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Peste suina, in via Panattoni cassonetti con recinto anti cinghiali

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Dopo mesi di stop&go, sono finalmente ripartiti concretamente i lavori in via Panattoni per la realizzazione di quattro postazioni per la raccolta rifiuti in versione anti-cinghiali.

Nella tranquilla stradina a senso unico che congiunge la zona di via Cassia ‘Antica’ con il piccolo quartiere del Villaggio dei Cronisti, sulla Cassia, le prime opere erano state avviate nell’estate del 2021, con due mesi di divieti di sosta che avevano messo in non poca difficoltà i residenti. In cambio dei disagi, gli abitanti di via Panattoni sarebbero stati ben ripagati: stop ai cassonetti rovesciati dai cinghiali (lì ne abbondano, la strada confina con la Riserva Naturale dell’Insugherata), stop ai banchetti notturni con sacchetti lacerati e rifiuti sparsi sulla strada.

I lavori dovevano finire a ferragosto. In realtà, dopo aver rotto l’asfalto, posizionato in terra dei blocchetti di travertino e messe le transenne, gli addetti ai lavori erano spariti e tutto si era fermato. Mancanza di copertura finanziaria, s’è scoperto dopo.

Finalmente, lo scorso 22 aprile la ditta incaricata dall’amministrazione del XV Municipio ha ripreso i lavori per fermarsi purtroppo il giorno dopo per un problema di natura prima amministrativa e poi tecnica, risolto il quale oggi, lunedì 9 maggio, sono stati ripresi.

Ed è così che la prima postazione cassonetti anti-cinghiali è ora operativa. A seguire, sempre su via Panattoni, ne seguiranno altre tre.

Nel frattempo l’assessore all’Ambiente del Municipio XV, Marcello Ribera, fa sapere tramite VignaClaraBlog.it  di aver predisposto un doppio turno di AMA per il ritiro rifiuti sia in via Panattoni che in via dell’Acqua Traversa che essendo confinanti con l’Insugherata più risentono degli sconfinamenti dei cinghiali.

E sempre in ottica misure anti peste suina, nelle stesse strade è stato predisposto un costante spazzamento meccanizzato con lavaggio, visto che l’odore dei rifiuti è persistente e attira i cinghiali anche da lontano.

Queste misure, che arrivano dopo l’ordinanza regionale per contenere la diffusione della peste suina africana con la quale sono stati messi off limits circa 65 km quadri del quadrante nord di Roma, sono solo le prime prese nel Municipio XV che ora dovrà fare i conti con la chiusura di circa una ventina di accessi all’area della Riserva Naturale dell’Insugherata.

Sempre in tema di contenimento della peste suina, questa mattina, nel corso della trasmissione Buongiorno Regione del TGR Lazio in diretta da Largo Rosa Gattorno, dove è stata trovata la carcassa del primo cinghiale affetto da PSA, al microfono di Rossella Santilli il capo gabinetto della Regione Lazio, Andrea Napolitano, ha confermato l’ok della Pisana “agli abbattimenti selettivi” la cui necessità è stata anticipata dal sottosegretario alla Salute con delega all’emergenza PSA, Andrea Costa.

Subito dopo, Sabrina Alfonsi, assessora capitolina all’Ambiente, ha parlato di “intensificazione delle recinzioni, diversa raccolta dei rifiuti, recinzione dei cassonetti e, dove possibile, eliminazione degli stessi con sostituzione del ritiro porta a porta”.

In ogni caso il piano d’intervento del Campidoglio e di AMA dovrebbe essere discusso domani, martedì 10 maggio, in una riunione in assessorato.

Torquati: “Serve ripresa immediata e massiccia delle catture”

“Oggi sono stato raggiunto da decine di telefonate di giornalisti che volevano avere informazioni sulla questione della peste suina e dell’ordinanza della Regione Lazio. Come Amministrazione Municipale, anche al di là delle nostre competenze, in questi mesi abbiamo lavorato all’applicazione del Protocollo d’Intesa, anticipando di fatto quello che la stessa ordinanza chiede”.

E’ quanto dichiara Daniele Torquati, presidente del Municipio XV, spiegando di avere “una costante interfaccia con Ama per potenziare le attività di pulizia di zone sensibili come Via Panattoni, Via dell’Acqua Traversa, Via Azzarita, Via Frassineto, Via Labranca, Via Giulio Galli e Via Cortina D’Ampezzo, interventi che spesso hanno creato difficoltà di copertura in altre zone del Municipio”.

Ma non solo, dice dice anche che è stato “realizzato il censimento delle aree sia pubbliche che private per il posizionamento di nuove recinzioni” e che “l’unione di tali iniziative ha prodotto dei riscontri positivi ma queste azioni – conclude – non possono prescindere dalla ripresa immediata e massiccia delle catture, purtroppo rallentate proprio a causa dell’emergenza sanitaria”.

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7 COMMENTI

  1. Poco fa circa ore 17, in via Federico Mastrigli, un primo gruppo di 3 femmine con una quindicina di piccoli, dopo po’ hissimo un’altra femmina con un paio di piccoli… Siamo sicuri che basti recitare dei cassonetti per altro in una strada già fin troppo stretta. Non sarà il caso di fare qualcosa di più?

  2. Erica , complimenti per il fattivo esercizio di difesa d’ufficio , ottimo servizio stampa , inutile ma ottimo
    Dopo tutti questi “accadimenti” che si ripetono da mesi ( se non da anni ) , hanno partorito :
    Dopo quasi 1 anno , 1 postazione cassonetti , vedremo il tempo per le altre
    Predisposto un costante spazzamento meccanizzato con lavaggio , ancora non pervenuto
    Inutile chiusura di circa una ventina di accessi all’area della Riserva Naturale dell’Insugherata , eppoi il 21esimo , 22esimo …. ?
    Ritiro porta a porta, sono anni anni e anni , magari chiamate Bruno Vespa , chissà che non risolva visto l’argomento
    In questi mesi affermano di aver lavorato all’applicazione del Protocollo d’Intesa, anticipando di fatto quello che la stessa ordinanza chiede” , su cosa , come e con quali risultati ? visto che nulla è stato fatto di concreto?
    ripresa immediata e massiccia delle catture, purtroppo rallentate proprio a causa dell’emergenza sanitaria ; perché rallentate ? anzi l’emergenza avrebbe dovuto accelerare queste catture semmai fossero state effettuate ; ogni volta che si parla di questo si dice che le gabbie vengono distrutte da “animalisti” , se vero , mettete delle telecamere o meglio ancora delle tagliole.
    Il problema è che si debbono sbrigare e si debbono sbrigare con operazioni che abbiano un senso “immediato”
    Le gabbiette per i cassonetti non risolvono , andranno un po’ più in là , magari pure un po’ più incazzati
    I varchi sono impossibili da chiudere , se ne aprono altri e si sposta solo il problema
    Dopo le “aggressioni” a Villa Glori , Balduina e le tante altre che non vengono menzionate cosa si aspetta
    Abbattimenti
    Ma se si ciondola tra un ok della Pisana , una riunione con il campidoglio e ama , interfaccia con ama , un tavolo , due riunioni , sette incontri , due aperitivi , non se ne esce più
    VELOCI !

  3. Non comprendo come il ritiro “porta a porta” potrebbe risolvere il problema. Vorrei che qualcuno me lo dicesse. Ho degli amici che vivono ad Axa ed a Casal Palocco ove c’è la raccolta “porta a porta”. I singoli bidoni vengono lasciati fuori la sera, per essere prelevati la mattina successiva; a volte però si arriva al pomeriggio del giorno successivo, se non addirittura alla mattinata del secondo giorno (grazie AMA!). Mi sembra che,così, i cinghiali ne abbiano tempo.

  4. oggi , alle 18,00 spaccate si sono ripresentati e stavolta in numero , circa 6-7 adulti e 18-20 piccoli
    stavano grufolando divertiti sulle gabbiette installate e sul fastidio dello spazzamento disinfettante , mi hanno promesso un’intervista per domani
    vorrei mandare filmati “quotidiani” ma non so come fare ( ammesso che ce ne sia bisogno )

  5. Il popolo di Roma Nord dovrà essere grato in eterno al XV Municipio per questa opera che risolleverà i destini di Roma…in che consiste? Qualche piccolo pezzo di travertino fissato a terra con delle barre filettate e su cui sono state montate le grate prefabbricate…..qualche ore per montare il tutto.
    Perchè i cittadini hanno aspettato un anno per un lavoro di 4-5 ore? Forse il progetto ha richiesto il concorso di ingegneri, architetti, tecnici, biologi…..chi lo sa.
    E comunque come mai non è stata fatta una inaugurazione in pompa magna con Sindaco, Presidenti, Assessori, Consiglieri e compagnia cantando? Lo fanno sempre……..
    Mi sa però che la 1° postazione montata rimarrà tale perchè lo spazio per mettere le altre è occupato da fenomeni franosi in corso…….Bisognerà consultare ingegneri, architetti, tecnici e biologi.

  6. Tempo due o tre anni a Roma ci saranno più cinghiali che abitanti. La ragione si può facilmente capire se ci immedesimiamo nei cinghiali. Fuori del raccordo anulare è consentita (nei tempi prescritti) la caccia al cinghiale, dentro il raccordo i verdi impediscono anche le gabbiette di cattura. Inoltre , fuori del raccordo i cinghiali devono faticare e competere con altri animali per sfamarsi, dentro al raccordo è pieno di ristoranti gratuiti per cinghiali (vedi cassonetti) . Che fareste voi se foste un ungulato che fuori Roma prende schioppettate e lotta per mangiare , mentre a Roma la vita è un paradiso? Oltretutto questi animali possono partorire tre volte all’anno anche 12-15 cuccioli per volta. Senza predatori naturali , la maggioranza dei cuccioli arriverà a riprodursi e moltiplicare la specie in progressione geometrica . Meditate gente, meditate.
    Proposte? io ne ho una: ronde per scacciare gli animali e non farli avvicinare ai cassonetti. Non dico di abbatterli (anche se forse sarebbe la soluzione più semplice e rapida), ma almeno di spaventarli ed insegnargli ad avere paura dell’uomo, sperando che si ritirino in posti più tranquilli per loro, come è sempre stato in natura. Così sono solo animali che possono diventare aggressivi (per esempio in presenza dei loro cuccioli) e che non ci temono più. Aspettiamo il morto (umano) per intervenire?

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