Home AMBIENTE Via Quarto Peperino, una bella ciclabile e una brutta discarica

Via Quarto Peperino, una bella ciclabile e una brutta discarica

Dopo aver descritto la nuova pista ciclabile in via di realizzazione in Via Flaminia, a Monte delle Grotte, questa volta ci occupiamo della pista di Via di Quarto Peperino; anche qui sono in corso i lavori di sistemazione.

In passato ce ne siamo occupati più volte chiedendoci fin dal 2012 a cosa servisse quel breve tratto di ciclabile che non portava da nessuna parte; passati gli anni questa opera di compensazione realizzata dal Consorzio Quarto Peperino (lo stesso di Monte delle Grotte) sembra avviarsi a conclusione.

La ciclabile che si origina da Via di Grottarossa corre lungo Via di Quarto Peperino, scavalca Via Salk  grazie alla realizzazione recente di un ponte in legno e raggiunge la collina dove sorge il comprensorio Pini di Roma per poi tornare indietro.

Non si tratta di un percorso molto lungo ma la ciclabile, inizialmente in asfalto, ora ha il fondo nel tipico colore ocra delle ciclabili “serie” con la prescritta segnaletica orizzontale bianca; e poi attraversa un territorio straordinario con paesaggi veramente belli.

Da questo percorso è possibile spaziare lo sguardo molto in profondità e a giro d’orizzonte; siamo in un territorio di grande pregio inserito nel tessuto urbano miracolosamente scampato (per ora) alla cementificazione.

Certo le ciclabili di Quarto Peperino e di Monte delle Grotte, per quanto nuove, belle e con eccezionali paesaggi, se non verranno messe in collegamento hanno in realtà, a causa del loro modesto sviluppo, poco senso.

Osservando la zona dall’alto grazie a Google-maps si intravede quello che potrebbe essere il collegamento “naturale” attraverso Via di Valle Vescovo; in questo modo si metterebbe in collegamento Via di Grottarossa con la Via Flaminia e la lunga ciclabile che corre lungo il Tevere sino a Labaro. Se poi si riuscisse, attraverso le campagne della Crescenza  a creare anche un collegamento con Via dei Due Ponti si avrebbe una delle più belle piste ciclabili d’Italia.

Dal momento che il “lupo perde il pelo ma non il vizio” mentre godevamo del panorama che si osserva dalla ciclabile, inevitabilmente abbiamo scovato l’ennesima grande discarica proprio su Via Salk.

Grazie ad un varco nelle lunga siepe (ora però c’è un cancello a sbarrare l’accesso) sono stati sversati cumuli di materiali di ogni tipo anche se in prevalenza si tratta di scarti edili.

Insieme a vecchi mobili e vecchie moquette anche dozzine di sgangherate serrande e tanti calcinacci; poco più avanti anche un cumulo di mobili e divani seminascosto dalla vegetazione.

La pratica di abbandonare rifiuti ingombranti e scarti di lavorazioni non sembra affatto cessare e continua a provocare danni gravissimi al territorio anche perche ci troviamo probabilmente su di un terreno privato e rimuovere quei  rifiuti non sarà assolutamente facile.

Francesco Gargaglia

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