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Malborghetto, uno spiraglio nella vicenda arsenico nell’acqua

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A distanza di cinque anni dal primo divieto di uso dell’acqua potabile a causa dei preoccupanti livelli di arsenico – divieto tutt’ora in vigore – uno spiraglio di luce nella vicenda fa ben sperare gli abitanti di Malborghetto, sulla Flaminia, che avevamo perso ogni illusione di poter bere ed usare l’acqua dei loro rubinetti.

La Giunta capitolina ha finalmente approvato un progetto definitivo sugli interventi di risanamento degli acquedotti Arsial di Malborghetto, XV Municipio, e Monte Oliviero e Piansaccoccia, nel XIV.

La delibera di Giunta – informa una nota del Campidoglio – è stata necessaria per la determinazione dell’interesse pubblico e per procedere agli espropri dei terreni dove saranno realizzati gli interventi di risanamento degli acquedotti. I lavori saranno eseguiti da Acea Ato2, sotto la supervisione del Dipartimento Simu, e avranno una durata stimata di 365 giorni a decorrere dalle fasi preliminari e propedeutiche all’intervento. Il costo del lavoro è di 1,7 milioni di euro.

Con la delibera approvata – afferma la sindaca Virginia Raggi – mettiamo un ulteriore e decisivo tassello per la risoluzione di un problema molto sentito dagli abitanti di quel quadrante. L’acqua potabile è un bene primario e come tale deve essere garantito a tutti i cittadini. Vigileremo – conclude la Sindaca – affinché siano rispettati i tempi di realizzazione di questa opera di primario interesse per la città”.

Il percorso per arrivare a questa approvazione in Giunta è stato lungo. Basti pensare  che l’ultima proroga al divieto d’uso dell’acqua – quella di gennaio 2019 – arrivava dopo mesi di lavori ma anche di stop&go causati da divergenze di vedute fra Acea e Arsial e di riunioni convocate con le due parti che vedevano ora l’una ora l’altra non presentarsi.

A raccontarlo, a luglio 2018, fu il presidente del Municipio XV Stefano Simonelli che in comunicato rendeva noto di aver coinvolto ufficialmente l’Assessore capitolino alle Infrastrutture nel tentativo di riuscire a mettere intorno ad un tavolo i vertici di Arsial e Acea Ato2.

Proprio per Malborghetto persistevano infatti complessi problemi legati all’attuazione delle procedure di esproprio di alcuni terreni sui quali sarebbe dovuto passare il nuovo acquedotto. Ciò indusse il Campidoglio a prorogare il divieto di utilizzo dell’acqua ad uso umano per la quinta volta, fino al 31 dicembre 2019.

Ma i tempi per vedere la parola fine scritta nell’ultima pagina di questa vicenda sono ancora purtroppo lunghi. Prima dovranno essere fatti gli espropri – e si sa che queste sono procedure complesse e soggette a ricorsi – e poi i lavori che, come annunciato, dureranno un anno. Se tutto va bene ce ne vorranno altri due.

Gaia Azzali

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