Home CRONACA Cimitero Flaminio, crematorio in crisi. Non c’è più posto

Cimitero Flaminio, crematorio in crisi. Non c’è più posto

cimitero flaminio reparto crematorio
Galvanica Bruni

Stop all’invio delle bare al cimitero Flaminio: raggiunto il numero massimo di posti disponibili per salme in attesa di cremazione. Scoppia di nuovo il caos all’interno dell’area cimiteriale di Prima Porta, a pochi giorni dall’iscrizione al registro degli indagati dei dirigenti Ama per lo stato di degrado e l’inefficienza dei servizi.

“Nelle camere mortuarie dei cimiteri Flaminio e Verano si è raggiunto il numero massimo di salme ospitabili”. Inizia così la nota inviata lunedì 12 aprile dall’Ispettorato Flaminio alle varie agenzie di pompe funebri di Roma con le disposizioni da applicare dal giorno successivo.

Da martedì 13 aprile non è più possibile portare al cimitero Flaminio salme che debbano essere cremate. La decisione dell’Ispettorato si è concretizzata in seguito agli avvenimenti delle ultime settimane, in particolare “l’accettazione superiore ai 68 posti disponibili la scorsa settimana (accettazione di 100 salme per cremazione) e dell’ulteriore arrivo di oltre 80 salme per cremazione al momento”.

I tempi di questo stop e dell’attesa necessaria a che venga creata un ulteriore disponibilità non sono noti, ma nella mail viene sottolineato che “Sarà comunque sempre consentito presentare domanda di cremazione, con destinazione impianti diversi dal crematorio Flaminio, con conferimento delle salme direttamente presso l’impianto scelto”.

Le promesse di Ama

In seguito alla diffusione della nota alle agenzie funebri, Ama ha pubblicato un comunicato stampa in cui spiega che le problematiche sono dovute all’emergenza sanitaria da Covid-19. Infatti, “da ottobre 2020 a marzo 2021 sono stati registrati 4.763 decessi in più rispetto agli analoghi mesi del biennio 2019/2020 (+30%). Il delta di incremento è confermato anche dai primi 8 giorni di aprile, con 79 defunti in più rispetto all’anno scorso”. Un incremento notevole, ma che era già emerso durante Commissione Ambiente di Roma Capitale del 20 gennaio 2021.

La municipalizzata vuole rassicurare che le operazioni necessarie sono in corso, infatti “ha avviato già da inizio gennaio un piano operativo teso a liberare attraverso interventi mirati fino a 100 ulteriori posti a settimana presso il cimitero Flaminio – Prima Porta”.

“Scusa mamma, non ti posso tumulare”

“Scusa mamma se non riesco ancora a farti tumulare. Oberdan”.  Questo è il grido di dolore e denuncia di Oberdan Zuccaroli, che per farsi ascoltare ha riportato su numerosi manifesti e cartelloni led distribuiti per le strade di Roma.

La mamma di Oberdan, Ernesta Magri, è morta lo scorso 8 marzo a 85 anni per un infarto; la zia novantenne, invece, è morta di vecchiata il 9 gennaio. Lui non ha potuto salutarle per l’ultima volta a causa delle restrizioni per la pandemia, né oggi può portare dei fiori alle loro sepolture, perché i corpi di entrambe si ancora trovano nei depositi del cimitero Flaminio.

Oberdan è portavoce di un problema grave che coinvolge tantissimi romani e che ormai dura da troppo tempo. Nei mesi scorsi, infatti, era già apparsa chiara la situazione di indignitoso caos e degrado che vige oggi nel cimitero, con più di duemila le salme in attesa in 10 container, i tempi per la cremazione che oscillano tra i 30 e 40 i giorni e i depositi sotto sequestro.

Un quadro che ha portato ad aprire un’inchiesta attualmente in corso e in cui al momento sono indagati i dirigenti Ama. Lo stop all’invio delle salme al cimitero Flaminio rappresenta l’ennesima goccia di un vaso che straborda.

Lo stop forse solo temporaneo

Stando al lancio odierno di alcune agenzie, il Cimitero Flaminio potrebbe accettare nuovamente salme per la cremazione dal prossimo lunedì. In tal senso va vista la decisione adottata nella tarda serata di ieri di accettarne cinquanta da oggi stesso.

Ma le agenzie di onoranze funebri sono scettiche e sul piede di guerra: a quanto si apprende questa mattina pare che stiano pensando a una manifestazione plateale contro le inefficienze, i disservizi e l’eccesso di burocrazia di Ama da tenersi nelle prossime 48 ore con un corteo funebre che dovrebbe arrivare ai piedi del Campidoglio.

Giulia Vincenzi

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