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ilPARIOLI, sipario aperto con “La Mafia” di don Sturzo

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Radiomedical Roma

Spetta a Maurizio Costanzo, in video, il compito di salutare il pubblico del nuovo teatro Parioli, che dopo un lungo periodo di chiusura è tornato finalmente a proporre uno spettacolo.

Qui ho passato trent’anni della mia vita, questo luogo per me è come un santuario,” – ricorda il giornalista romano – “all’uscita dal teatro, la sera del 14 maggio 1993, la mafia tentò di ammazzarmi, ma fallì perché la macchina sulla quale viaggiavo, insieme a Maria De Filippi e al mio cane, era diversa dal solito e chi doveva premere il bottone, lo fece qualche secondo troppo tardi”.

Il riferimento di Costanzo a Cosa Nostra non è casuale. Questa sera, mercoledì 15 dicembre, debutta “La Mafia”, dramma in cinque atti di Luigi Sturzo, uno spettacolo inserito nella sezione “Altri Percorsi”, che dal prossimo anno si affiancherà stabilmente alla stagione ufficiale, il cui inizio è fissato per il 26 dicembre con “Mistero Buffo” (scopri qui il cartellone).

Ridotta, adattata e diretta da Piero Maccarinelli, che de ilPARIOLI ha preso in mano la direzione artistica, la rappresentazione vede sul palco dieci giovani allievi dell’Accademia Nazionale “Silvio D’Amico” di Roma e del Teatro “La Pergola” di Firenze.

Nei quasi novanta minuti di rappresentazione (senza intervallo), al cospetto di una sala gremita e attenta, gli attori sono alle prese con un testo che, seppur depurato dai barocchismi linguistici di fine ottocento, è arduo, impegnativo e complesso.

In esso c’è tutto ciò che occorre sapere per tracciare un identikit della mafia e dei suoi rapporti con la politica e le istituzioni: la corruzione, il clientelismo, l’abuso del denaro e del potere pubblici, la legge inesorabile per cui, se ti servi della mafia, sarà poi essa a servirsi di te, la constatazione del fatto che l’organizzazione criminale, lungi dall’essere un fenomeno locale, è radicata nelle prefetture e nei tribunali ed è già arrivata a Roma, nei gabinetti e negli uffici ministeriali.

Tutto questo Sturzo lo diceva più di centoventi anni fa. Anzi, lo disse una volta solamente, al principio del 1900, in un teatrino di Caltagirone, prima che il suo dramma in cinque atti, basato sul primo delitto eccellente della mafia, venisse condannato dalla congiura del silenzio a un lunghissimo oblio, al quale la caparbia di Maccarinelli e dell’Istituto Luigi Sturzo l’hanno finalmente sottratto.

Ecco perché la performance di questi giovani dieci attori, stasera, è ancora più ardua e impegnativa. Non è solo la complessità del testo a metterli a dura prova, ma è anche e soprattutto la sua importanza e la sua attualità. E loro, la prova, la superano meritando l’attenzione e gli applausi del pubblico.

Save the date

La Mafia, dramma in cinque atti di Luigi Sturzo è in scena al Teatro ilPARIOLI (via Giosuè Borsi, 20) fino a domenica 19 dicembre. Il biglietto – che costa 15 euro – può essere acquistato on line e al botteghino del teatro.

riduzione e adattamento: Piero Maccarinelli

con (in ordine di apparizione) Lorenzo Guadalupi (Avv. Giulio Racconigi), Athos Leonardi (Barone D’Acquasanta), Iacopo Nestori (Avv. Fedeli), Luca Pedron (On. di San Baronio), Sebastiano Spada (Cav. Enrico Ambrosetti), Filippo Lai (Comm. Roberto Palica), Diego Giangrasso (Cav. Serimondi), Adriano Exacoustos (Cav. Andrea Tarbi), Paride Cicirello (Accarano), Francesco Grossi (Maggiordomo)

scene Gianluca Amodio; costumi Laura Giannisi; musiche Antonio Di Pofi; luci Javier Delle Monache; aiuto regia Danilo Capezzani; foto Tommaso Le Pera.

Giovanni Berti

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