Home CRONACA Quarto Peperino, quel ponte tanto discusso su via Salk

Quarto Peperino, quel ponte tanto discusso su via Salk

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Galvanica Bruni

Furono  giorni di fuoco e di caos traffico quelli fra fine maggio e inizio giugno 2019 quando, con le scuole ancora aperte, la Direzione Tecnica del Municipio XV autorizzò l’occupazione temporanea del suolo pubblico in via Salk – all’altezza della rotatoria di Via Quarto Peperino – per consentire all’omonimo Consorzio di realizzare un ponte ciclopedonale per congiungere due tratti di pista ciclabile.

La viabilità in zona Labaro Grottarossa ebbe a risentirne all’inverosimile, con centinaia di auto fin dalle 7 di ogni mattina in fila col motore in folle o quando andava bene con la prima ingranata a fare un metro dopo l’altro.

I lavori finirono dopo qualche giorno e il ponte in legno cominciò a far mostra di se sovrastando via Salk. Peccato che fu subito chiuso al transito. Era giugno 2019. Ad aprile 2021, trascorsi quasi due anni, il ponte non è ancora transitabile.

Per mettere i puntini sulle ì, occorre dire che è stato costruito dal “Consorzio Quarto Peperino” (soggetto che ha lo scopo di realizzare opere di urbanizzazione nell’area compresa tra Flaminia e via di Grottarossa) e che serve a congiungere due tratti di ciclabile, di cui la prima di circa 700 metri battezzata alla nascita – avvenuta nel 2015 – “la ciclabile più assurda di Roma” poiché nasceva e finiva nel nulla e che ora dovrebbe far parte di un più ampio circuito che arriva sulla Flaminia passando per il Monte delle Grotte, dove un tratto di ciclabile è stato realizzato nel 2020, e per il Castello di Tor Crescenza.

Occorre anche dire che i costi per il ponte sono stati sostenuti dal Consorzio nell’ambito degli oneri edificatori dovuti al Campidoglio per poter realizzare l’intera urbanizzazione. In pratica, un privato anziché pagare in denaro la concessione edilizia, la paga in opere pubbliche e servizi. Un metodo che fila se poi l’opera pubblica diventa tale, ma che non suona più bene se l’opera rimane privata e non utilizzabile dalla collettività.

A quanto abbiamo appreso il ponte in argomento, per poter essere fruibile, deve essere preso in carico dal Comune ma ciò, dopo due anni, non è ancora avvenuto.
E’ vero? E se sì, perché? Cosa osta? Perchè a Roma burocrazia fa sempre rima con lentocrazia?

Risponde Simonelli

Domande che abbiamo posto al presidente del Municipio XV Stefano Simonelli che, mentre la polemica sul ponte si trascina sui social, così ci risponde.

“Provo a sintetizzare in maniera esaustiva così da spiegare alcuni passaggi che, dalle affermazioni, delle volte alquanto fantasiose emerse sui social, sembrano non essere chiari o non conosciuti. Il ponte ciclopedonale posato a metà 2019 è un’opera a scomputo di urbanizzazione secondaria prevista all’interno della Convenzione Urbanistica Grottarossa G3, risalente al 2005.

Le Convenzioni Urbanistiche, con le relative opere a scomputo di urbanizzazione primaria e secondaria, sono stipulate tra un Soggetto privato e il Comune di Roma, nella figura del Dipartimento Urbanistica (PAU), nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti.

Alcune convenzioni, come quella in argomento, prevedono la realizzazione delle predette opere da parte del soggetto privato, il relativo collaudo, la presa in possesso da parte dell’ufficio pubblico competente, con manutenzione, ordinaria e straordinaria, in carico al Soggetto privato per 2 anni, passati i quali l’opera viene presa in carico manutentivo dall’ufficio pubblico competente.

Nel caso specifico, per il ponte ciclopedonale dev’essere ancora concluso l’iter di collaudo. Di fatto manca l’emissione, da parte del Dipartimento PAU, della Determina Dirigenziale di approvazione del collaudo (ad oggi al vaglio della Ragioneria di Roma Capitale).

Appena sarà emessa la suddetta D.D. partiranno i due anni di manutenzione, ordinaria e straordinaria, in carico al Soggetto privato e il Dipartimento PAU convocherà un sopralluogo con il Soggetto privato, il Dipartimento Patrimonio e il Dipartimento S.I.M.U. (nelle cui competenze rientrano sia la manutenzione delle piste ciclabili che dei ponti) per l’immissione in possesso dell’opera. Sottoscritto il verbale di immissione in possesso, l’opera può essere resa fruibile ai cittadini”.

E i tempi? gli chiediamo. “Spero prima dell’estate, ma non dipendono certo dal Municipio” conclude Simonelli.

Claudio Cafasso

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10 COMMENTI

  1. Come sempre un servizio puntuale da parte di Vignaclarablog.
    Come sempre la sconfortante conferma di una amministrazione capitolina che ha raggiunto livelli di inefficienza imparagonabili con altre capitali.
    Come sempre il solito scaricabarile.

  2. Certamente non dipende da lui. Come l’uscita di Grottarossa sul Raccordo, come la rotatoria sul pericoloso incrocio tra Cassia e Via Cortina d’Ampezzo. Eppure se avesse assunto iniziative forti quelle questioni sarebbero state risolte. Governare con il “non mi compete” è da politici molto scarsi

  3. Fantastico…una nota piena zeppa di precisazioni e note tecniche che manderà in brodo di giuggiole i residenti del XV Municipio soprattutto con quella che è la sua conclusione: “Non dipende dal Municipio”.
    Ma che ci stanno a fare questi municipi dal momento che non hanno competenze, responsabilità, fondi, mezzi, risorse….possibile che si debbano spendere i soldi del contribuente per mantenere in piedi i “parlamentini” dove i rappresentanti dei partiti rimangono in attesa del gande passo….comune o regione?! Aboliteli! Sarebbero soldi risparmiati da destinare a disabili, bisognosi, senza tetto…

    • veramente inutili i municipi malgrado l’idea ispiratrice fosse stata molto valida. Ma la solita struttura ingessata ha impedito di dare la necessaria autonomia affinché i municipi potessero risolveri problemi locali più rapidamente, saltando un certo numero di inutili passaggi burocratici. C’è ancora molto da lottare

  4. “Nel caso specifico, per il ponte ciclopedonale dev’essere ancora concluso l’iter di collaudo. Di fatto manca l’emissione, da parte del Dipartimento PAU, della Determina Dirigenziale di approvazione del collaudo (ad oggi al vaglio della Ragioneria di Roma Capitale)”
    DURA LEX SED LEX!

  5. Siamo veramente stufi di questa situazione….scuse pluerili perché qualcuno non ha fatto i compiti più semplici. Aprite il dannato ponte e perché no anche il parco con i simpatici cipressini sul tratto tra la rotatoria Conad ed il ponte…. Prima che i cinghiali buttino tutto all’aria! E ancora perché no…. Mettete in siicurezza e completate il tratto di strada di fronte al Centro Euclide sotto alle grotte crollate.
    Facilitiamo il turismo ciclabile e la libertà circolazione dei pedoni!!

  6. Soltanto un contributo al dibattito visto che Fabio ha detto che il ponte è già percorribile.
    La situazione del ponte potrebbe restare anche così, la manutenzione potrebbe essere effettuata ogni tanto dagli amici del Consorzio ed il Consorzio potrebbe anche chiudere e scomparire così in assenza di una regolarizzazione sarà impossibile individuare responsabilità di sorta.
    Al Consorzio non interessa avere una buona reputazione ed essere coinvolto in altri progetti futuri.
    Al Consorzio non interessa la buona reputazione delle ditte di manutenzione.
    Al Consorzio non interessa niente ormai ha ottenuto quello che voleva, come tutti.
    Comunque l’attività del Comune andrà avanti lo stesso con i suoi interlocutori, nello specifico le ditte di manutenzione, il Ponte Salk seguirà il suo destino e se qualora in abbandono diverrà una minaccia per la comunità, verrà inibito o sarà rimosso a scapito della reputazione del Consorzio Quarto Peperino che sono persone aventi un nome ed un cognome.
    A chi conviene rispettare gli accordi così come da contratto, sottoscritti e controfirmati?
    Al Comune? O al Politico? O all’Amministratore Pubblico regolarmente eletto?
    Con tanti strumenti anticrisi e risorse personali converrebbe fare ammenda se non è ancora troppo tardi.

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