa caratteristica in comune: alla fine a rimetterci sono sempre gli stessi spazi e, soprattutto, chi li utilizza.

Un’area cani dovrebbe essere soltanto un’area cani

Forse non sarebbe chiedere troppo pretendere che l’area cani di piccola taglia di via dell’Alpinismo possa svolgere semplicemente la funzione per cui è stata realizzata.

Senza dover diventare, a seconda dell’educazione dei cittadini e del meteo, prima una toilette a cielo aperto e poi un bacino idrico improvvisato.

Perché i cani, in fondo, non chiedono molto.

Un po’ di spazio, un po’ di verde e un padrone abbastanza educato da raccogliere ciò che il proprio animale lascia a terra.

E quando piove, magari, sarebbe bello che anche l’acqua trovasse una strada diversa da quella che porta direttamente dentro l’area cani e sulla carreggiata.

Insomma, a via dell’Alpinismo non servono nuove attrazioni: basterebbe che l’area cani tornasse a fare… l’area cani.

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