Home CRONACA Corso Francia, Leonardo andava a non più di 60 all’ora

Corso Francia, Leonardo andava a non più di 60 all’ora

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Esposizione al sole

Corso Francia chiuso in direzione centro, traffico deviato, periti e consulenti impegnati a prendere misure e valutare ogni aspetto di quel tratto di strada. Fotogrammi di una mezz’ora, dalle 16 alle 16.30 di mercoledì 2 giugno, quando si è svolto un nuovo sopralluogo su quei cento metri dove nel pomeriggio dello scorso 7 aprile Leonardo Lamma è morto sul colpo dopo esser stato sbalzato dalla sua moto.

Presenti sia i consulenti della Procura di Roma che quelli della famiglia del ragazzo, una prima conclusione a cui sono giunti, riferisce il Corriere della Sera, è che Leonardo viaggiava una velocità fra i 50 e 60 km orari quando ha perso il controllo della moto. Una velocità niente affatto eccessiva.

Per i consulenti dei genitori di Leonardo la causa dell’incidente resta ancora il rattoppo largo quattro metri e lungo tre effettuato a copertura della voragine che si era aperta dieci giorni prima dell’incidente, rattoppo sul quale il giovane avrebbe sbandato perdendo il controllo della moto. A supporto della loro tesi ci sono le deposizioni di alcuni testimoni che avrebbero visto la moto saltare sul rattoppo che avrebbe fatto da trampolino.  Le indagini continuano, per avere il parere del consulente della Procura ora occorre attendere i primi giorni di agosto.

La voragine, il rattoppo, il ripristino

Larga 2 metri e profonda altrettanto, la voragine si era aperta nel primo pomeriggio di domenica 27 marzo, all’altezza del civico 159. Subito transennata dalla Polizia Locale, a intervenire furono i tecnici Acea per una prima videoispezione, supportati da quelli del Dipartimento capitolino Simu.

Appurato trattarsi della rottura di un allacciamento fognario privato, vista la criticità della situazione con la carreggiata di Corso Francia ridotta a una sola corsia, anche se il guasto non riguardava reti idriche è Acea a intervenire, facendo riparare il danno a una sua ditta esterna.

I lavori vengono svolti sotto il controllo del Dipartimento SIMU – Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana –  del Comune di Roma.  Dei 5500 chilometri della rete viaria urbana, circa 800 ricadono sotto la definizione “grande viabilità”; corrispondono a 599 strade che sono diretta competenza centrale, del SIMU appunto, sia per quanto riguarda la gestione che la manutenzione ordinaria e straordinaria e fra queste c’è appunto Corso Francia. . 

Tornando ai lavori, fra scavi, riparazione e fermo pioggia, ci vollero cinque giorni per richiudere la grossa buca e venerdì 1 aprile il cantiere viene rimosso e la corsia riaperta al traffico. Ma, a detta di automobilisti e testimoni locali, l’asfalto non sarebbe stato ripristinato a dovere. Una sorta di rattoppo è stato lasciato sulla strada al termine dei lavori, forse per la fretta di riaprire l’intera carreggiata alla circolazione visto il caos traffico che il restringimento aveva causato nei giorni precedenti.

Il rifacimento del manto stradale è stato poi effettuato nel corso della notte tra il 7 e l’8 aprile, dopo qualche ora dalla morte di Leo. Da capire se fosse un intervento già programmato o se sia stato deciso all’ultimo momento dopo l’incidente.

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