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Chiusura anello ferroviario, importante non ‘se’ ma ‘come’ farla

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Galvanica Bruni

“Non serve a nulla opporsi a questa opera. È nell’Accordo di Programma, a guidarne la realizzazione c’è un commissario governativo, è stato deciso di farla e si farà. Quindi il tema non è ‘se’ farla, il vero tema su cui dobbiamo tutti lavorare è ‘come’ farla”.

Il messaggio arriva forte e chiaro da parte dell’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patané che col presidente del XV Daniele Torquati e il presidente della commissione municipale Mobilità Giovanni Forti ha tenuto banco all’incontro pubblico sulla chiusura dell’anello ferroviario il cui ultimo tratto coinvolge pesantemente Roma Nord e in particolare l’area Fleming, Flaminia, Tor di Quinto.

Andiamo con ordine

A fine gennaio 2025, nella sede del Municipio XV si è tenuta una seduta della commissione Mobilità alla quale hanno partecipato rappresentanti RFI e rappresentanti dei comitati locali. Questi ultimi hanno poi ritenuto necessario indire un incontro pubblico nella parrocchia San Gaetano, al Fleming, per aggiornare la cittadinanza.

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Grazie quindi al Comitato quartieri della stazione Vigna Clara e dintorni, Comitato un anello per Roma, Associazione Fleming Vigna Clara per la mobilità, Comitato Ambiente e Legalità Ponte Milvio, Associazione cittadini attivi XV Municipio presieduti rispettivamente da Cristina Tabarrini, Stefano Testi, Daniele Ottazzi, Carmine Perrone e Stefano Simonelli, nella sera di lunedì 17 febbraio fra aggiornamenti già noti e altri meno si è tenuto l’incontro, dai toni a volte molto vivaci.

Raddoppio binari tratta Vigna Clara–Valle Aurelia

Dopo l’aggiudicazione della gara, è in corso di elaborazione il progetto esecutivo. I lavori prenderanno il via dopo l’estate 2025 con prevista conclusione per fine 2026.

Seguirà collaudo e soprattutto verifica sicurezza da parte dell’Agenzia preposta per cui la messa in esercizio del doppio binario avverrà presumibilmente a inizio secondo semestre 2027.

Tema che resta invece aperto è quali lavori saranno svolti nell’area di cantiere alla fine di via Monterosi angolo via Flaminia. Secondo il progetto e secondo Torquati e Forti, solo assemblaggio di traversine; secondo alcuni residenti movimentazione di terreno con rifiuti speciali, che avverrebbe a trenta metri dalle abitazioni.

Hanno esibito carte e documenti a supporto, carte che il presidente Torquati ha chiesto di avere per porre un quesito formale a RFI.

Aumento corse da/per stazione Vigna Clara

Per RFI “non ci sono problemi”. L’azienda è pronta a mettere in campo da subito altri treni fino a raggiungere la media di un treno l’ora sulla tratta Vigna Clara-San Pietro. “Basta che la Regione Lazio ce lo chieda”, hanno fatto sapere da RFI.

Traduzione, basta che dalla Pisana arrivino i soldi, perché a pagare le corse è la Regione. Ma quanto serve? Importi non rilevanti è stato detto, ma il numero di euro non è uscito fuori.

Cosa bisogna fare? Nient’altro che andare a chiedere l’apertura dei cordoni della borsa, è stata la perorazione dei comitati ai rappresentanti delle istituzioni.

Chiusura anello ferroviario

È stato questo il tema centrale della serata. Quand’anche ancora definanziata (ricordiamo che all’opera il ministro dei Trasporti ritirò il finanziamento ad agosto 2023 per dirottare le risorse verso altre opere in corso nel Nord Italia promettendo però che quanto tolto sarebbe stato restituito con la Legge di Bilancio 2024, cosa poi non avvenuta) la chiusura dell’anello ferroviario va comunque avanti, consolidando progettualità e fattibilità tecnico-economica.

Il definanziamento alla fin fine non è stato un errore, il progetto definitivo, dove per definitivo si intende concordato fra tutti gli attori in causa, non c’è e il Governo centrale non può tenere denaro fermo sulla carta.

“Ma non si creda – hanno sottolineato assessore capitolino e presidente del XV – che l’assenza del finanziamento sia un bene, che l’opera sia al palo, si continua invece a lavorare per arrivare al progetto definitivo e riottenere il finanziamento. Perché una cosa è certa – dicono Torquati e Patané – noi questa chiusura la vogliamo. Serve al quadrante nord di Roma, serve a tutta la città”.

L’anello ferroviario serve a far muovere i cittadini su ferro e non su gomma, serve a far arrivare le merci a Roma su treno e non su TIR, serve a eliminare lo smog, serve a ridurre la mortalità da incidenti stradali, serve a eliminare tutte le diseguaglianze sociali fra quartieri serviti e quartieri oggi non serviti da trasporto pubblico.  Più o meno questi i razionali.

Non ‘se’ ma ‘come’

“Non serve invece a nulla opporsi a questa opera. È nell’Accordo di Programma, a guidarne la realizzazione c’è un commissario governativo, è stato deciso di farla e si farà. Quindi il tema è non ‘se’ farla, il vero tema su cui dobbiamo tutti lavorare è ‘come’ farla” hanno ribadito più volte Torquati e soprattutto Patané rivolgendosi in particolare a quei residenti di via Monterosi che osteggiano il progetto RFI secondo il quale lì, davanti le loro case, la ferrovia dovrebbe scorrere, sopraelevarsi per scavalcare la Flaminia e poi riscendere in direzione stazione Tor di Quinto.

E quindi ‘come’ farla?  E qui colpo di scena. “Noi, come Comune, non intendiamo firmare cambiali in bianco a RFI”. Parole testuali di Patané che aggiunge: “nei due anni precedenti abbiamo presentato decine di osservazioni al progetto preliminare di Ferrovie. Noi la chiusura la vogliamo ma deve avvenire come è più utile alla città, non a RFI”.

Poi, parlando proprio della parte di progetto che riguarda via Monterosi, Patané afferma “di non aver  abdicato a RFI” aprendo così uno spiraglio all’ipotesi che il Comune, in sede di Conferenza dei Servizi decisoria – dove, come dice la parola, si decide il destino dell’opera – possa chiedere nuovamente l’interramento della linea – oggi bocciato da RFI come infattibile (forse perché più costoso) – anziché la sopraelevazione della stessa, così aborrita dai residenti che quei binari davanti alle loro finestre con un passaggio di 282 treni al giorno  di cui 30 merci (numeri da progetto preliminare) proprio non riescono a immaginarseli.

Alla luce di questa ipotesi, diversi presenti hanno abbandonato il se migrando verso il come. Il risultato della riunione è misurabile dalla battuta di una residente, che pur non è stata tenera nei suoi interventi: “fra tutti gli incontri a cui ho partecipato questo è stato di gran lunga il più efficace”.

Claudio Cafasso

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2 COMMENTI

  1. scusate……
    solo ora ho capito perche non ci sono treni da e per la stazione vigna clara negli orari in cui più persone si devono spostare: la mattina solo un treno fino alle 9.00, il pomeriggio solo un treno dalle 15.30 alle 19.30…..
    RFI è pronta
    Il Presidente e l’Assessore ai Trasporti della Regione Lazio in questi anni si sono solo scordati di fare una telefonata a RFI………….. forse non si trovavano sottomano il numero di telefono……………magari un colpo di citofono……

  2. Egregia Giò, le ha equivocato, è invece vero il contrario. RFI i treni ce li ha eccome, ma siccome a pagare il servizio è la Regione devono essere l’egregio Rocca e il suo assessore a mettere mano al portafoglio. Cosa che invece non fanno. E noi, egregia, paghiamo in salute, stress, inquinamento, e aggiunga lei il resto. Stia bene

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