Home ARTE E CULTURA È morto Fausto Cigliano, chitarrista raffinato, custode della melodia partenopea

È morto Fausto Cigliano, chitarrista raffinato, custode della melodia partenopea

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E’ morto Fausto Cigliano, il più classico degli interpreti napoletani. Aveva compiuto 85 anni tre giorni fa ed era ricoverato da qualche giorno al Policlinico Gemelli per un problema renale. Molto popolare dagli anni ’50 ai ’70, autore e chitarrista raffinato, è considerato un custode della melodia partenopea.

Cigliano viveva in un attico a Ponte Milvio dove andò ad abitare appena arrivato a Roma, negli anni cinquanta, e dove ha sempre vissuto. Adorava la zona, e non era difficile incontrarlo a passeggio in quello che considerava essere “un importante crocevia ma anche uno dei quartieri più belli della città”, come ebbe a dichiarare a VignaClaraBlog.it in un’intervista di alcuni anni fa.

Cresciuto artisticamente avendo come punto di riferimento Roberto Murolo, restano indimenticabili le sue interpretazioni di “Sarrà chi sa” e “E se domani”, “I’ te vurria vasà”, “’Na voce ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna”, quando le melodie partenopee regnavano in TV. Con la sua bella presenza e il tratto sempre signorile da giovane è stato anche attore in sette film fra i quali ‘Cerasella’ e ‘Guardia, ladro e cameriera’ di Steno.

Ha vinto un festival di Napoli negli anni d’oro, nel 1959, con ‘Sarà chi sa’ insieme a Teddy Reno. Quello stesso anno era stato anche a Sanremo dove sarebbe tornato altre due volte e nel 1964 avrebbe portato il brano ‘E se domani’, scritto da Giorgio Calabrese e Carlo Alberto Rossi. Lo cantò assieme a Gene Pitney ma andò male. Poco meno di due anni dopo, mentre Cigliano era al servizio militare, la casa discografica decise di farlo incidere a Mina e divenne il successo che è diventato.

Dal 1957 ha scritto e inciso tantissimo, quelli che allora erano i 78, 33 e 45 giri, spesso in coppia con il maestro Mario Gangi, con il quale ha condiviso per molti anni l’amore per la musica e per la chitarra. Sue le canzoni come “Napule mia”, “Ventata nova”, “Scena muta” e “Ossessione 70”, il brano “ufficiale” dei mondiali di calcio in Messico che anticipò di molto la moda degli inni “mundial” esplosa nel ’90 con Gianna Nannini. Nel brano ci sono tutti i nomi dei giocatori della nazionale italiana.

Il suo gran pregio è stato quello di aver portato il meglio della canzone partenopea oltre frontiera, tanto che nel 2015 il sindaco di Napoli lo ha premiato per i sessant’anni di carriera come «segno di profonda stima e ammirazione per il suo ruolo di ambasciatore della musica napoletana nel mondo».

Giulia Vincenzi

‘Na tazzulella ‘e café con Fausto Cigliano

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