
Riceviamo e pubblichiamo la seguente “lettera al direttore” a firma Vincenzo Pira sul tema “IEP! A Labaro”, un progetto che – dietro un nome un po’ criptico – porta in realtà una cosa molto concreta: risorse, attività e una rete di soggetti che ruota attorno alle scuole e ai ragazzi del quartiere.
IEP! sta per Interesse Educativo Prioritario ed è un intervento del Campidoglio finanziato attraverso il “PN Metro Plus 2021-2027” (Programma Nazionale Metro Plus al quale contribuisce l’Unione Europea), con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e favorire l’inclusione sociale in alcune aree della città selezionate sulla base di indicatori di fragilità.
Tra queste aree c’è Labaro, inserito tra le cinque “zone” considerate prioritarie. Tradotto: si punta a fare di più dove c’è più bisogno, costruendo nel tempo un patto vero tra scuole, istituzioni e realtà del territorio.
Così scrive Pira. “Il progetto IEP! a Labaro ha due obiettivi principali: cancellare la povertà educativa e costruire una rete di comunità educante. Per fare ciò occorre conoscere il luogo, che non è uno spazio anonimo e valorizzarlo.
Lo spazio non è mai soltanto una porzione di territorio delimitata da strade, edifici o confini geografici. Lo spazio diventa luogo quando viene abitato, raccontato, ricordato e sognato. È attraverso le esperienze quotidiane, le relazioni sociali e la memoria condivisa che un semplice spazio si trasforma in un universo di significati.
Il quartiere di Labaro rappresenta bene questa trasformazione.
Situato alle porte di Roma, tra la città e la campagna, tra la memoria antica e le sfide del presente, Labaro non è soltanto un insieme di case e infrastrutture: è un tessuto di storie, affetti e appartenenze. È una geografia dell’anima costruita nel tempo dagli abitanti che ne hanno attraversato le strade, frequentato i diversi luoghi, vissuto i parchi, custodito e difeso i ricordi.
Le persone attribuiscono significati ai luoghi che abitano. Una casa non è semplicemente un edificio: è rifugio, memoria, identità.
Allo stesso modo, una strada può diventare il teatro degli incontri quotidiani, una piazza il luogo della convivialità, un giardino il paesaggio dell’infanzia. Ogni angolo di Labaro può essere letto come una pagina di un racconto collettivo.
I suoi parchi e le aree verdi costituiscono preziosi spazi di relazione. Qui bambini, giovani, adulti e anziani condividono momenti di incontro e socializzazione. Gli alberi custodiscono conversazioni, giochi, passeggiate e silenzi. I parchi diventano così luoghi dove la comunità si riconosce e si rinnova, trasformando la natura in una trama di relazioni umane.
Anche la storia e i siti archeologici presenti nel territorio contribuiscono a questa costruzione di senso.
Le testimonianze dell’antica presenza umana raccontano che il territorio di Labaro è da secoli luogo di passaggi, insediamenti e scambi culturali. Le pietre antiche, i percorsi storici e le tracce archeologiche non appartengono soltanto al passato: sono radici che alimentano il presente e offrono orientamento per il futuro. Esse ricordano che ogni comunità è parte di una storia più ampia e che l’identità nasce dall’incontro tra memoria e trasformazione.
Lo spazio è inoltre un luogo di interazione sociale. Le relazioni che si sviluppano nei mercati, nelle associazioni, nelle scuole, nei centri culturali e nelle iniziative di quartiere producono comunità.
Ogni saluto, ogni collaborazione, ogni gesto di solidarietà contribuisce a trasformare uno spazio anonimo in un luogo vissuto.
La comunità non è qualcosa di dato una volta per tutte: è una costruzione quotidiana fatta di partecipazione e cura reciproca.
Lo spazio è infine espressione di identità culturale. I luoghi raccontano i valori, le pratiche e le aspirazioni delle persone che li abitano. Labaro possiede una ricchezza culturale fatta di storie familiari, tradizioni, esperienze migratorie, associazionismo e creatività.
Questa pluralità costituisce una risorsa preziosa da valorizzare, affinché il quartiere possa riconoscersi come una comunità aperta, inclusiva e consapevole della propria storia.
Per questo motivo è importante promuovere percorsi di valorizzazione dell’appartenenza comunitaria e dell’identità culturale locale.
Un territorio cresce quando sa custodire la memoria e, allo stesso tempo, immaginare il futuro. Le memorie degli anziani, le esperienze degli adulti e i sogni dei giovani devono intrecciarsi in un racconto comune.
Labaro può essere immaginato come una finestra trasparente affacciata sul tempo: dietro ogni strada si nasconde una storia, dietro ogni albero un ricordo, dietro ogni volto una speranza. Le sue pietre raccontano il passato, i suoi parchi respirano il presente, i suoi abitanti disegnano il futuro.
Trasformare lo spazio in luogo significa allora riconoscere che il territorio non è soltanto ciò che vediamo, ma anche ciò che sentiamo.
È la memoria che custodiamo e il futuro che desideriamo costruire insieme. In questa prospettiva, Labaro può diventare sempre più una comunità della bellezza, dove la storia, la natura, la cultura e le relazioni umane si incontrano per generare senso, identità e appartenenza.
Labaro è una trasparenza dove ovunque filtra poesia: nelle tracce della sua storia, nel verde dei suoi parchi, nelle voci dei suoi abitanti e nei sogni che ancora attendono di diventare realtà”.
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