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A Tor di Quinto ‘Modelli si nasce’: progetto per ragazzi autistici

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Domenica 15 dicembre, a Tor di Quinto, la presentazione del calendario 2020 e della mostra della Onlus “Modelli si nasce”, con gli scatti della fotografa Tiziana Luxardo.

Il progetto, unico in Italia, è dedicato ai ragazzi autistici per aiutarli ad acquisire autonomia e stima di sé. Ma non solo: vuole essere anche un’opportunità formativa per lavorare nel mondo della moda e dello spettacolo. 

Sarà a firma della nota fotografa Tiziana Luxardo il calendario 2020 della Onlus “Modelli si nasce”, che vede coinvolti 14 ragazzi autistici in veste di fotomodelli. Il calendario verrà presentato domenica 15 dicembre, dalle 18 alle 21, al Circolo Acem in via Fornaci di Tor di Quinto. In parallelo, verrà anche inaugurata la mostra delle foto scattate da Tiziana Luxardo durante la preparazione del calendario.

L’iniziativa è legata al progettoFaccio il fotomodello”, ideato dalla Onlus “Modelli si nasce” fondata da un gruppo di genitori di ragazzi autistici, che passando molto tempo insieme nelle sale di attesa durante le terapie dei propri figli, hanno avuto modo di condividere sorrisi, sogni, preoccupazioni e aspettative. Da qui, l’idea di dar vita ad un progetto, oggi unico in Italia, partito con la prima esperienza pilota di “Faccio il fotomodello”.

Nella maggior parte dei casi quando si pensa ad un futuro occupazionale per soggetti autistici maggiorenni, soprattutto se a basso funzionamento, si delineano poche opzioni che prevalentemente riguardano il giardinaggio/coltivazione/allevamento e cura degli animali, la cucina, l’ospitalità alberghiera nella forma più semplice, hobby artistici. La maggior parte quindi delle terapie occupazionali esistenti mirano a questi obiettivi. L’idea generativa  di questo progetto invece è stata diversa, all’inizio è sembrata un po’ bizzarra poi invece approfondendola si è rivelata sempre più concreta e realizzabile.

Abbiamo rilevato in un anno e mezzo ormai di attività che i ragazzi rispondono positivamente – spiega Silvia Cento presidente della Onlus -. Acquisiscono consapevolezza di sé, migliora l’autonomia nel vestirsi e nel relazionarsi con gli altri, davanti alla macchina fotografica aumenta in modo evidente l’autostima – e conclude-. La mostra è una tappa del progetto, che sigla anche la collaborazione tra la nostra associazione e la fotografa Tiziana Luxardo, con lei, nei nostri obiettivi futuri, c’è l’idea di creare una vera e propria scuola per ragazzi autistici, per dare loro l’opportunità di lavorare nel mondo della moda, dello spettacolo e della pubblicità”.

Spesso i soggetti autistici vengono considerati distaccati, con pochi sentimenti, sembrano vivere in un altro mondo, chiusi in una torre d’avorio. Questa distanza è reale? Lo spirito dell’iniziativa di domenica 15 dicembre, alla quale tutti sono invitati a partecipare, è sintetizzabile in queste poche parole che campeggiano sulla pagina facebook di “Modelli si nasce”: “Sono nato autistico…o forse no, chissà. Ciò di cui si è certi è che sono un modello… un modello di vita. Diverso dal vostro modello di vita? Probabile, ma sempre un modello sono”.

“Faccio il Fotomodello”: il percorso

Il punto fondamentale del progetto “Faccio il fotomodello” è preparare i ragazzi ad un inserimento occupazionale di tipo diverso rispetto a quelli sperimentati fino ad oggi.

Da qui la nascita del primo percorso operativo: attivare, con l’assistenza di professionisti specializzati in interventi basati sull’evidenza scientifica per soggetti autistici, un percorso che li abitui a stare davanti ad una macchina fotografica e/o telecamera e perché no, permettere ad alcuni di loro di intraprendere una carriera da fotomodello. 

Per il primo progetto, gli psicologi individuano le competenze necessarie a svolgere l’attività di “fotomodello”, e di conseguenza progettano per ogni ragazzo un piano per il raggiungimento di tale obiettivo. Gli psicologi sono coadiuvati da esperti nel campo della moda, spettacolo, pubblicità, i quali dovranno trasferire loro le conoscenze per progettare al meglio il piano.

Una volta acquisito il know-how e trasformata dagli psicologi l’idea in progetto terapeutico, i ragazzi aiutati dai terapisti devono raggiungere, con tempi adeguati ad ognuno di loro, le competenze necessarie per conseguire il primo obiettivo: “Stare davanti ad una macchina fotografica come un fotomodello”.

Per fare questo vengono attivati differenti percorsi concentrati prevalentemente sulle autonomie, vestirsi e svestirsi, avere cura della propria igiene in maniera del tutto indipendente, andare dal parrucchiere, dall’estetista, dal dentista, lavorare su coordinamento e postura fisici, ecc. Rispettando i tempi di ognuno, a conclusione del primo percorso, si realizza un book fotografico per ogni ragazzo che potrà quindi essere valutato da aziende private per eventuali impegni pubblicitari.

VignaClaraBlog.it

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