Home ATTUALITÀ Bea e Giorgia morte sull’Olimpica, chiesto il processo per 4 dirigenti capitolini

Bea e Giorgia morte sull’Olimpica, chiesto il processo per 4 dirigenti capitolini

Via del Foro Italico (tratto Olimpica Salaria - Tor di Quinto)
Via del Foro Italico (tratto Olimpica Salaria - Tor di Quinto)
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È un tratto micidiale quello dell’Olimpica compreso fra via Salaria e l’uscita su viale Tor di Quinto. L’assenza di guardrail – a dividere le due carreggiate c’è solo uno stretto e basso marciapiede – è stata spesso la causa di incidenti mortali con scontri frontali di auto che invadono la corsia opposta. Ben tre le vittime negli ultimi due anni.

A luglio 2022, a morire sul colpo sono due ragazze a bordo di un’utilitaria. Giorgia Anzuini, 20 anni, e Beatrice Funariu, 22 anni.

Era la notte dell’11 luglio quando Giorgia, che era alla guida, perde il controllo dell’auto. Nonostante vada a 55 chilometri orari – come è stato appurato dai periti – finisce nella corsia opposta a causa dell’assenza del guardrail. In quel momento sta arrivando un’Alfa Stelvio. Lo scontro frontale è inevitabile, l’impatto tremendo. Giorgia e Beatrice muoiono sul colpo.

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Quattro mesi dopo, novembre 2022, a perdere la vita è Giacomo Sabelli, uno studente di 22 anni che alla guida della sua Smart ne perde il controllo, salta il marciapiede, finisce sulla carreggiata opposta e si scontra frontalmente con una Bmw.

Se ci fosse stato un guardrail

Se a separare le due corsie ci fosse stato un guardrail la possibilità di evitare la tragedia sarebbe stata concreta. È su questa convinzione, suffragata dalle perizie dei consulenti incaricati dal PM che, per quanto riguarda la morte di Giorgia e Beatrice, la Procura ha chiesto al GIP il rinvio a giudizio degli ultimi quattro dirigenti del CSimu (Coordinamento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana), che fa capo al Dipartimento Lavori Pubblici del Comune di Roma.

Stando a quanto scrive il PM, ognuno di essi, succeduto al precedente, avrebbe avuto gli strumenti per installare un guardrail la cui presenza avrebbe impedito la morte delle due ragazze.

Il PM – è il Corriere della Sera a precisarlo – “ha circoscritto le accuse ai quattro imputati per ragioni legate alla prescrizione dei reati commessi (secondo l’accusa) prima del 2016. Nel capo d’imputazione, infatti, si specifica che la prima segnalazione di pericolo risale al 27 aprile del 2001, quando l’allora capo della polizia municipale, Sandro Renzi, aveva indicato il rischio al VII dipartimento Mobilità. Un avviso a cui altri ne sono seguiti, ma tutti sono rimasti lettera morta”.

Un tratto micidiale

Giorgia, Beatrice e Giacomo sono le ultime vittime di una lunga serie di incidenti su quel tratto dell’Olimpica, nonostante che nel tempo si siano susseguite petizioni, inchieste giornalistiche, denunce in Procura senza che un solo metro di guardrail venisse montato.

Guard-rail annunciato mesi fa, lo scorso febbraio, ma di cui ancora non si vede traccia. Stando a un progetto dell’Anas commissionato dal Campidoglio, pare che installarlo sia fattibile, a meno di un unico punto che richiederebbe lo spostamento del lampione esistente. Dovrebbe essere lungo circa 1,6 km e costare circa 2,5 milioni di euro. I lavori dovevano cominciare ad aprile di quest’anno ma a oggi non se ne ha ancora notizia.

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