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Ponte Milvio, sgombero bidonville via Flaminia: parlano le Istituzioni

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Voglio ringraziare tutti per l’enorme lavoro svolto nella giornata di ien’attività importante fatta in maniera coesa e coordinata contro l’abusivismo edilizio”

È con queste parole che Stefano Simonelli, Presidente del XV Municipio, ha aperto la conferenza stampa convocata giovedì 12 settembre nell’Aula Consigliare “Isabella Foglietta” della sede di Via Flaminia 872 , per illustrare nel dettaglio le operazioni di sgombero che per tutta la giornata di mercoledì 11 hanno interessato la bidonville di via Castelnuovo di Porto, una traversa di via Flaminia, nel cuore di Ponte Milvio.

Un grande lavoro di squadra ma…

 “Siamo davvero soddisfatti di essere riusciti a raggiungere questo grande obiettivo; non ci sono stati problemi di ordine pubblico né grossi malumori tra le persone sfollate. Una cosa però la voglio dire: è davvero un peccato che molto spesso invece di dare risalto al lavoro di squadra che questa amministrazione svolge con impegno e serietà, si tenda a centralizzare il successo, facendo un cattivo uso della notizia. Sarebbe giusto che i meriti di operazioni così complesse fossero giustamente ed equamente riconosciuti” ha sostenuto Simonelli che, senza fare nomi e cognomi, ha voluto però palesemente tirare le orecchie allo staff dell’Amministrazione capitolina per come ha gestito la comunicazione della notizia sullo sgombero.

A raccontare le attività che hanno interessato la bidonville sorta circa un ventennio fa in quella che poi è diventata una delle zone più frequentate dalla movida romana, è stata l’Assessore alle politiche Sociali del XV Municipio, Paola Chiovelli che, dopo un ringraziamento alla Polizia Locale di Roma Capitale, alla Polizia di Stato e a tutti gli operatori del servizio di assistenza alloggiativa del Comune di Roma che sono intervenuti nelle operazioni di sgombero, ha chiarito che quanto avvenuto a Ponte Milvio è anche il frutto del grande lavoro fatto per lo sgombero dell’ex Camping River avvenuto nel luglio del 2018.

 “Nel 2016-2017 siamo partiti proprio da lì, con l’obiettivo di recuperare aree urbane occupate abusivamente. Oltre allo sgombero dell’ex Camping River abbiamo iniziato ad acquisire tutta la documentazione e gli atti che riguardavano l’area di Via Castelnuovo di Porto, che, seppur nel cuore di Ponte Milvio, in pochi conoscevano. Ci tengo a ringraziare anche il nostro Ufficio che segue le attività con i minori. Nelle operazioni di ieri c’è stato un grande lavoro anche degli assistenti sociali, per la ricognizione dei nuclei familiari e per offrire il giusto sostegno sociale agli sfollati”.

Le operazioni di sgombero

Tra le persone, in tutto una quarantina per lo più di nazionalità filippina, che all’alba di mercoledì 11 sono state coinvolte nello sgombero, ci sono infatti anche quattro minori, di cui tre in età scolare, e una neonata di pochi mesi.

Come ha spiegato Paola Chiovelli, al momento dello sgombero nessuna famiglia ha accettato l’assistenza dei servizi sociali e tutti si sono allontanati spontaneamente.

“Probabilmente soltanto la famiglia con la neonata alla fine accetterà il sostegno sociale, ma al momento anche questo nucleo, composto da mamma, papà, figlia e nipotina non ha fatto alcuna richiesta. Da una prima ricognizione fatta sembrerebbe che tutti i nuclei familiari presenti nella bidonville sono titolari di altri situazioni abitative o con un contratto di lavoro.” ha concluso l’Assessore alle politiche Sociali passando la parola a Ernesto dello Vicario, Direttore Tecnico del XV Municipio.

Demolizione e smaltimento rifiuti

Terminato lo sgombero e il recupero degli effetti personali, procederemo con la demolizione delle strutture. Nei prossimi giorni sarà necessario effettuare un ulteriore censimento dell’area perché ci siamo accorti che ci sono delle superfici non individuate attraverso una prima attività aerea. Dopo l’iniziale demolizione dei primi abitati è apparso evidente infatti che ci sono delle aree ancora da censire. Il lavoro richiederà diverse settimane perché c’è molto materiale da smaltire e una grande quantità di rifiuti da rimuovere”.

Le operazioni, che hanno preso il via a partire dalla mezzanotte dell’11 settembre, e che hanno visto operare il personale della Polizia Locale di Roma Capitale e della Polizia di Stato, supportato dagli operatori del servizio di assistenza alloggiativa del Comune di Roma, seguiti da carroattrezzi e pulmini, sono proseguite dall’alba e per tutta la mattinata di mercoledì e si sono concluse con l’installazione di un cancello a chiusura di tutta l’area con accesso dal civico 36 di Via di Castelnuovo di Porto.

“È stata una grande operazione, ringrazio tutti per aver lavorato senza sosta per tutta la notte e la mattinata di mercoledì. Dal termine delle operazioni e per tutti prossimi giorni fino a che non si procederà alla demolizione dei fabbricati, ci sarà un presidio H24 da parte della Polizia Locale supportata dalla Polizia di Stato. Oltre che da Via di Castelnuovo di Porto si accede all’accampamento abusivo anche da Corso di Francia, per cui anche in quel punto ci sarà un attento monitoraggio” – ha proseguito il Comandante del XV Gruppo della Polizia Locale, Ugo Esposito, chiarendo che “Le persone che sono state allontanate dalla bidonville potranno nei prossimi giorni andare a ritirare direttamente e personalmente i propri effetti personali, dopo di che si provvederà alla rimozione d’Ufficio.”

Dopo la bidonville, area verde o parcheggio?

Dopo i ringraziamenti da parte del Vice Capo di Gabinetto della sindaca Raggi, Marco Cardilli, che accogliendo la lamentela del Presidente Simonelli ha esortato tutti al lavoro di squadra auspicando una sempre maggiore collaborazione tra le Istituzioni, a chiudere l’incontro con la stampa è stato proprio il padrone di casa annunciando che l’obiettivo di questa amministrazione è quello di avviare progetti che non siano a fondo perduto.
“Vogliamo intraprendere progetti per cui si veda un inizio ma anche una fine, stiamo facendo una ricognizione che parte dal 2011 per riprendere in mano questioni lasciate in sospeso già a partire dai primi atti. In questi contesti di degrado, la colpa andrebbe ricercata anche in chi per vent’anni ha permesso tutto questo. Per noi diventa necessario mitigare il mal costume, vorremmo non trovarci a dover intervenire in situazioni come queste, radicate da decenni”.

E sull’ipotesi area verde o parcheggio che potrebbe nascere nell’area sgomberata, Simonelli ha risposto prontamente che se ne sta valutando la possibile destinazione urbanistica che, pur non avendo una grossa superficie, si trova comunque in punto strategico del XV Municipio.

Ludovica Panzerotto

VignaClaraBlog.it

1 commento

  1. Si potrebbe indire un piccolo referendum tra i residenti del XV: parcheggio o area verde. In Svizzera si fanno per quesiti simili a questo.

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