Home CRONACA Stazione Vigna Clara, collaudo dopo collaudo s’avvicina la riapertura

Stazione Vigna Clara, collaudo dopo collaudo s’avvicina la riapertura

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Continuano i collaudi e le prove tecniche sulla linea Vigna Clara – Ostiense, prove necessarie all’elaborazione di un documento di VIA (Valutazione impatto ambientale) propedeutico ad ottenere tutti gli ok necessari alla messa in esercizio della tratta con contestuale riapertura e attivazione della stazione Vigna Clara.

Un servizio del TGR Lazio di lunedì 17 febbraio ne dà conferma.

Iniziati martedì 4 febbraio, i collaudi servono a misurare anche la rumorosità e le vibrazioni in galleria e quelle eventualmente percepibili in cinque edifici del quartiere e vengono svolti con un treno che viaggia a 90 km/h e zavorrato per simulare la presenza di passeggeri. Già una trentina i viaggi effettuati nel tratto di 7,4 chilometri che congiunge la Stazione Vigna Clara con quella di Valle Aurelia.

I dati raccolti dalle diverse centraline verranno consolidati, elaborati e presentati entro marzo, sotto forma di VIA (Valutazione Impatto Ambientale), alla Regione Lazio che dovrà dare il suo ok in 90-120 giorni. Subito dopo, prima dell’estate, il fascicolo completo sulla riattivazione dovrà essere presentato all’ASNF (Associazione Nazionale Sicurezza Ferroviaria) per un parere vincolante e definitivo.

Si arriva così a dicembre 2020, mese in cui la linea potrebbe finalmente essere riattivata. Il tutto è stato documentato oggi, lunedì 17 febbraio, in un servizio esclusivo del TGR Lazio realizzato dalla giornalista Rossella Santilli a bordo del treno utilizzato per i collaudi.

15 COMMENTI

  1. Evviva !! Il treno è silenzioso, grazie a Rossella Santilli per dar voce ai residenti del quartiere, ai pendolari, ed in generale a tutti contribuenti che sono stati per troppo tempo privati del mezzo pubblico. Meno auto per tutti nel 2021 !

  2. SI STA ASPETTANDO troppo tempo per migliorare il trasporto pubblico troppo tempo perso anni e anni di disinteresse . SERVE LA CURA DRL FERRO COME IL PANE. ORA BISOGNEREBBE TRASFORMARE LA FERROVIA ROMA NORD IN UNA VERA METROPOLITANA. FACENDO UNA DIRAMAZIONE DELLA LINEA A IN A1 DAL FLAMINIO FINO A SAXA RUBRA. GRAZIE

  3. Brava Rossella, sei tutti noi, le immagini parlano da sole, una linea perfetta costruita con le migliori tecnologie da un’Azienda che è una eccellenza del nostro Paese.
    Pare che le prove siano state effettuate a 90 km/h, e se si dimostrerà che non producono vibrazioni, forse riusciremo a risparmiare quei 4 – 5 minuti in più che si perderebbero andando a 50 km/h.

  4. Beh, visto che si è confermato che i collaudi aggiuntivi rispetto a quello originali erano inutili, adesso il TAR dovrebbe far pagare ai ricorrenti i costi di questi ultimi collaudi.

  5. dal 1990… sono passati 30 anni e della cura del ferro promessa allora è rimasto solo il fantomatico nome di “Anello ferroviario”… per i giovani chissà cosa significherà. Io lo ricordo bene ed ho studiato a fondo. Il prolungamento dalla Stazione Vigna Clara alla stazione Tor di Quinto del treno Flaminio Viterbo (Ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo) sarebbero poche centinaia di metri di linea ferrata da stendere sopra sfasci e altri capannoni selvaggi. Su google si vede chiaramente che il percorso è già tracciato. Stessa storia il percorso che con un ulteriore sforzo consentirebbe di chiudere l’anello ferroviario intercettando a ponte salario la linea fiumicino-tiburtina-nomentana-orte (FR1). Se qualcuno si fosse mai chiesto cos’è il cavalcavia che taglia la salaria subito dopo lo svincolo per prati fiscali… scoprirà che è di proprietà delle ferrovie dello stato. Con GoogleMaps si vede chiaramente il percorso nelle intenzioni di chi progettava 40 anni fa l’anello ferroviario: dalla stazione di Vigna Clara, proseguite dritti dalla fine dei binari tenendovi a sud di via tuscia, scavalcando Tor Di Quinto vicino alla stazione omonima, proseguendo intorno al campo di equitazione in parallelo con l’elegante Via Camposampiero. La linea per Flaminio devia a sud scavalcando il tevere verso l’acqua cetosa. Ma si vede chiaramente il tracciato immaginario tagliare il tevere poco più a nord, terreno incredibilmente libero da capannoni, girare intorno agli stabilimenti della zecca, attraversare la salaria sul già menzionato cavalcavia fino ad intercettare le linee FS della FR1…. Ecco fatto l’anello ferroviario! Chissà… nel 2050????

  6. Per quale motivo è stata soppressa la stazione Pineto/Farneto, se in precedenza era stata usata, quindi considerata buona ?

    • Perché la galleria ha larghezza sufficiente a un binario e una banchina oppure due binari senza banchina. I progetti molto ambiziosi e le succulente potenzialità della chiusura dell’anello ferroviario fanno volgere al doppio binario e Farneto non tornerà (a meno di altri cambiamenti sostanziali)

  7. Ma se non sbaglio , questa non era la stazione inaugurata ma mai usata perchè dopo si sono accorti che l’altezza del “tunnel” era inferiore a quella delle motrici usualmente in funzione ?
    come cura del ferro , saprei bene che articolo usare sulla testa dei nostri amministratori , tutti

    • No è stata usata e come al tempo dei mondiali, a farneto sono usciti tutti quelli che andavano allo stadio e poi i treni andavano a fermarsi vuoti a vigna clara aspettando la fine delle partite per ripartire.

  8. Gentili Signori,
    ancora vanno di moda le favole di 4 anni fa che a qualcuno conviene ritirare fuori.
    Prima di tutto Pineto era una fermata provvisoria che serviva a collegare la citta’ di Roma con il nord del Lazio tramite i pulmann che sostituivano il treno durante la costruzione della nuova Roma Viterbo.
    Pineto non sara’ mai ne una stazione ne una fermata dato che gli abitanti di Balduina hanno due fermate a disposizione: Balduina ed Appiano. Forse per un vostro gusto sadico devono scendere a piedi un chilometro per prendere un treno.
    Seconda questione: la galleria Cassia Monte Maro non e’ mai stata ne troppo stretta ne troppp bassa.
    Semplicemente le Ferrovie hanno voluto rifarla per adeguarla alle nuove norme.
    Ma forse anche questo da fastidio ai nostri carissimi e meravigliosi ricorrenti.
    Stefano Testi
    Vicepresidente Comitati Un Anello per Roma e Mobilita’ Sostenibile Quadrante nord Ovest
    Dirigente Movimento per la BBT

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