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Sommersi da rifiuti i quartieri di Roma Nord

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Via Cassia, altezza Olgiata Sud, il 7.7.2019

E’ appena iniziata quella che dovrebbe essere la settimana della svolta sul tema rifiuti a Roma: con  l’ordinanza del 5 luglio scorso a firma Zingaretti, la Regione Lazio di fatto obbliga Ama all’immediata pulizia, entro sette giorni, di tutte le strade della Capitale, a partire da quelle che ospitano luoghi sensibili come ospedali, scuole, esercizi commerciali e successivamente di tutte le altre.

Nel frattempo però continua l’emergenza rifiuti nella maggior parte dei quartieri romani e a Roma Nord la situazione è definitivamente al collasso, non più giustificabile né tantomeno sostenibile: interi quartieri sommersi dalla spazzatura, odore nauseabondo per le strade, condizioni igienico-sanitarie al limite, cassonetti malandati strabordanti di rifiuti, sacchi in terra – in alcuni casi per centinaia di metri a ricoprire i marciapiedi – liquami che fuoriescono dai mucchi di immondizia ormai in putrefazione, topi, blatte e gabbiani che circolano indisturbati per le strade. Il tutto condito dal caldo asfissiante che da giorni impera su tutta Roma.

È la triste realtà con cui ormai da un numero di giorni esagerato i residenti del XV Municipio sono costretti a convivere. Il malcontento è all’ordine del giorno anche sui social, dove foto di cassonetti stracolmi e cumuli di rifiuti in terra circolano di profilo in profilo, quotidianamente gruppi di quartiere su facebook lamentano la situazione e implorano soluzioni, finora mai trovate.

Olgiata, La Storta, La Cerquetta, Isola Farnese e La Giustiniana, e poi ancora Grottarossa,  San Godenzo, e giù lungo tutta via Cassia fino a Ponte Milvio. Stessa situazione anche a Labaro e Prima Porta. Un mare di rifiuti che invade marciapiedi e strade.

Un mese fa

Esattamente un mese fa avevamo denunciato la situazione del versante nord del tratto urbano della Cassia, dove proprio a causa dei rifiuti non ritirati da giorni da Ama interi quartieri puzzavano letteralmente.

Oltre alla rabbia dei cittadini per il totale degrado in cui versavano le strade del XV Municipio a preoccupare i residenti erano le conseguenze igienico sanitarie derivanti dalla situazione al limite e aggravate dalle alte temperature estive.

Vani tentativi di risoluzione

A metà giugno per qualche ora un miraggio: come promesso da Ama al Municipio, per le strade si intravedono i cosiddetti “ragni”, i grossi automezzi con braccio meccanico utile alla raccolta dei rifiuti in terra.

Un miraggio appunto, perché in meno di dodici ore e poche strade liberate dai rifiuti (Via Andreassi e alcuni tratti di Via Cassia sempre in zona La Storta), i ragni spariscono e a ricomparire sono invece i sacchetti e con loro i topi e la puzza.

Verso la fine di giugno qualcosa poi sembra smuoversi davvero: alla luce della critica situazione in cui versano i 187 km del Municipio XV, la Regione Lazio convoca alla Pisana i vertici di Ama, il Presidente Simonelli e la Sindaca Raggi.  Ma a sorpresa Comune, Ama e Dipartimento capitolino all’Ambiente non si presentano in audizione, un nuovo buco nell’acqua e tutto da rifare.

Nello stesso periodo Ama si difende dai duri attacchi per lo stato di assoluto degrado in cui versano ormai da giorni strade e piazze della capitale e scende in campo con un comunicato  in cui descrive lo “sforzo straordinario attuato con operazioni di raccolta a ciclo continuo per ripristinare adeguati standard di decoro in tutti i quadranti cittadini – che aggiunge – sta dando i suoi frutti. Operatori ecologici e tecnici aziendali sono al lavoro senza soluzione di continuità nelle aree che, a macchia di leopardo, presentano tuttora giacenze di rifiuti in terra”.

Ma gli unici sforzi che a Roma Nord si sono visti sono quelli dei residenti costretti non solo a sopportare odori nauseabondi, rifiuti, animali che banchettano nell’immondizia, ma anche a camminare sul ciglio della strada rischiando di essere investiti perché i marciapiedi fanno da discarica ai sacchetti della spazzatura.

Cassonetti in fiamme e denunce

Non solo, l’esasperazione porta a gesti estremi seppur non giustificabili, e qualcuno da qualche giorno inizia ad appiccare roghi tra i cumuli di spazzatura, peggiorando di fatto la situazione.

L’ultimo incendio tre giorni fa in Via Valle della Storta, una delle strade più popolose del quartiere omonimo, alle porte dell’Olgiata: 4 cassonetti incendiati, auto danneggiate e conseguenti disagi sulla viabilità locale.

E arrivano le denunce in Procura. Agli inizi di luglio parte la prima denuncia alla Procura della Repubblica da parte del Consorzio Stradale Via Cortina D’Ampezzo a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte dei cittadini esasperati.

Non è un caso isolato perché subito dopo fa la voce grossa anche il Codacons – nota associazione consumatori – che il 3 luglio deposita un esposto in Procura per “epidemia colposa” in relazione al grave stato di crisi della Capitale.

Nonostante le rassicurazioni, la situazione dei rifiuti nella capitale non è migliorata, e dà vita a timori per possibili ripercussioni sul piano sanitario e su quello igienico – spiega Rienzi, Presidente del Codacons – abbiamo aspettato qualche giorno per verificare se le promesse dell’azienda portassero ad interventi concreti, ma così non è stato e la spazzatura si accumula sulle strade e marcisce sotto al sole cocente, mettendo a repentaglio la salute dei residenti”.

Non c’è due senza tre. Il 5 luglio, a dare man forte è nientemeno che la Consulta dei Comitati di Quartiere del Municipio XV, organo ufficiale e istituzionale a tutti gli effetti, che con un esposto a firma dell’avvocato Francesca Giglio, coordinatore della Consulta, a nome di tutti i Comitati chiama in causa la Procura  con un esposto per denunciare la totale assenza di un adeguato servizio di raccolta dei rifiuti in tutto il Municipio che ha comportato e sta comportando una situazione di emergenza con grave pericolo alla salute ed all’incolumità.

L’ordinanza della Regione Lazio

Solo 48 ore dopo ecco che arriva il diktat della Regione Lazio: con un’ordinanza a firma del Governatore Nicola Zingaretti si impone ad Ama di provvedere entro due giorni all’immediata raccolta dei rifiuti e disinfezione vicino ai siti sensibili come ospedali, scuole, mercati e ristoranti. Poi, in una settimana, l’intera città deve essere pulita.

Con l’ordinanza sui rifiuti di Roma, la Regione prevede obblighi per gli impianti e prescrizioni per Ama e Campidoglio” –  si legge nel documento in cui si chiede anche alla municipalizzata – “l’impiego di mezzi per la raccolta rifiuti sia differenziata che indifferenziata, stradale o porta a porta, al fine di minimizzare la permanenza dei rifiuti per le strade, anche con l’ausilio di ditte appaltatrici entro 7 giorni a decorrere dalla notifica dell’ordinanza. Ed entro la stessa scadenza Ama dovrà disporre l’attivazione del tritovagliatore ubicato ad Ostia.”

Non basta, per risolvere definitivamente la questione rifiuti a Roma, Zingaretti chiede ad altri Comuni del Lazio di operare con decorrenza immediata “al massimo della capacità di trattamento autorizzata su base giornaliera, garantendo i trattamenti anche nei festivi, secondo le richieste che Ama formalizzerà”. Gli impianti di smaltimento di Colleferro, Civitavecchia, Roccasecca e Viterbo chiamati quindi in soccorso di Roma.

3,2,1 …

Il conto alla rovescia è iniziato, da programma entro la metà di luglio tutto dovrebbe risolversi. Intanto i romani sommersi dai rifiuti aspettano il miracolo, ormai esausti e nauseati, nel vero senso della parola.

Ludovica Panzerotto

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