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Cinghiali in libertà, a Roma Nord recinzioni a ridosso dei parchi

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Ottica Artigiana Carli

Dal Campidoglio si conferma quanto annunciato a inizio aprile. Niente catture, stop all’anestesia a distanza, di abbattimenti non se ne parla affatto. La  strategia capitolina per contenere il fenomeno dei cinghiali in libertà nelle strade e nelle piazze di Roma Nord si basa – ora è cosa certa – sulle recinzioni.

Recinzioni a ridosso delle aree verdi di Roma Nord, quelle dove gli ungulati vivono e da cui, negli ultimi anni, fuoriescono con assiduità alla ricerca di cibo facilmente reperibile nei pressi dei cassonetti o anche dentro, tanto ormai sono capaci anche a rovesciarli.

Eravamo consapevoli fin dall’inizio del mandato che il complesso problema della presenza dei cinghiali nelle aree verdi attorno alla città avrebbe richiesto tempo e che la primavera sarebbe stato il periodo più critico, poiché coincidente con la nascita delle cucciolate”, fa sapere in una nota Sabrina Alfonsi, assessora capitolina all’Ambiente spiegando che, proprio per questo motivo, “è stato attivato da mesi un Tavolo Tecnico coordinato dall’assessorato all’Agricoltura, Ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale al quale partecipano Città Metropolitana, Regione Lazio, ISPRA e Istituto Zooprofilattico, gli Enti parco e i Municipi che ha individuato nel contenimento attraverso speciali recinzioni la misura più efficace per evitare l’accesso degli ungulati nelle zone abitate”.

E mentre il Tavolo Tecnico studia soluzioni, i municipi lavorano. “Nel Municipio XIV – fa sapere Alfonsi – si è concluso un primo progetto pilota di mappatura. In ultimazione è quello del XV.”  Entrambi portano all’individuazione di tutti i varchi e dei corridoi che gli animali utilizzano e quindi delle aree più idonee per la costruzione di recinzioni di contenimento e di chiusura dei possibili accessi.

Inoltre – spiega l’assessora – le mappature sono molto utili per gli interventi mirati di AMA sulla pulizia delle postazioni dei cassonetti vicine alle zone di passaggio dei cinghiali e per il loro eventuale riposizionamento. Nel Municipio XV, in via Panattoni, sono cominciati i lavori per realizzare postazioni anti-cinghiale per la raccolta dei rifiuti e lo stesso si farà nel Parco Volusia a Grottarossa. Inoltre, lo scorso 13 aprile, in via Gattorno (XIV Municipio), è anche iniziato il posizionamento di speciali reti Keller installate in profondità nel terreno per bloccare gli scavi degli animali, e anche l’Ente RomaNatura ha individuato alcuni punti d’accesso sui quali iniziare i lavori”.

“La chiusura dei varchi consente di evitare misure che non siamo favorevoli ad adottare, a cominciare dagli interventi di teleanestesia, e di limitare le eventuali operazioni di cattura attraverso il posizionamento di gabbie per poter riportare gli ungulati nelle riserve. Infine, – conclude Sabrina Alfonsi – l’assessorato sta predisponendo una campagna di informazione per la cittadinanza sui comportamenti da adottare in caso di avvistamento di cinghiali, sulle modalità di segnalazione e sulle buone pratiche di prevenzione quali non abbandonare rifiuti o alimenti vicino ai cassonetti, non disturbarli, tenere a distanza i cani, lasciare sempre una via di fuga e non dare loro cibo, come peraltro vietato per legge”.

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4 COMMENTI

  1. Mi chiedo quale sia l’esperienza dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma Sabrina Alfonsi in fatto di cinghiali? Veramente pensa di chiudere “gli accessi” attraverso i quali i cinghiali arrivano al centro abitato? Stiamo parlando di MIGLIAIA di passaggi, sentieri, cunicoli nei rovi, fossi, sottopassi frequentati abitualmente dai cinghiali…..Cosa faranno in Via Panattoni metteranno uno sbarramento sul Fosso dell’Insugherata e su quello dell’Acqua Traversa?
    E poi vorrei chiedere all’Assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi (ma anche a tutti i “tecnici”): quand’anche reti e sbarramenti confineranno i cinghiali in aree verdi, parchi e riserve, cosa succederà? Perchè i prolifici cinghiali continueranno a riprodursi e dovranno pure mangiare qualcosa…. e secondo loro di che cosa si ciberanno?

  2. Non è vero che sono cominciati i lavori. C’è stato due giorni un bagno chimico, hanno chiuso i buchi che avevano fatto a luglio e se ne sono andati.

  3. un cinghialone che ieri transitava con prole in via Azzarita mi ha detto che morto un sentiero se ne fa un altro.
    della serie , operazione inutile
    oltre che costosa , un reticolato di 2mt x 1,70h costa circa 120€ + manodopera , alla fine x 100 inutili metri siamo a 15-18.00€ di spesa ! per qualche ( inutile ) chilometro ?
    e poi quegli spazi saranno accessibili a noi bipedi o dovremmo temere di fare passeggiate nel parco perchè minacciati da incazzati facoceri nostrani ?
    a parte che l’Ama dovrebbe fare sempre il suo lavoro , non meglio da una parte piuttosto che dall’altra ( attualmente fa il peggio sciatto in ogni dove )
    e poi i condomini e le abitazioni che confinano con il parco ( e non sono pochi ) dovrebbero munirsi anche loro ( ed a loro spese ) di queste recinzioni ( inutili ) ? altrimenti sarebbero assediati
    un po’ di coraggio con abbattimento selettivo e sterilizzazioni non è meglio ?
    inutile portarli altrove , non c’è zona d’Italia che non ne sia piena

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