Home ATTUALITÀ Vigna Clara, piazza Jacini si sta svuotando. Chiusa anche l’edicola

Vigna Clara, piazza Jacini si sta svuotando. Chiusa anche l’edicola

piazza jacini edicola chiusa
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C’era una volta… una piazza. Non era una piazza qualunque. Era Piazza Jacini, il salotto di Vigna Clara, un quartiere elegante nato all’inizio degli anni ’50.

In questa piazza non erano previsti negozi. Tutto era riunito in un palazzo commerciale che dominava l’area. Probabilmente il primo centro commerciale di Roma, accanto all’ingresso degli ‘Stellari’, il complesso residenziale creato dall’Immobiliare, che vennero a studiare anche dal Giappone.

Dentro trovavi tutto, dalla macelleria alla tintoria, dall’acqua minerale all’orto frutta dalla rosticceria alla libreria e al parrucchiere che stavano sotto lo stellare ‘D’, quello sulla piazza, gli unici negozi fuori dal Palazzo.

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Nei primi anni, al quarto piano, c’era anche la cappella dove si diceva la messa la domenica mattina, prima di Santa Chiara e prima ancora della cappella ottagonale prefabbricata appoggiata verso la fine degli anni ‘50 sulla collinetta di fronte.

piazza jacini centro commerciale anni '60

E a Piazza Jacini arrivò anche un’edicola, l’unica del quartiere. Davanti, c’era un distributore di benzina e non era difficile vedere il conducente scendere un attimo e andare a comprarsi il giornale.

C’era una volta. Non c’è più. A Piazza Jacini ha chiuso anche l’edicola. L’ultimo abbandono che arriva dopo una decina di negozi, un ristorante, la libreria (che si è trasferita in Piazza Giochi Delfici), gli studi medici al quarto piano e il bar, che fu all’inizio una succursale del Cigno di viale Parioli e che chiuderà, pare, alla fine dell’anno.

Zaccaria: Mai dire mai…

Ne abbiamo parlato con Roberto Zaccaria, docente universitario, ex deputato ed ex presidente della Rai, che da presidente dell’associazione ‘Per Jacini. La piazza del quartiere’ e fortemente aiutato da Monica Guerritore, sua moglie, si adopera per combatterne il degrado. E qualche visibile risultato lo ha ottenuto.

Ebbene, è convinto che a piazza Jacini tornerà presto un’edicola degna di tanta tradizione. L’idea è quella di una sorta di edicola-centro servizi polifunzionale.

A Roma ce n’è una di questo tipo in piazza Capponi, accanto a Borgo Pio. Si è autobattezzata E.R.N.O., edicola romana non ordinaria e offre diversi servizi oltre ai giornali, riviste e libri.

E Zaccaria si sta adoperando perché questo avvenga nel giro di qualche mese. Ma sta lavorando anche per ridare un futuro a questa piazza che oggi sembra andare irrimediabilmente verso una sorta di desolante desertificazione.

Ma torniamo all’ edicola chiusa

Ma torniamo alla edicola, anzi alle edicole, perché il problema è generale. Intendiamoci, è un mestiere duro, pieno di sacrifici, ma una volta era abbastanza redditizio da renderlo appetibile. Tanto che non era facile riuscire a esercitarlo.

Si comincia la mattina prestissimo, anche le quattro, le quattro e mezza, per essere in edicola quando passano i distributori. E si finisce la sera. Una volta, anche a Roma Nord, c’erano edicole aperte alle due di notte e i nottambuli si godevano il privilegio di leggere le prime edizioni dei quotidiani che le buttavano fuori verso mezzanotte. Ora non c’è quasi più nessuno che lo voglia fare, nemmeno di giorno.

Secondo un recente servizio del TG3 Lazio, 212 comuni della nostra regione non hanno edicole. A Rieti, ce n’è una. A Roma, erano un migliaio, oggi sono meno di 500. L’80% si sta trasformando in chioschi che vendono appunto di tutto. In Parlamento c’è un disegno di legge. Servirà?

“Perché ho chiuso”

In attesa, abbiamo chiesto a Giancarlo Cutuli, l’ultimo giornalaio di piazza Jacini, quali sono stati i motivi della sua chiusura. Lo abbiamo incontrato nel bar dove era facile trovarlo nei momenti di pausa magari per un cappuccino. Romano de’ Roma. A tradurre, qualche volta sembra di tradire…

L’edicola – ci dice Giancarlo – l’ho rilevata dalla vecchia proprietaria il 4 giugno del 2012. E l’11 gennaio di quest’anno abbiamo chiuso.

Quanti giornali vendevate quando avete cominciato?

‘Na marea… nei fine settimana stavamo sulle 120 copie del Corriere della Sera, 110 di  Repubblica e 120 del  Messaggero. Adesso prima di chiudere eravamo arrivati nei week end ad una quarantina del Corriere, una trentina di Repubblica e una quarantina del Messaggero, si e no…

E tutto il resto?

Si è tutto abbassato del 60, 70 per cento di vendita… da una decina d’anni a questa parte.

Ma il calo delle vendite è l’unico motivo per cui avete chiuso?

Allora… Innanzitutto, er gioco non vale più la candela, gli incassi non sono più sufficienti per il fabbisogno di una famiglia e per giustificare la fatica di stare aperti 7 giorni su 7, senza ‘n giorno de riposo, una media di 12 ore al giorno dal lunedì al sabato e la domenica un po’ meno.

E poi c’è il problema dell’aggio. Non mi ricordo se sono 18 o 20 anni che è scaduto l’accordo nazionale con la Fieg, che non è mai stato rinnovato… E siamo rimasti ancora al 17,48 per cento che poteva andare bene quando vendevi mille copie di giornali ma che non va più bene quando vendi 130, 140 copie in tutta la giornata. Tenendomi molto largo, tra l’altro…

C’entra anche il fatto che Piazza Jacini si sta desertificando?

Il calo delle vendite è un fatto nazionale e probabilmente qualche esame di coscienza dovrebbero cominciare a farselo la Fieg, gli editori e i distributori… certo… qualcosa ha contribuito, ma sicuramente non determinante.

Il giornale e la carta stampata non hanno avuto il ricambio generazionale che ci si poteva aspettare. Mia figlia ha vent’anni e i giornali non li legge.

Le notizie arrivano anche senza che nemmeno le chiedi…

Infatti, basta che vai su Google. E questa è sicuramente la motivazione principale. E secondo me porterà nel giro di due o tre anni alla fine delle edicole, a meno che non succeda qualcosa…

I giornali sportivi come vanno?  

I giornali sportivi non si vendono più. Ne ho avuto la prova con la vittoria alla Conference League della Roma… Avrò venduto qualche copia in più del Corriere dello Sport ma… una volta si sarebbero vendute 200, 300 copie in più. Sarebbero passati alle 5 della mattina per prendersi il giornale dopo i festeggiamenti… adesso ho venduto più magliette che avevo fatto fare apposta.

E come si informano ora?

Tra Roma e Lazio, ci stanno 10, 12 radio che trasmettono 12 ore al giorno… Se vuoi sapere che succede, basta che accendi una radio e sai tutto, dal calcio mercato agli infortuni dei giocatori. A Roma ormai, io credo che il disegno sia abbastanza scoperto… siamo scesi a 500-600 edicole ma secondo me, da quello che si sente, dovranno rimanere 70, 80 nel giro di qualche anno. Anche perché è un bel risparmio per la Fieg e per i distributori nazionali e locali.

Quindi secondo lei c’è un disegno dietro?

Certamente. Loro stanno puntando tutto sull’ on line. Che per ora non decolla perché da noi non viene lavorato bene, come invece magari viene lavorato all’estero. Ma certo all’editore fa più comodo perché ha un centesimo di spese rispetto al cartaceo. Che vuole che le dica, spero che vada meglio per i miei colleghi, perché qui si tratta de mannà pe’ stracci un sacco di famiglie che ci lavorano.

Lei comunque non riapre più?

No. Ho passato una decina d’anni a cercare di capire cosa mi potevo inventare per andare avanti in modo dignitoso. Questa è un’attività che non puoi gestire da solo, troppe ore…anche quando andavo in vacanza, la passavo a pensare a qualcosa… Poi ho capito che te potevi inventà quello che volevi, ma nun concludevi un accidente.

Non per farmi gli affari suoi, ma come sbarca il lunario?

Cerco di arrangiarmi con qualche lavoretto…

Sta andando abbastanza bene?

Diciamo che… ancora nun me devo mette a rrubbà…

Michele Chialvo

Negozi chiusi, serrande calate. Com’è triste piazza Jacini

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4 COMMENTI

  1. Ma nel 2026 un’edicola non ha più senso . Aggiornarsi . Il centro commerciale non è mai stato efficiente tutto … sempre flop ..

  2. Considerando che la libreria Velitti non c’è più poteva invece essere utile. L’importante è, al posto dell’edicola sia piantato un albero,o meglio 2… Migliorerebbe anche il traffico sula piazza…

  3. In via Cassia esiste un cosiddetto “giornalaio” che, oltre a vendere giornali, vende libri e svolge attivita’ di cartoleria soprattutto per studenti delle elementari, E’ centro di raccolta peri libri di scuola ed effettua pagamenti elettronici di qualsiasi tipo. Nel negozio ci sono 2 persone ed e’ sempre frequentato durante tutto il giorno. L’edicola che vende solo giornali non e’ piu’ in grado di mantenersi. Comunque il vero problema di Piazza Stefano Jacini e’ il parcheggio.

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