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Nelle strade del XV si circolerà a 30 km/h

zona30
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Città 30 è un’idea che a Roma sta prendendo corpo anche se, in generale, un limite a 30 km/h sulle grandi direttrici viene considerato impraticabile mentre per l’Amministrazione capitolina attivarlo sulle strade secondarie sarebbe un obiettivo raggiungibile.

L’intenzione, come spiegato recentemente dal sindaco Roberto Gualtieri, è arrivare entro la fine del suo mandato al 70% delle strade romane con il limite a 30 all’ora. Intanto sta procedendo zona per zona. Dopo aver realizzato isole pedonali e/o ambientali con “Città a 30 Km/h” all’Aventino, a Casal Bertone, a Ostia Antica, a largo Millesimo, l’ultima Zona 30 è stata istituita a inizio febbraio in via Ratto delle Sabine, a Casal Monastero.

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E’ in questo scenario che nel Consiglio del Municipio XV è stata discussa e poi approvata l’introduzione del limite di 30 km/h nelle strade del territorio.

“Martedì 13 febbraio il Consiglio del Municipio XV ha chiesto di istituire progressivamente il limite di 30 km/h su tutte le strade locali e di quartiere del Municipio. E’ un progresso importante per la sicurezza stradale dei pedoni e di tutti gli utenti deboli della strada, per il quale siamo contenti di essere capofila a Roma: in caso di incidente, infatti, se il veicolo viaggia a 30km/h sopravvivono 9 pedoni su 10 mentre con l’attuale limite di velocità di 50 km/h le chance di sopravvivenza crollano al 15%”.

A dichiararlo è Giovanni Forti, consigliere di Sinistra Civica Ecologista del Municipio XV e presidente della commissione Mobilità commentando l’approvazione dell’Ordine del Giorno a sua firma (leggi qui per i dettagli)  che impegna la giunta del XV ad avviare il processo che porterà all’istituzione del limite di 30km/h sulle strade locali di Roma Nord.

“È un primo passo verso una visione urbana diversa, necessaria in una città auto-centrica e costantemente paralizzata dal traffico, dove solo nel 2023 abbiamo contato 193 morti in strada. La sfida è quella di rimettere al centro dell’attenzione il pedone e la mobilità dolce, che vogliamo incentivare rendendo gli spostamenti a piedi e in bicicletta sempre più sicuri”.

“Il documento approvato dal Consiglio del XV – sottolinea il consigliere – è in linea con il programma del Sindaco Gualtieri e ricalca una mozione presentata e già approvata in Campidoglio dai consiglieri capitolini di Sinistra Civica Ecologista Michela Cicculli e Alessandro Luparelli”.

“Sappiamo bene che le città a 30 km/h – sostengono gli ultimi due unendo le loro voci a quella di Forti – non piacciono al Ministro Salvini, che tanto ha criticato l’esperienza positiva di Bologna. Visto che quando Salvini è a Roma abita in questo Municipio, speriamo – concludono i tre esponenti politici – che avrà modo di cambiare idea, sperimentando lui stesso i vantaggi di una città in cui le macchine non corrono senza controllo”.

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59 COMMENTI

  1. Non va bene: ci saranno più incidenti, più colli di bottiglia ed in generale, visto che già non si cammina, esaurimenti nervosi assicurati. Quello che ci vuole è: strade illuminate, in buono stato, modo civile di guida (p.e. no U turn dove vietato), ciclisti e utenti monopattini che percorrano nel giusto senso di marcia. I 30km come dogma è insensato!

  2. Non stiamo al mare che tutti vanno in bicicletta la gente si muove x lavoro e non solo siamo già congestionati dal traffico così sarà un suicidio x la città invece di penalizzare chi si muove in macchina visto che è necessario xchè i mezzi pubblici non esistono sempre rotti,obsoleti e sporchi facciamo un po’ di educazione civica al pedone che quando attraversa anche sulle strisce si sente onnipotente, il codice della strada dice che il pedone anche in prossimità delle strisce si deve fermare e accertarsi che non passino macchine e attraversare in maniera veloce , iniziamo anche a loro a fare le multe e a tutti quelli che usano monopattini e biciclette in maniera impropria

    • Che vuol dire ci si muove per lavoro? Pioggia permettendo (ma in questo Roma mi aiuta non poco), io al lavoro ci vado in bicicletta e, giusto per inciso, abito vicino Ponte Milvio e il mio ufficio è all’EUR.

      • Innanzi tutto mi complimenti con Lei! Però si immagini quando avrà…95 anni e, credo, non potrà più andare in bicicletta…

  3. È tutta propaganda di sinistra il loro dogma è quello di avere sempre il coltello dalla parte del manico e voler comandare a tutti i costi x cercare nuove tasse a discapito degli italiani. Andate a lavorare in miniera.

  4. Egregi colleghi commentatori e commentatrici, mi spiace dirlo ma i vostri sono proprio soliloqui tipici dei romani col popò sempre incollato sulla “maghina”, oggetto di brame e amore confessato dal quale non si separerebbero mai neanche a pagamento. Non riuscite proprio a guardare oltre il vostro parabrezza ? Suvvia fate uno sforzo. E statevi bene.

  5. È un falso problema a cui poi seguiranno gli autovelox per fare cassa Basterebbe mettere in prossimità di scuole o simili i dossi della larghezza di un metro che facciano anche da strisce pedonali ed il gioco è fatto. Non serve manutenzione e costano molto, molto di meno. Invece no ….

  6. Il problema che pochi considerano è che, per paura di prendere l’ennesima multa, l’automobilista esasperato dall’ennesimo divieto non presti più attenzione alla strada ma sarà concentrato a : non rispondere al cellulare, allacciare la cintura di sicurezza, ricordare di cambiare le gomme invernali, fare la revisione, pagare il bollo, pagare la revisione, pagare l’assicurazione, non passare con il giallo, e guardare continuamente il tachimetro per non superare la fantasmagorica velocità di 30 km orari. Praticamente salire in auto è diventato un agonia. Gualtieri, anziché potenziare la viabilità pubblica, si accanisce sui poveri romani che, tra fascia verde, domeniche ecologiche, blocchi a sorpresa della viabilità e cantieri infiniti si concentra nel ridurre le carreggiate per consentire ai pedoni di intossicarsi all’aria aperta durante le splendide passeggiate a Casal monastero…

  7. Mi chiedo gli autobus di linea? Vanno anche loro a 30 ? In tutti i casi staranno in coda alle macchine che vanno a 30 .non riesco ad immaginare come funzioni aspetto tanto tempo l’autobus poi va a 30 all’ora facciamo prima ad andare a piedi. Andrà in deficit lAtac

  8. lo capisco a Via del Corso ma non su alcune strade sopratutto nel XV , trovo altresì ridicoli i 50km sull’olimpica. Aumenterà il traffico , nessuno rispetterà i limiti ed il comune si farà solo soldi a discapito dei cittadini come al solito. pensare prima a realizzare rotonde che rallentano e sono piu sicure mettono i guard rail nel 2024 .. sottopassaggi per auto e sopra pedonali come ovunque all’estero. rete metropolitana reale ed efficiente.. mentre ancora inutile la stazione di vigna clara con le sue poche corse..

  9. A mio avviso il Consiglio del XV Municipio, forse avendo tempo da impegnare, ha messo in discussione un argomento non perché strettamente necessario per risolvere i problemi di mobilità del Municipio, preferendo mettere in discussione e “cavalcare” l’ onda mediatica.
    Come tanti altri provvedimenti annunciati spero che anche questo rientri in quelli annunciati solo allo scopo di dimostrare di Esistere e Lavorare per Noi Cittadini.
    Sarei curioso di conoscere il numero di persone e il relativo impegno per elaborare, scrivere, presentare, discutere ed approvare questo provvedimento, per sapere quanto è costato alla collettività un provvedimento che dovrebbe essere già attivo nelle aree potenzialmente pericolose del Ns Municipio.
    Sono convinto che sarebbe stato logico adoperare le risorse umane ed economiche impegnate per suddetto provvedimento per adottare da subito, nelle aree notoriamente critiche del ns Municipio, il limiti di velocità con segnaletica verticale e dissuasori di velocità, come previsto dal ns codice della strada.
    Inoltre ritengo che il personale dei Vigili Urbani che saranno impegnati per il controllo dei limiti di velocità potrebbero effettuare maggiori controlli sull’uso improprio del cellulare mentre si è alla guida
    Queste sarebbero vera e tangibile efficienza e servizio per i Cittadini l’altra è puro populismo e annuncismo.

  10. Vorrei capire il senso di un’osservazione che sento da più parti: “per andare a 30 all’ora bisogna guardare continuamente il tachimetro”.Ma perché, andando a 50 all’ora non guardavate!!??

    • No.
      Ho fatto una prova personalmente sul Lungotevere lo scorso fine settimana.
      Auto ibrida.
      Andando piano, sfiorando l’acceleratore con piede leggerissimo e andatura rilassata è un attimo ritrovarsi a 38-40 km/h.
      Tenere i 26-28 km/h è una impresa.
      Oltre al fatto che a 36-38, fino a 40-44 km/h si va tranquilli con il motore elettrico, sotto i 30 km/h entra in continuazione il termico, con uno spreco enorme di carburante.
      Chi parla di limite a 30 km/h su tutto il territorio comunale evidentemente ha l’autista che guida al posto suo.

  11. Non è a Salvini che piace poco il provvedimento, ma alla maggioranza dei cittadini. Tutti, tranne quelli con il prosciutto sugli occhi, che non vedono che è partito l’ordine di batteria e le marionette nelle istituzioni eseguono per garantirsi lo stipendio. Non c’entra nulla la sicurezza, non c’entrano nulla i consumi, che per la benzina rimarrebbero invariati e per i diesel aumenterebbero. Devono toglierci l’auto senza darci l’alternativa. E piano piano restringeranno le nostre possibilità di spostamento, ledendo uno dei diritti fondamentali dell’uomo. Questi consiglieri devono solo vergognarsi per il loro comportamento da Kapò.

  12. Intanto apprendiamo che esistono “strade locali e di quartiere” nel Municipio XV. Sarebbe bello sapere quali esse siano… mi domando se chi propone il limite dei 30 km/h abbia mai provato a guidare davvero entro tale limite. Provatelo , poi ne riparliamo… Altra notizia è che ci si preoccupa di ridurre il danno da incidente (se ti investo a 30 km/h causo meno danni che a 50 km/h… ma dai, davvero?) ma non ci si preoccupa di diminuire gli incidenti: si continua a passare con il rosso, a non dare la precedenza (la rotatoria di piazza Giochi Delfici è un vero e proprio happening… ho visto gente immettersi nella rotatoria convinta di avere la precedenza perché “viene da destra”), si continua a lasciare la auto in doppia fila e ad avere comportamenti alla guida davvero pericolosi, a cominciare dall’uso del cellulare..

  13. I trenta chilometri all’ora non rappresentano solo un limite di velocità, ma un progetto e una nuova visione di città, insieme antica e moderna. Una città a misura di persona, più sicura e vivibile, più silenziosa e con più spazi pedonali e ciclabili.
    Una città 30 può essere però realizzata solo con interventi di moderazione del traffico (attraversamenti o pedane rialzate, arredo urbano, altre infrastrutture), perché non basta un cartello che in pochi rispetterebbero.
    Va poi chiarito che si parla di viabilità locale e che la viabilità principale rimarrebbe a 50 o 70.
    Roma è soffocata dal traffico, completamente dipendente dall’uso dell’auto e soprattutto nelle periferie non ha un trasporto pubblico adeguato. Una città 30 può sembrare dunque un’utopia (per molti una distopia ) o un’idea eccentrica per i problemi che ha questa città. Per me non è così. Mi piacerebbe che innanzitutto si cominciassero a trasformare concretamente le strade o i tratti di strada in cui ci sono le scuole in strade scolastiche, quindi a priorità pedonale e senza più auto in sosta sui marciapiedi. I bambini potrebbero così andare a scuola a piedi o comunque in sicurezza.
    Infine due annotazioni.
    La prima. In un impatto a 50 km/h 9 pedoni su 10 muoiono, a 30 km/h 1 su 10. Basterebbe questo, oltre a ricordare che a Roma e dintorni quasi ogni giorno muore una persona in uno scontro stradale, spesso a causa dell’alta velocità.
    La seconda. C’è un’urgenza che è quella dei morti sulle strade che richiedono, prima di ogni zona o città 30 che impiegherebbero anni per essere sperimentate e realizzate, interventi immediati: contrasto alla sosta selvaggia, controlli elettronici della velocità e messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali. I previsti interventi sui black points (due nel nostro municipio) sono solo una goccia nel mare dell’emergenza stradale a Roma. Iniziamo a progettare la città 30, ma intanto partiamo da qui perché siamo in grave e colpevole ritardo!

    • “In un impatto a 50 km/h 9 pedoni su 10 muoiono, a 30 km/h 1 su 10. Basterebbe questo, oltre a ricordare che a Roma e dintorni quasi ogni giorno muore una persona in uno scontro stradale, spesso a causa dell’alta velocità.”

      Un plauso!

        • Nessuna.
          Siamo a circa la metà di quel numero, sull’intero territorio della provincia, per lo più riguarda i conducenti, per lo più di notte e di queste per lo più il venerdì o il sabato notte, nella maggior parte dei casi a causa di distrazione (telefoni?),
          Si veda ad es.:
          https://www.istat.it/it/archivio/278141

          Non si riesce a trovare un dato che sia uno che faccia vedere il numero di morti in città in incidenti con auto tra i 30 e i 50 km/h. Il mantra però è che tra la velocità tra i 30 e i 50 è pericolosissima (mica i matti che vanno ben oltre il limite di 50, compiono manovre azzardate, passano con il rosso, ignorano gli stop, cambiano corsia o svoltano a sentimento senza frecce, …). Ergo 30 è LA soluzione. Magicamente tutto si risolve e arriviamo al rischio zero!

          Sulle tavole allegate (foglio Excel scaricabile sulla destra della pagina di cui sopra), specialmente nella tavola 14 c’è uno specchietto interessante. L’alta velocità sembrerebbe essere una causa “minore”.
          Poi, per carità, sembra intuitivo che più si va piano e minore è il rischio, ma a questo punto basterebbe stare tutti fermi e lo azzereremmo, no?
          (E qui verrebbe da ribattere come se a Roma, dove i nomi vengono troncati, salutassimo una persona di nome Arcangelo)

          L’unica cosa sensata che ci sarebbe da fare sarebbe avere dei dati reali, verificare che la velocità tra i 30 e i 50 è effettivamente causa della maggior parte degli incidenti o comunque una causa importante e solo allora agire limitando la velocità “standard”. L’impressione invece è che si proceda a colpi di “faqualcosismo” (“Muttley, fa qualcosa!”), così da dare l’impressione che si sia agito. Quando invece:
          * le cause reali rimangono lì (distrazione, strade dissestate, velocità oltre i limiti, …)
          * i controlli continuano a essere nulli o quasi
          * la condizione delle strade non migliora
          * la segnaletica è quella che è
          * le auto in doppia fila o comunque messe in modo da ostruire la visuale e che costringono a manovre pericolose conducenti e pedoni sono sempre lì
          * …
          e potremmo andare avanti a lungo.

          Indico un colpevole, metto un cartello con scritto 30, ho fatto qualcosa. Se poi non serve a niente è sempre colpa di qualcun altro.
          E se invece iniziassimo dal migliorare la condizione delle strade, eliminare la piaga della doppia fila a mazzate e facessimo rispettare DAVVERO il limite di 50 km/h con controlli capillari e continui? Dove è stato messo il tutor (Galleria Giovanni XXIII) sembrano tutti agnellini, anche quelli in sorpasso. Diventano tutti lupi feroci non appena escono però.

    • Vuole eliminare il traffico? Allora, niente ipocrisie. Divieto assoluto, tranne mezzi di soccorso, mezzi pubblici e pochissime eccezioni. Nessuna deroga, e assolutamente non a pagamento. Neanche il sindaco. Si potenziano (si decuplicano) i mezzi pubblici. E divieto per le auto elettriche, che sono pericolose.

  14. Speriamo che se ne vadano presto a casa questi incompetenti politici.
    Tanto le prossime elezioni le hanno perse in partenza con questi provvedimenti.

  15. Risposta a FB. “Un indicatore ordinale è un simbolo utilizzato come indice (o indicatore) d’ordine. A tutti gli effetti, è un operatore unario che trasforma un numero cardinale (scritto in cifre arabe) nel corrispondente aggettivo numerale ordinale.
    Mi sembra chiaro.

    • Se lei scrive XV°, come ha fatto sopra, questo è un errore da matita blu.
      I numeri romani sono sia cardinali che ordinali. Il ° applicato ai numeri romani è un errore grave.
      Come da lei giustamente evidenziato il simbolo ° si applica ai numeri arabi.
      Cordialità.

    • Mi sembra che, presi dall’entusiasmo della discussione, ci siamo dimenticati dello scopo (… o presunto tale…) del provvedimento: non tanto ridurre IL NUMERO degli incidenti quanto ridurne la GRAVITA’ DEGLI EFFETTI soprattutto i danni fisici alle persone.

      • Ma per farlo bisognerebbe prima fare una analisi costi-benefici, altrimenti qualsiasi valore è puramente arbitrario.
        30? E perché non 20 o anche 10? C’è chi lo ha proposto:

        https://www.today.it/attualita/limite-30-km-orari-10-velocita-bologna-bari.html

        Poi se poi si vuole il rischio zero si può sempre obbligare a rimanere legati al letto 7/24 (è una provocazione la mia).
        Così come sempre, a furia di puntare il rischio zero finiamo per rimanere immobili (il NIMBY all’ennesima potenza).

        Il punto non sono i 30 km/h, ma l’obiettivo che si vuole perseguire, partendo dai dati e come farlo (cartelli o controlli?). Quanti sono gli incidenti con morti e feriti tra i 30 e i 50 km/h? Quanti ne verrebbero evitati e a quale costo (consumi e inquinamento: paradossalmente andare a 25 km/h consuma di più che andare a 40 e molto di più che andare a 90 dove generalmente agisce la coppia massima e il consumo minimo. Inquinamento maggiore = aumento morti e costi sulla sanità)? Nessuno ha questo dato.
        Si parla sempre di causa = velocità. Entro il limite o oltre il limite? Non è dato sapere.
        Pensare di risolvere il problema con un cartello quando viene già ignorato quello dei 50 è utopia o malafede. Se invece parliamo di maggiori controlli, autovelox e tutor è un altro discorso (il già ricordato esempio della Galleria Giovanni XXIII, dove oggi mediamente vanno tutti MOLTO più piano dei 70, generalmente sui 50-55, quando prima ti passavano sopra se sulla corsia di destra “osavi” andare a 70).

        Si fa sempre l’esempio di Bologna. Ebbene a Bologna l’ultimo rilevamento (2022) parla di un solo pedone investito e ucciso (sul marciapiede):

        https://www.cittametropolitana.bo.it/statistica/Osservatorio_incidenti_stradali/Tavole_dati

        Questo è accaduto in zona 30, la guidatrice era ubriaca e drogata e stava andando sopra il limite.
        Ma il mantra è che la zona 30 salva vite, cosa che la zona 50 non fa.
        Sicuri che il beneficio superi i costi? Come sopra, attenzione al puntare al rischio zero (abbiamo già la patente a punti per chi non rispetta le regole, se almeno ci fossero i controlli).

  16. Il problema a Roma non si risolve imponendo nuove regole , basterebbe far rispettare quelle esistenti. Per le strade non ci sono controlli , anche guidare è diventata un’impresa. Solo per evitare tutti quelli che commettono infrazioni si rischia un incidente a ogni metro

    • Ma questo vale ovunque nel nostro bel Paese, non solo nel 15°: qualunque aggravamento di reato si cerca di risolverlo con nuove leggi o al massimo aggravando quelle esistenti. Oppure si adottano provvedimenti che si stenta a capire, per esempio quelli per Caivano o, similmente, a Tor Bellamonaca: si “riqualifica” il comune o il quartiere con opere che saranno ben presto abbandonate al degrado e delle quali non si comprende come possano ridurre la criminalità.

  17. Vittorio D.
    Qualsiasi decisione in merito alla velocita’ non risolvera’ il problema senza Autovelox, Vigili e multe piu’ alte. Quindi occorre innanzitutto attuare quanto sopra indicato. Il risultato e’ sicuro. Qualora si volesse ridurre la velocita’ si inizi con 40, perche’ scendere a 30 come primo intervento?

  18. Tanto poi in Italia chi ammazza correndo con l’automobile non va in galera: basta guardare le morti di Gaia e Camilla a Corso Francia o quella di Manuel a Casal Palocco!

    • A Casalpalocco l’incidente è avvenuto in una zona 30, residenziale, con incroci a raso e una fila sterminata di cancelli/garage (v. Street View, Via di Macchia Saponara). Il guidatore guidava da più di 24 ore, oltre i 120 km/h. Possibile non sia mai passata una pattuglia in 24 ore?
      A Corso Francia immediatamente dopo un semaforo, di notte con visibilità scarsa, dove il guidatore avrebbe dovuto rallentare e invece andava ben oltre il limite.
      In entrambi i casi avrebbe potuto esserci anche un cartello di zona 10, non avrebbe fatto alcuna differenza.

  19. Ma avete provato ad andare a 30km.? Innanzitutto se non ci sono i controlli adesso, il nuovo limite comunque non verrà rispettato e poi, se non saranno potenziate le corse dei mezzi pubblici, la vedo dura andare al lavoro. Ma non sarebbe più efficace effettuare controlli sul rispetto dei limiti e delle prescrizioni attuali?(l’uso dei cellulari è diventato un’abitudine, tanto non c’è nessuno che controlla!!)

  20. È tutto vero: mancanza di controlli, ecc. Sembra che passare un limite da 50 a 30 cambi poco. Però voglio aggiungere un dato: l’energia cinetica, cioè l’energia dovuta al movimento, che una macchina scarica su un ostacolo, è quasi 3 volte più grande a 50 km/h che a 30 km/h, e questo è un dato fisico. Questo farà pure una differenza nel caso di impatto su un pedone. Il discorso è che limiti o non limiti tutti noi dovremmo andare più piano (tutti noi, non solo “gli altri”)

    • Per quanto mi riguarda, la Sua spiegazione – lucida e concisa – è più che sufficiente a porre fine alla discussione sul limite dei 30 km/h, il cui scopo è essenzialmente di ridurre i danni agli utenti più deboli delle strada: pedoni, ciclisti, motociclisti ed utilizzatori di monopattini.
      Basta una semplice formula di fisica elementare!
      Buona serata

      • E allora portiamola a 10.
        Per non parlare dell’autostrada: a 130 l’energia cinetica (che cresce con il quadrato della velocità) è mostruosamente più alta che non a 10 km/h. Siccome è necessario ridurre il rischio al minimo in qualsiasi circostanza dovremmo portare il limite a 10 km/h anche lì.
        Anzi facciamo 0 così arriviamo al rischio zero, no?

        Quello da cui partire deve essere sempre una analisi costi-benefici, sapendo che il rischio zero non esiste in alcuna attività umana. Quale è il rischio che possiamo assumerci considerati i benefici che porta l’assunzione di quel rischio?
        I 30 km/h sono doverosi in prossimità di scuole, strade strette, attraversamenti pedonali e così via (con i controlli, altrimenti rimane solo un cartello, come visto nel caso di Casalpalocco). Non ci dovrebbe essere nemmeno bisogno di un cartello, dovrebbe essere sufficiente il buon senso che manca a troppi automobilisti per adattare la velocità alle situazioni della strada.
        Al di fuori di questi casi, su strade normali con buona visibilità, poche intersezioni, attraversamenti pedonali ben distanziati, il limite di 50 km/h non è un grosso problema (spazio di arresto circa 25 metri). Vanno combattute tutte le situazioni che impediscono una visibilità ottimale, come ad esempio la doppia fila, soprattutto in prossimità delle strisce pedonali, e le soste in prossimità degli incroci (chi si trova ad uscire da Via Ranuccio Farnese verso Via degli Orti della Farnesina

        https://www.google.com/maps/@41.9405838,12.4628942,3a,75y,350.43h,87.62t/data=!3m6!1e1!3m4!1sEprQd1wEWICl7uYVw5dVOg!2e0!7i16384!8i8192?entry=ttu

        può rendersi ben conto di cosa significhi, tra il cartello del benzinaio piazzato largo e le auto parcheggiate a impedire completamente la visibilità: ogni volta che uno passa di lì deve farsi il segno della croce perché non vede assolutamente nulla).

  21. Per Sua opportuna conoscenza: Venza ha scritto “maiuscolo”, visto che il “corsivo” è ben altra cosa.
    Matita blù? Buone cose.

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