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Cassia, ferita da pino crollato sulla sua auto. Indagati quattro funzionari capitolini  

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La tragedia si è sfiorata 5 anni fa, quando in un primo pomeriggio di settembre e dopo un weekend di intenso maltempo, mentre è alla guida della sua macchina sulla Cassia, M.L. viene centrata in pieno da un pino gigante, crollato sul parabrezza della sua auto.

Oggi, per quell’incidente sono indagati quattro dipendenti comunali con l’accusa di lesioni stradali.

Una decisione presa dal Procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal Pubblico Ministero Valentina Margio che hanno messo sotto inchiesta un responsabile e tre tecnici dell’Ufficio Sistema arboreo Cittadino del Comune di Roma, che si occupa appunto del monitoraggio e della manutenzione del verde urbano.

I fatti

Erano le 15 del 12 settembre 2017, quando all’incrocio tra Via Cassia Nuova e Via Pareto, poco distante da Corso Francia, un enorme pino marittimo crolla improvvisamente sulla strada travolgendo due auto e coinvolgendo due persone, un uomo e una donna, che vengono immediatamente soccorse e trasportate d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Pietro, poco distante da lì.

L’uomo, in codice giallo, se la cava con un forte colpo alla schiena, mentre la donna arriva al nosocomio in codice rosso e sotto choc, con un trauma cranico e diverse ferite tra cui una mano ferita, che resterà lesionata per sempre, e il naso fratturato.

Il giorno dopo viene avviata un’ispezione su tutti gli alberi lungo tutta Via Cassia fino a Ponte Milvio, per escludere che le forti piogge dei giorni precedenti non abbiano peggiorato le condizioni dei tanti pini che insistono in quella zona, e infatti subito dopo si rende necessario l’abbattimento di altri alberi altrettanto lesionati. L’esito della verifica è tronchi logori, compreso quello crollato sull’auto della donna.

Agli indagati oggi viene contestata quindi una carenza nelle mansioni previste dai loro uffici, non sarebbe cioè stata considerata la pericolosità di quell’albero e non sarebbe stato effettuato un controllo sui fusti a rischio caduta.

Oltre al censimento delle alberature cittadine infatti, tra i compiti previsti dall’Ufficio del Campidoglio, ci sarebbero anche l’aggiornamento sulle operazioni di potatura, l’abbattimento e la messa a dimora. Ai tecnici inoltre spetta anche il coordinamento delle attività di manutenzione e monitoraggio.

Tutte mansioni che in cinque anni di indagini avrebbe convinto la Procura a chiudere la vicenda con l’accusa mossa ai quattro funzionari capitolini che rischiano di finire sotto processo. Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per produrre documenti a difesa che possano evitare il rinvio a giudizio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Galvanica Bruni

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5 COMMENTI

  1. nessuno pensa mai su come vengono tenuti i pini romani domestici ( i pini marittimi sono diversi) , come per esempio c’è un pino romano domestico all’inizio del ponte flaminio venendo dai Parioli, sta per cascare da un anno almeno, e nessuno fa nulla. Aspettiamo che uccida qualcuno ?
    La maggior parte dei pini ammazzati anche nell’ultimo anno erano sani. basta parlare con un agronomo. Sulla Flaminia Nuova non ne rimane quasi nessuno , due malati davanti alla stazione di <Vigna Clara , potati male.. moriranno entro 2 anni, un esperto lo vede. Non hanno spazio gli viene buttato il cemento bollente addosso. potati male. Nessuna Piantumazione sebbene tante promesse.. il servizio giardini è come se non esistesse.. e se la prendono tutti sempre e solo con i pini.. quanta ignoranza ahimè. Nuove Piantumazioni, o rimarremo senza alberi.

      • quando hanno riasfaltato rifacendo anche i marciapiedi hanno buttato il cemento o asfalto sopra i pini per di più lo mettono anche intorno al tronco senza lasciare respirare minimamente la pianta e non considerando che è viva! guarda caso..pochi mesi dopo sono morti quasi tutti i pini e crollati gli altri…via cassia nuova e via flaminia nuova.. ma se volete vi dico anche quelli che cadranno come quello sul ponte flaminio. non ci vuole un genio basta essere osservatori e conoscere un minimo le piante . le conifere manifestano problemi gravi minimo per 2 anni prima di morire o cadere (tranne per calamità o eventi avversi ovviamente) . il resto sono chiacchiere e speculazioni.. per non parlare dei mozzoni che lasciano per decenni senza ripiantumare. solo a Roma ho visto questa cosa ed ho girato il mondo.
        Erano previste piantumazioni su via flaminia nuova via cassia nuova ed all’interno dei giardini di vigna clara in via antonio de viti de marco. qualcuno ha visto piantare alberi? fondi stanziati.

  2. Cemento bollente…asfalto deformato dalle radici dei pini “secchi”..pini che muoiono per i vuoti d’aria…strane teorie insieme al mantra “stanno uccidendo tutti gli alberi”! Non esiste esperto che non dica che i pini a Roma non vanno bene…eppure niente. Roba da rimpiangere Leosc….

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