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Incidente mortale a Corso Francia, una tragedia in pochi secondi

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Abitava a Labaro ma tanti suoi amici frequentavano Ponte Milvio o abitavano nei pressi. Ed era proprio da loro che stava andando quando si è schiantato su quel maledetto asfalto di Corso Francia dove un centinaio di metri più avanti, nel dicembre del 2019,  altre due giovanissime vite, quelle di Gaia e Camilla, furono stroncate.

Leonardo Lamma, Leo per gli amici. Poco meno di vent’anni, iscritto al primo anno di Medicina al Sant’Andrea, appassionato di moto, giocatore di basket. Un bel ragazzo dal viso aperto. E’ morto in pochi secondi. Una tragedia che lascia attoniti ancora oggi, a distanza di ore dall’incidente.

Leo non c’è più, i suoi genitori sono distrutti dal dolore, i suoi amici, radunatisi poco dopo sul luogo dell’incidente, hanno versato tutte le lacrime che avevano. Lo hanno vegliato fino a tarda sera, guardando da lontano quel corpo sull’asfalto sul quale pietosamente era stata stesa una coperta termica dorata. Ammutoliti anche gli agenti della Polizia Locale, che pure sono avvezzi agli incidenti mortali.

Non si può morire così a vent’anni. Non si può morire mentre si va incontro alla vita, agli amici, forse a un amore in un pomeriggio di primavera.

Una morte assurda quella di Leo, con tanti testimoni ma ancora senza un perché. Testimoni che venivano dietro di lui e che hanno inchiodato per prestargli soccorso, lui riverso sull’asfalto mentre la sua moto, una enduro Ktm Duke, finiva la sua tragica corsa decine di metri più avanti.

Quando pochissimi minuti dopo sono arrivati i sanitari del 118 con due autoambulanze non c’era già più nulla da fare. Vani i tentativi di rianimazione, inutili purtroppo i massaggi cardiaci, Leo era spirato pochi secondi dopo l’impatto.

Ed è stato anche difficile dargli subito un nome. Leo era uscito di casa senza documenti e per rintracciare i familiari gli agenti sono dovuti partire dalla targa della moto. Ma intanto la notizia si era sparsa nella zona e quando si è saputo che la moto era una Ktm Duke chi lo stava aspettando a Ponte Milvio ha temuto il peggio e in tanti sono accorsi a Corso Francia.

Cosa sia accaduto è ancora tutto da capire. Esclusa l’ipotesi dell’impatto con un’auto, dalle prime ricostruzioni – le rilevazioni sulla strada sono durate fino a tarda sera di ieri – sembrerebbe che Leo abbia perso il controllo della moto rovinando a terra, perdendo il casco e andando a sbattere la testa contro il ciglio dello spartitraffico. Ignota ancora anche la causa; eccesso di velocità, una distrazione, un possibile malore, un dissesto del manto stradale.

Ad appurarlo saranno gli investigatori della Polizia Locale che probabilmente potranno avvalersi dei  filmati di alcune telecamere di sorveglianza puntate su quel tratto di strada.

E intanto Leo non c’è più e il suo nome va ad aggiungersi alle tante vittime della strada di questa nostra città che conta il tasso più alto di motorizzazione pro capite in Italia (923 veicoli fra auto, moto e scooter per 1000 abitanti di età compresa fra i 24 e gli 85 anni) e un numero elevato di vittime: sono state 104 le persone che hanno perso la vita nel 2021 sulle strade romane, una ogni tre giorni. Tante, troppe.

Claudio Cafasso

AGGIORNAMENTO di sabato 9 aprile: La Procura ipotizza l’omicidio stradale: leggi qui

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3 COMMENTI

  1. nessuno pensa che siano necessari degli interventi radicali promesso e mai ottenuti in decenni su corso francia ? rotonde , alberature, ponti pedonali ed il famoso sottopassaggio ? è uno stradone senza un albero e pericolosissimo. invivibile oramai.

  2. Alcuni mesi fa ho dovuto pagare una multa: l’autovelox mi aveva beccato su Corso Francia mentre andavo all’iperbolica velocità di 63 km/h, dove il limite è 50; pagati € 130 e passa + 3 punti patente. Irriferibili i mei commenti al momento in cui ho letto l’atto, però col tempo mi sono calmato, in effetti avevo commesso un’infrazione, ma a questo punto ritengo che su quello stradone quasi rettilineo andrebbero impianatati per ogni senso di marcia almeno 2 autovelox fissi o qualcosa di simile al sistema Tutor. Tutti sappiamo che, specie di sera, è normale vedere su Corso Francia auto che procedono a velocità attorno ai 100 km/h e nessuno ha dimenticato che su questa strada sono morte a fine 2019 due sedicenni a cui ora si è aggiunto quel povero ragazzo, anche se, da notizie di stampa, la causa dell’incidente potrebbe essere stata non la velocità, ma il manto stradale in cattive condizioni; è recentissima la notizia di altro incidente mortale su viale Tor di Quinto. Alcuni giorni fa, proprio di sera, di ritorno da una pizzeria, stavo attraversando Corso di Francia al semaforo pedonale altezza Conad e ho visto un automobilista passare velocemente col rosso in direzione centro, chi guidava evidentemente sapeva che le possibilità di una multa a quell’ora erano pari a 0.
    Fra motociclisti indisciplinati, guidatori di monopattino che non sono da meno, automobilisti a cui prude il piede sull’acceleratore, Roma sta diventando sempre più pericolosa per chi guida.
    A questo punto sarebbero auspicabili interventi decisi da parte del Comune, sperare che lo facciano non costa noriamente nulla, ma c’è da temere che arrivino solo promesse e fra il dire e il fare, recita il proverbio, c’è di mezzo il mare.

  3. In un altro mio post parlo della velocità come droga ma anche del come sia INUTILE in città. Sono d’accordo con Lei Egregio Signor Vanni: si è reso conto dei pericoli, dell’inutilità e dell’egoismo verso gli altri e verso se stessi. Buona giornata.

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