Home CRONACA Quando il divieto di sosta è fino “a fine lavori”

Quando il divieto di sosta è fino “a fine lavori”

L'esempio di oggi è in via Orti della Farnesina ma quanto narrato accade un po' ovunque nella capitale

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Divieto di sosta dal giorno X a fine lavori. Quante volte vi siete trovati improvvisamente d fronte a questo foglietto volante spillato al nastro bianco-rosso, foglietto che vi obbliga a cercare posto per l’auto lontano da casa?

Non c’è azienda di servizi, dall’Acea all’Italgas, che non adotti questa segnaletica. Oggi, per esempio, è presente in via Orti della Farnesina nel tratto compreso fra il civico 90 e il 129 dove non si potrebbe parcheggiare dal 27 ottobre a “fine lavori” pena la rimozione dell’auto.

Una segnaletica regolare? A ben vedere parrebbe di no per due fattori.

Il primo è che il termine “a fine lavori” ha tutta l’aria di essere un escamotage adottato da chi esegue i lavori per guadagnare giorni rispetto alla scadenza imposta dall’ente appaltante. Tale dicitura lascia infatti alla discrezione della ditta decidere il termine dell’intervento quando invece quest’ultimo è stato stabilito dal committente con apposito atto scritto e pubblico.

Il secondo fattore è la non esposizione di una copia della DD (Determinazione Dirigenziale) con la quale è stata adottata la modifica provvisoria alla disciplina del traffico, esposizione dovuta soprattutto nel caso in cui sia prevista la rimozione dell’auto in presunto divieto di sosta. I cittadini hanno tutto il diritto di sapere con certezza di quali lavori si tratti, da quando a quando non possono parcheggiare e se è vero che rischiano la rimozione.

Noi l’abbiamo cercata e trovata questa DD, è la numero VU/625/2020 del 16 ottobre del 2020. E abbiamo scoperto che questi lavori dal civico 90 al 129 di via Orti della Farnesina sono a cura Italgas e che dovevano iniziare il 19 ottobre e finire (salvo proroga che però non è stata pubblicata) il 27 dello stesso mese. Sì, il 27, lo stesso giorno in cui, stando ai foglietti, i lavori prenderanno invece il via.

Ma non è tutto, perché la DD dice che “il Direttore dei Lavori è responsabile dell’apposizione della segnaletica mobile nei tratti di strada interessati dai lavori, che dovrà essere conforme alle norme vigenti in materia ed in particolare a quanto disposto dal Decreto Ministeriale 10/07/2002“. Ebbene, tale Decreto nella sezione dedicata alla segnaletica provvisoria non prevede l’uso di foglietti volanti.

Ma c’è dell’altro. Il Decreto a sua volta fa riferimento al Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada. Regolamento il cui articolo 30 specifica che i segnali temporanei devono indicare, oltre ad altri dati, “gli estremi dell’ordinanza e inizio e termine previsto dei lavori“.

Questa disposizione si applica a “ogni cantiere di durata superiore ai sette giorni lavorativi” e quindi, visto che nella DD presa come esempio il divieto di sosta va dal 19 al 27 ottobre, cioè per otto giorni, ecco che la dicitura “a fine lavori” e l’assenza degli estremi della determinazione rendono questi foglietti del tutto contestabili.

Qualcuno potrebbe dire che la “fine lavori” potrebbe avvenire anche nel giro di un paio di giorni, ma qualcun altro potrebbe replicare che con una scritta del genere i lavori potrebbero durare anche più di sette giorni.
Ecco quindi che, norma o non norma ma se non altro per serietà e correttezza, la ditta dovrebbe comunque informare i cittadini, è un loro diritto. Diritto che il committente dei lavori, come organo di governo di prossimità, dovrebbe tutelare.

Claudio Cafasso

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