
Da oltre due anni e mezzo in via Flaminia il problema è sotto gli occhi di tutti. E oggi è ancora lì.
Dove? All’altezza del supermercato PIM e della clinica Nuova Villa Claudia – al civico 276 – ogni giorno si ripete la stessa scena: auto che tagliano la strada, inversioni a U in pieno divieto, manovre azzardate tra traffico sostenuto e doppie strisce ignorate.
Una situazione già denunciata da VignaClaraBlog.it e documentata con immagini inequivocabili. E che ora torna con forza al centro dell’attenzione grazie a una PEC inviata da Cristina Tabarrini, presidente del Comitato “I Quartieri della Stazione di Vigna Clara e Dintorni”, ad Anas, al Municipio XV e alla nostra redazione.
Una domanda, oggi più che mai attuale: cosa si sta facendo per mettere in sicurezza quel tratto di strada?
“Prima che ci scappi il morto”
le sue sono parole nette, che non lasciano spazio a interpretazioni e che fotografano una situazione ormai fuori controllo:
“Dopo quasi tre anni dall’apertura del Supermercato PIM, avvenuta il 4 novembre 2023, i residenti insieme ai comitati ed associazioni civiche del Municipio XV chiedono a gran voce di conoscere lo stato di avanzamento delle attività propedeutiche alla messa in sicurezza del tratto ANAS che porta sia al supermercato PIM che alla Casa di Cura Privata Nuova Villa Claudia e di realizzazione del marciapiede mancante.
Infatti quel tratto di strada è talmente pericoloso che quotidianamente tutti coloro che lo percorrono a piedi rischiano la vita e questo noi non lo possiamo permettere.
Inoltre, rimane fortemente d’attualità la sicurezza stradale di quel tratto perché si continua a fare inversione a U, in uscita sia dal supermercato che dalla clinica privata, in barba alle regole del codice della strada.
Da residente, da cittadina e da presidente di comitato civico, Vi chiedo di provvedere urgentemente alla messa in sicurezza prima che ‘ci scappi il morto’.”
Una frase, quest’ultima, che pesa come un macigno. E che riporta il tema della sicurezza su via Flaminia a un livello che non consente più rinvii.
Una pericolosità già denunciata e documentata
Non è una scoperta di oggi.
Già prima dell’apertura del supermercato, VignaClaraBlog.it aveva evidenziato i rischi legati alla viabilità su quel tratto di via Flaminia, riportando le preoccupazioni e le criticità legate a un accesso ritenuto fin da subito delicato su una consolare ad altissimo traffico.
E dopo l’apertura, la situazione si è puntualmente manifestata nella sua forma più concreta: manovre vietate, attraversamenti improvvisi, auto che tagliano la strada ignorando la doppia linea continua.
Le immagini parlano chiaro: veicoli che, per entrare o uscire dal parcheggio del supermercato e della clinica, invadono la corsia opposta, effettuano inversioni a U e attraversano le doppie strisce come se non esistessero.
Una sequenza quotidiana di infrazioni che trasforma quel tratto di strada in un punto critico, dove il rischio non è teorico ma reale, concreto, ripetuto.
Ma c’è un elemento che aiuta a capire – senza in alcun modo giustificare – perché tutto questo accada.
Chi arriva dal GRA, giunto all’altezza del supermercato, per accedervi correttamente dovrebbe imboccare la complanare interna di via Flaminia, raggiungere il semaforo all’incrocio con via Antonio de Viti de Marco, fare inversione di marcia e tornare indietro verso il punto di ingresso: circa un chilometro di percorso.
Allo stesso modo, chi esce dal supermercato o dalla clinica e deve dirigersi verso il centro ha una sola possibilità: girare a destra, proseguire su via Flaminia fino al primo cavalcavia utile per invertire il senso di marcia, distante circa 1800 metri, e poi tornare indietro.
In totale, quasi quattro chilometri. Non pochi.
E proprio qui sta il nodo: molti automobilisti – per fretta o abitudine – scelgono di non percorrerli e compiono manovre vietate e pericolose, trasformando un tratto già critico in un punto ad alto rischio.
Ed è proprio questo, oggi, l’aspetto più grave: non si tratta di episodi isolati, ma di comportamenti sistematici, ormai quasi “normalizzati”, che si consumano sotto gli occhi di tutti.
Una prescrizione chiara, rimasta lettera morta
Eppure, tutto questo non solo era prevedibile. Era previsto.
Perché prima dell’apertura del supermercato, la Polizia Locale di Roma aveva messo nero su bianco una condizione precisa per autorizzare l’attività: intervenire su via Flaminia Nuova con opere strutturali capaci di regolamentare o impedire la svolta a sinistra, sia in entrata che in uscita dall’area.
Non un dettaglio tecnico. Ma il cuore del problema. Secondo quanto indicato, quella manovra – la svolta a sinistra – avrebbe “aggravato in maniera esponenziale il serio pericolo di incidenti già presente in quel punto”.
Parole inequivocabili. Eppure oggi, a distanza di tempo, è esattamente ciò che accade ogni giorno: auto che svoltano a sinistra, che attraversano la doppia linea continua, che si infilano nel parcheggio o tentano di rientrare nel flusso della Flaminia tagliando la strada.
Come se quella prescrizione non fosse mai esistita. Come se quel rischio, segnalato con chiarezza prima ancora dell’apertura, fosse stato semplicemente ignorato.
Ed è qui che la questione cambia livello.
Perché non siamo più di fronte soltanto a comportamenti scorretti da parte degli automobilisti. Ma a una situazione che era stata anticipata, valutata, formalizzata. E che, nonostante questo, non è stata risolta.
Con una conseguenza evidente: oggi quel tratto di via Flaminia resta un punto critico dove il pericolo non è una possibilità remota, ma una condizione quotidiana. Un problema segnalato prima ancora dell’apertura e che oggi, a distanza di oltre due anni e mezzo, resta irrisolto.
Senza marciapiede: a piedi, a proprio rischio
Come se non bastasse, c’è un altro elemento che rende quel tratto di via Flaminia ancora più pericoloso: un tratto privo di marciapiede.
Chiunque decida di raggiungere a piedi il supermercato o la clinica si trova costretto a camminare sul bordo della carreggiata, a pochi centimetri dalle auto in transito, su una delle arterie più trafficate della città.
Nessuna protezione. Nessuno spazio dedicato. Nessuna alternativa.
Una condizione che espone quotidianamente i pedoni a un rischio evidente, concreto, continuo. E che rende ancora più incomprensibile il ritardo nella realizzazione di un’opera tanto semplice quanto indispensabile.
Perché qui non si parla di migliorare la qualità urbana o di rendere più gradevole un percorso. Qui si tratta di sicurezza. Di persone che, per fare la spesa o per raggiungere una struttura sanitaria, sono costrette a camminare in mezzo alla strada.
E anche su questo punto, a oltre due anni e mezzo dall’apertura, non è stato fatto nulla.
Ora basta inerzie: azioni vere, non carta
Su un punto è bene essere chiari.
La competenza su via Flaminia è di Anas. Municipio XV e Campodoglio, sul piano decisionale, non hanno poteri diretti di intervento.
Ma questo non può diventare un alibi. Perché se è vero che non possono decidere, è altrettanto vero che potrebbero – e dovrebbero – esercitare una forte pressione politica e istituzionale: sollecitare Anas, coinvolgere la Regione Lazio, denunciare pubblicamente e con continuità la pericolosità di quel tratto.
In una parola: farsi sentire. E invece, a oltre due anni e mezzo da allora, a quel che ci risulta, nessuna presa di posizione forte capace di accendere i riflettori su un problema che, giorno dopo giorno, continua a mettere a rischio automobilisti e pedoni.
E sia chiaro: anche se in Consiglio, municipale o comunale, fosse stata presentata – o se verrà presentata – una mozione o una proposta di risoluzione dal tono altisonante, di quelle che “impegnano” qualcuno a fare qualcosa, il risultato sarebbe lo stesso: carta.
Carta buona per essere sbandierata. Carta per vantarsi e raccontare di aver fatto qualcosa. Ma incapace di incidere davvero su una situazione che richiede ben altro.
Qui serve un intervento politico vero, deciso, continuo. Serve mobilitazione. Serve che il tema esca dai corridoi e diventi questione pubblica. Serve che qualcuno si assuma la responsabilità di pretendere risposte e tempi certi.
Perché continuare a ignorare questa situazione significa accettare un rischio. E quando quel rischio è noto, documentato e sotto gli occhi di tutti, non si può più parlare di fatalità.
Claudio Cafasso
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È un richiamo chiarissimo su una situazione pericolosa che in molti viviamo quotidianamente. È urgente un intervento istituzionale e ringrazio vivamente il signor Claudio Cafasso per questo intervento che sostengo in toto e che spero venga ascoltato come di dovere.
Buongiorno,per risolvere la situazione bisogna far chiudere il supermercato…..non mi dite mettere un semaforo oppure la rotatoria perche aggraverebbe di piu’ la situazione per noi abitiamo in zona, il Comune ha rilasciato i permessi,il Comune si deve prendere le responsabilita’ di quello che puo’ succedere in futuro.
Bisogna fare una DENUNCIA PREVENTIVA contro il Comune,alla Procura.
Sì, è urgente provvedere “prima che ci scappi il morto”
E la clinica egregio Minnoni, facciamo chiudere pure quella?
Se ho ben capito lei dice di non fare proprio nulla altrimenti voi poverini che abitate in zona sareste costretti a rallentare un pochino perdendo qualche preziosissimo minuto del vostro preziosissimo tempo tanto se ci scappa il morto sarà poi il Comune a risponderne. E sì, proprio una bella proposta egregio signore.
Stesso identico “pattern” in fondo a Via Pietro Lupi, dove si immette su Viale Tor di Quinto, immortalato anche da Google Street View!
https://maps.app.goo.gl/6cZ4Y8RBZY2ee2Fj8
Ogni volta che passo di lì c’è sempre qualcuno che taglia la strada a sinistra con l’obbligo, ben segnalato, di svolta a destra:
https://maps.app.goo.gl/cYE8fqCksSsuCwTW7
spesso “forzando” il passaggio e rischiando sistematicamente incidenti, perché tanto l’altro si ferma. Dal momento che nessuno prende provvedimenti, vuol dire che va bene così.
Via Flaminia Nuova continua a essere un problema non solo per gli automobilisti, ma anche – e soprattutto – per i pedoni.
Chi deve raggiungere la Clinica, fare la spesa o arrivare al civico 290 è costretto a camminare lungo tratti completamente privi di marciapiede, in particolare in corrispondenza della fermata dell’autobus davanti all’ingresso della struttura sanitaria.
Il marciapiede, rimosso anni fa durante alcuni lavori, non è mai stato ripristinato. Al suo posto, da tempo, si è consolidato un parcheggio selvaggio tra erba alta e rifiuti che rende di fatto impossibile il passaggio a piedi.
Non va meglio sul fronte dell’illuminazione pubblica per cui si è passati da un lungo periodo di blackout ad averla inspiegabilmente accesa anche durante il giorno.
Una situazione che, più che una semplice criticità, appare come il risultato evidente di anni di incuria e immobilismo da parte delle istituzioni competenti.
proprio 3 settimane fa’ mi è successo un incidente qui…
l’automobilista mi ha tagliato la strada nonostante le linee continue