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Olimpica, barriere spartitraffico contro i salti di corsia

Via del Foro Italico (tratto Olimpica Salaria - Tor di Quinto)
Via del Foro Italico (tratto Olimpica Salaria - Tor di Quinto)
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È un tratto micidiale quello dell’Olimpica compreso fra via Salaria e l’uscita su viale Tor di Quinto (il cui nome esatto è via del Foro Italico). L’assenza di guardrail – a dividere le due carreggiate c’è solo uno stretto e basso marciapiede – è stata causa di incidenti mortali con scontri frontali di auto che invadono la corsia opposta. Ben tre le vittime negli ultimi due anni.

A luglio 2022, a morire sul colpo furono due ragazze a bordo di un’utilitaria. Giorgia Anzuini, 20 anni, e Beatrice Funariu, 22 anni. La loro auto finì sulla corsia opposta schiantandosi contro un Suv. A dicembre 2022,  a morire in ospedale dopo aver lottato per due settimane, fu Giacomo Sabelli, 22 anni, rimasto coinvolto in un incidente in cui a scontrarsi furono tre auto con salto di corsia.

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Per questi tre decessi, recentemente la Procura della Repubblica di Roma – con due procedimenti separata ma quasi paralleli – ha chiesto il rinvio a giudizio di ben sette funzionari capitolini del Dipartimento ai Lavori Pubblici del Comune di Roma. I PM titolari delle due inchieste sono infatti giunti alla conclusione che se nel tratto dell’Olimpica dove sono avvenuti i due incidenti fosse stato montato un guardrail, le due auto non avrebbero invaso la corsia opposta andando ad impattare con altri veicoli.

Giorgia, Beatrice e Giacomo sono le ultime vittime di una lunga serie che dal 2001 a oggi conta ben 23 decessi su quel tratto dell’Olimpica, e nonostante che nel tempo si siano susseguite petizioni, inchieste giornalistiche, denunce in Procura non un metro ne è stato messo in sicurezza.

Barriere sull’Olimpica 

Inizieranno a metà luglio i lavori di installazione di una barriera spartitraffico. L’intervento interesserà il tratto compreso tra lo svincolo con via Salaria e l’inizio del viadotto sul Tevere, per una lunghezza di 1,6 km.

Nelle ultime ore la Giunta capitolina ha finalmente approvato il progetto dell’intervento che, finanziato con oltre 3,8 milioni del Giubileo, fa parte del pacchetto di lavori stradali affidati ad Anas. I lavori sull’Olimpica dureranno circa cinque mesi.

A quanto si apprende dal sito web capitolino, la messa in sicurezza verrà effettuata con l’installazione di barriere spartitraffico di tipo redirettivo Ndba (National Dynamic Barrier – brevetto Anas 2019), posizionate tra le due carreggiate.
Nella nota si specifica che i lavori  si svolgeranno solo di notte, dalle 22 alle 6 del mattino successivo. Di giorno il transito sarà consentito su carreggiata ridotta, garantendo sempre due corsie di marcia ed imponendo un limite di velocità in prossimità delle aree di lavoro pari a 40 km/h.

“Si parte con la realizzazione di un intervento su cui lavoriamo da mesi e che ha richiesto impegno, risorse e davvero tanti passaggi – ha spiegato il Sindaco Roberto Gualtieri –. Quel tratto di via del Foro Italico disporrà a breve anche di barriere di ultima generazione in grado di ostacolare i salti di corsia, dovuti alle eccessive velocità. In quel tratto, in attesa del progetto definitivo, abbiamo provveduto a adottare misure di sicurezza come ridurre la velocità da 70 a 50 km orari e aumentare la segnaletica di preavviso. Con questo ulteriore intervento miglioriamo le condizioni di sicurezza della strada”.

“L’iter del progetto – commenta l’assessore ai Lavori pubblici Ornella Segnalini – è stato complesso anche in considerazione della progettazione iniziale della strada che in quel particolare tratto non prevedeva barriere spartitraffico. Infatti, quando via del Foro Italico è stata costruita, è stata prevista la realizzazione di un marciapiede largo tre metri, pertanto, non sono state inserite le barriere spartitraffico: tantoché quello è l’unico tratto di tangenziale privo di barriere. Inoltre, l’opera ha richiesto uno studio approfondito anche riguardo la tempistica dei lavori. Nel settembre 2023 abbiamo chiesto ad Anas di elaborare un progetto, la proposta – dopo un complesso percorso progettuale – ci è giunta a fine aprile. Da quel momento sono iniziate le verifiche dei Dipartimenti capitolini e ora siamo arrivati con l’approvazione in Giunta, alla conclusione”.

“Riguardo alle tempistiche è stata scelta la stagione estiva per minimizzare i disagi al traffico e i riflessi del cantiere sulla sicurezza. Ora – conclude Segnalini – tutto è pronto per avviare i lavori in via del Foro Italico, Anas ci comunicherà al più presto la data precisa in cui sarà in grado di allestire il cantiere che avverrà nel mese di luglio”.

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8 COMMENTI

  1. L’unico provvedimento utile, che avrà/avrebbe sicuramente risultati sarebbe la riduzione della velocità da 70 a 50…sempre che sia rispettato.

      • Come mai nell’articolo leggo: “In quel tratto, in attesa del progetto definitivo, abbiamo provveduto a adottare misure di sicurezza come ridurre la velocità da 70 a 50 km orari.”?
        Cordialità.

    • Io proporrei di ridurla a 30.
      Anzi, già che ci siamo facciamo 10, così il rischio è ancora inferiore.
      Che poi… Ma stiamocene tutti a casa così il rischio diventa zero e siamo a posto.
      Diamo numeri a casaccio, senza uno straccio di analisi costi/benefici, senza una analisi di impatto. Così.
      Parlando di una strada a doppio senso di marcia, con separatore centrale, con un numero limitato di intersezioni.

      Qualcuno ha calcolato quanti incidenti occorrono a causa della velocità sopra i limiti e sotto i limiti? E quanti di questi con danni gravi?
      Qualcuno prima o poi dovrà spiegare che il rischio zero NON esiste.

      E sia chiaro che non significa tana libera tutti. Basti vedere le velocità che vengono tenute all’interno della Galleria Giovanni XXIII (limite 70 km/h, con il tutor, tutti agnellini: stamattina si viaggiava a meno di 50 km/h con strada libera) e quelle delle stesse automobili appena escono (improvvisamente tutti piloti di F1).
      Pensassero a mettere i tutor ovunque (Tangenziale, Raccordo, Lungotevere, Colombo, Viadotto della Magliana, Caracalla, Monti Tiburtini, …), quella si una spesa sensata e con un ritorno immediato, sia in termini economici (che comunque 10.000 multe al mese le staccano tuttora) che di incidentalità.

  2. Mi stupisco non poco nel constatare che, nel 2024, ci sia ancora gente che non sappia (o finga di non sapere) come la velocità contribuisca alla causazione degli incidenti e, soprattutto, all’aggravamento dei loro effetti. Le stesse persone sono convinte che in città marciando a 70 km/h anziché a 50 km/h si guadagni un quantificabile risparmio di tempo. Quando, su questo blog, è stato ampiamente dimostrato che anche sulle lunghe distanze autostradali non convenga affatto, in termini di tempo, correre troppo. Ma evidentemente c’è ancora chi, il Lunedì mattina con i colleghi, si vanti di avere percorso la strada da A a B, “da casello a casello” in X ore e Y minuti. Ma ognuno ha le sue soddisfazioni.

  3. Stiamo fermi così il il rischio è zero!
    Il mondo deve andare avanti non ci si ferma per i problemi ma si risolvono . 70 all’ora con tutor andrebbe benissimo ( vedi crollo incidenti sulla galleria verso il Gemelli) . Se non ci sono le sanzioni veramente applicate il cittadino si crea le proprie regole e quindi crea i pericoli .
    Sembra il discorso delle buche che per non ripararle si era imposto 30 all’ora sulla Salaria.
    Applichiamo le regole, le facciamo rispettare e pretendiamo che lo Stato/ comune/ provincia FACCIA veramente la sua parte .

  4. Ma si, continuiamo a correre come pazzi e non rispettare le distanze di sicurezza così da causare (ma anche subire) incidenti gravissimi con veicoli danneggiati, feriti e anche morti, tanti morti. Così saremo di meno e vivremo meglio!

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