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Peste suina, istituita zona rossa: 65 chilometri quadrati off limits

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Dopo il primo caso di peste suina a Roma, nella giornata di venerdì 6 maggio sono state scoperte, sempre nella Riserva Naturale dell’Insugherata, altre due carcasse di cinghiali sospette; sono in corso le analisi per accertare se il decesso sia dovuto alla PSA.

Sul posto è stato effettuato un sopralluogo dal commissario straordinario all’emergenza, Angelo Ferrari, con i componenti delle due task force istituite dalla Regione Lazio e dal Campidoglio al termine del quale è stato deciso di adottare immediati provvedimenti che sono stati recepiti nell’Ordinanza emessa oggi, sabato 7 maggio, dal presidente della Regione Nicola Zingaretti.

Fra le prime misure di regolamentazione vi è l’individuazione delle zone coinvolte. La prima, di 65 chilometri quadrati, di colore giallo nella piantina e definita “zona infetta provvisoria“, comprende un pezzo dell’Insugherata ed è delimitata a Nord-Nord Ovest dal Grande Raccordo Anulare; a Est-Sud Est dal Tevere; a Sud, dalla Circonvallazione Clodia, via Cipro, via di San Tommaso D’Acquino, via Arturo Labriola, via Simone Simoni, via Pietro De Cristofaro, via Baldo Degli Ubaldi e a Sud-Ovest da via Boccea.

La seconda, di colore rosa e definita “zona di attenzione“, coincide con tutto il territorio di competenza della ASL Roma 1 a  ovest del Tevere non compreso nella prima.

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Nella zona infetta provvisoria è vietato avvicinare, dare da mangiare e disturbare i cinghiali. E’ altresì vietato organizzare eventi, assembramenti, fare pic-nic all’aperto nelle aree agricole e naturali.

Gli “enti di gestione delle aree protette” in coordinamento con i Servizi veterinari territorialmente competenti dovranno da subito implementare una sorveglianza passiva rafforzata per evitare che cinghiali moribondi vadano in giro contagiandone altri, mentre l’ASL e l’Istituto Zooprofilattico dovranno provvedere alla gestione ed allo smaltimento di tutte le carcasse ritrovate e dei cinghiali moribondi secondo procedure di massima biosicurezza.

Al Comune di Roma spetta invece installare la segnaletica nelle zone coinvolte con indicazione dei divieti e mettere mettere in atto ogni forma utile di recinzione intorno ai cassonetti dei rifiuti, “al fine di inibirne l’accesso da parte dei cinghiali e ad ottimizzare altresì il posizionamento dei cassonetti”.

Infine, ai cittadini viene chiesto di segnalare al numero verde della Protezione Civile Regionale 803555, attivo H24, la presenza di carcasse o di cinghiali moribondi.

Nella “zona di attenzione”, gli Enti di gestione delle Aree naturali protette, in collaborazione con il Comune di Roma, la Città Metropolitana di Roma e le forze di polizia dovranno invece organizzare la ricerca attiva delle carcasse di suini selvatici a partire dai limiti nord della zona infetta nonché provvedere alla chiusura dei varchi di accesso alla stessa.

Ministero della Salute: “Selezione e abbattimento”

“La peste suina è un tema su cui mettiamo, anche in questo caso, la massima attenzione, in sintonia chiaramente con i territori che sono maggiormente coinvolti” ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, a SkyTG24 annunciando di aver dato la delega all’emergenza PSA al  sottosegretario Andrea Costa.

Quest’ultimo, intervenuto a Mi manda Rai Tre, ha così dichiarato: “I cinghiali hanno invaso le nostre città, i nostri parchi, i nostri quartieri. Credo sia il momento opportuno per pensare anche a un piano di selezione e di abbattimento importante, che riduca il numero e la presenza dei cinghiali. Credo e mi auguro che, al di là delle misure protettive, come recinzioni e quant’altro, si possa fare una riflessione per cogliere l’occasione di ridurre sensibilmente la popolazione dei cinghiali”.

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3 COMMENTI

  1. Il sottosegretario Costa dice: “I cinghiali hanno invaso le nostre città, i nostri parchi, i nostri quartieri. Credo sia il momento opportuno per pensare anche a un piano di selezione e di abbattimento importante che riduca il numero e la presenza di cinghiali”…….Miiiiiiiiii…….sono passati almeno 15 anni da quando è iniziato il problema e adesso è “IL MOMENTO OPPORTUNO”….e che ci voleva la peste suina per smuovere le acque?
    Per i rifiuti a Roma che dobbiamo aspettare che arrivi una epidemia di COLERA!!

  2. Hanno aspettato che scoppiasse questo bubbone! Ora vogliono recintare l’area infetta e i cassonetti (lo dice “il Messaggero”), i soliti interventi a disastro avvenuto nella migliore tradizione della politica italiana. Sarebbe bastato 15 ANNI FA impedire allevamenti e immissione in natura di cinghiali, corrette politiche di contenimento, pulizia scrupolosa almeno delle aree adiacenti a parchi e riserve…e cosa hanno fatto NIENTE!! Si sono rimpallati le RESPONSABILITA’ con una incoscienza incredibile mentre giorno dopo giorno il fenomeno assumeva proporzioni drammatiche.

  3. bah , diciamo che circa 15minuti fa sono transitati – come fanno ormai da settimane – un bel numero di cinghiali ( circa 4 adulti con 10-12 piccoli ). in leggero anticipo rispetto alle usuali 18,30;
    probabilmente hanno saputo che a breve (?) verranno installate le inutili e costose reti di protezione (?) , non ci credono ma mi hanno detto che non si sa mai …
    per fare prima ormai non salgono per tutta via panattoni ma transitano grugnendo per le scalette
    il culo ha finora voluto che nessuno transitasse per quel “corridoio” in quei momenti e tantomeno con un cane altrimenti non saprei come possa andare la questione
    starnazzato e strombazzato l’ennesimo allarme di zona rossa , peste suina , peste ti colga , è stata concessa l’autorizzazione per l’abbattimento dei civili che si anche solo avvicinino alle zone verdi , questo per consentire il libero passaggio e passeggio degli ungulati
    in che mani !!

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