
A Roma Nord manca qualcosa. Non un’altra rotonda, non una pista ciclabile e neppure un nuovo cantiere — quelli, purtroppo, non difettano.
No: qui manca proprio la figura antropologica dell’“umarell”, quei pensionati che guardano i cantieri, quelle sentinelle urbane mani dietro la schiena che nelle città del Nord, Milano in testa, osservano, vigilano, contano i colpi di martello e — si dice — riescono persino a far lavorare più in fretta le maestranze.
E forse, a giudicare da quanto accade in via Orti della Farnesina, la loro presenza in questa occasione sarebbe stata provvidenziale.
La vicenda
Fra il 22 e il 23 novembre è comparso un cantiere lungo un centinaio di metri – fra il civico 36 e il 22 – per il rifacimento del marciapiede in direzione Ponte Milvio che ha fatto sperare in un intervento rapido, lineare, risolutivo.
Invece no: cantiere aperto e poi abbandonato, come un libro iniziato e lasciato sul comodino. Alle 9.00 di oggi, 4 dicembre, si presenta come nelle foto che pubblichiamo: transenne, sacchi zavorra sfiancati, segnaletica a terra, asfalto divelto, e un lungo corridoio di lavori sospesi sotto il viadotto dell’Olimpica.
Il tutto senza operai, senza attività, senza uno straccio di determinazione dirigenziale (la cui esposizione è obbligatoria) nella quale poter leggere da quando a quando e a chi questi lavori sono stati autorizzati.
Ufficiosamente, pare che lo stop sia colpa del meteo incerto. Curioso, perché le previsioni degli ultimi giorni smentiscono questa teoria. Ma tant’è: quando un cantiere a Roma entra in letargo, il motivo è sempre più fisiologico che meteorologico.
C’è un dettaglio però…
Nel frattempo, però, c’è un dettaglio che non può essere liquidato con leggerezza: quel marciapiede è la direttrice quotidiana dei bambini e loro accompagnatori diretti alle scuole materne ed elementari di via Antonino di Giorgio/via Malvano.
Decine di bambini, mano nella mano con genitori o nonni, arrivano ogni mattina davanti al cantiere vuoto e sono costretti ad attraversare in un punto assai critico, camminare sul marciapiede opposto e poi riattraversare per ritornare sul lato giusto.
Una doppia manovra che moltiplica i rischi e azzera il buon senso.
E qui arriviamo al punto
Possiamo accettare che un cantiere pubblico, pagato dagli stessi cittadini costretti a subirlo e schivarlo, venga abbandonato senza un cartello aggiornato, senza un cronoprogramma reale, senza qualcuno che vigili?
Possiamo davvero considerarci una Capitale europea se un intervento di manutenzione ordinaria si trasforma in un disagio sistematico, lasciato a marcire fra transenne piegate e nastri svolazzanti?
Forse — ed ecco l’ironia amara — se a Roma Nord ci fossero gli umarell tutto questo non accadrebbe. Loro sì che non perdonano: occhi fissi sul cantiere, mani dietro la schiena, domande puntuali, presenza costante. È noto che a Milano il loro semplice apparire basti a raddoppiare la produttività degli operai, o almeno così narra la leggenda urbana. Magari non è vero, ma funziona.
Da noi, invece, la scena è sempre la stessa: cantieri che nascono e che si fermano, cittadini in difficoltà. E allora, con un mix di ironia e sconforto, la domanda sorge spontanea: a quando il primo reclutamento di umarell da parte del Municipio XV? Forse solo loro potrebbero restituirci quella vigilanza che sembra andata smarrita.
Ironia a parte, qui non si chiede molto: solo che un lavoro iniziato venga portato avanti e concluso con serietà, nel rispetto di chi, ogni giorno, quel centinaio di metri di marciapiede lo percorre davvero. Soprattutto se bambini.
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Concordo pienamente ma resta sempre una questione: chi risponde?
Beh se aspetta che le risponda il primo cittadino, può dormire serena.
Lunga vita agli.umarell ! Non hanno nulla da fare e con il controllo dei cantieri danno un senso alla pensione. Verissimo che a Roma aiuterebbero e non poco.
…e ho notato, dall’altra parte della strada tra il guano dei piccioni e i cassonetti maleodoranti è uno schifo. Dalla parte del cantiere devi necessariamente costeggiare (in mezzo alla carreggiata) la maledettissima bordatura arancione per non essere preso come un birillo dalle auto che corrono, ma possibile ogni tanto una gioia proprio no?
Sono una di quelle mamme che per tanti giorni mattina e pomeriggio ha dovuto fare lo slalom fra quel marciapiede bloccato da una vera e propria barriera architettonica e attraversamenti stradali in un punto in cui la strada si allarga, non ci sono negozi e quindi tutti corrono. Voglio ringraziare l’autore di questo articolo e tutto questo giornale perchè state sempre dalla parte dei cittadini ma voglio anche informare che questa mattina i lavori sono ripartiti grazie a voi!