Home CRONACA Presunti abusi a Tor di Quinto, indagati altri due assessori capitolini

    Presunti abusi a Tor di Quinto, indagati altri due assessori capitolini

    area tor di quinto

    Nel giorno in cui Virginia Raggi viene assolta nel processo che la vedeva imputata di falso in atto pubblico in quanto secondo il giudice monocratico Roberto Ranazzi “il fatto non costituisce reato“, una nuova tegola si abbatte sulla sua giunta che, secondo alcuni fonti, la sindaca sarebbe comunque pronta a rimaneggiare per dare maggiore impulso alla sua squadra di governo della città.

    Dopo l’atto di elezione di domicilio – notifica che mette a conoscenza l’interessato che è stata aperta un’inchiesta a suo nome – giunto pochi giorni fa a Daniele Frongia, assessore capitolino allo sport, altri due analoghi atti, stando a quel che pubblica nell’edizione romana odierna La Repubblica, sono stati indirizzati al vicesindaco con delega alla Cultura, Luca Bergamo, e all’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari.

    Sale così a tre il numero di assessori interessati dall’indagine sui presunti abusivi edilizi avvenuti a Tor di Quinto nella primavera del 2017 nella  grande area – circa 40mila mq – posta sul lato destro di viale Tor di Quinto (andando in direzione fuori Roma) nella quale lo scorso anno Le Cirque du Soleil, per potervi installare il suo tendone, ha provveduto a bonificarla, a ripristinare la recinzione, ad installare due cancelli e a realizzare l’allaccio alle fogne comunali per lo smaltimento delle acque reflue.

    La vicenda

    I Lavori, costati circa 300mila euro, furono richiesti dal Campidoglio come conditio sine qua non per poter installare il mega tendone e che a fine rappresentazioni l’organizzazione avrebbe dovuto smantellare ripristinando la situazione di fatto.

    Opere però che non dispiacquero al Campidoglio in quanto trasformarono l’ampia area, da anni abbandonata e degradata, in un sito che poteva essere destinato ad ospitare grandi eventi.

    E così, a gennaio 2018, il Campidoglio ritiene opportuno e conveniente conservare nel tempo tali migliorie e con la delibera di giunta n.3 del 2018 (alla cui votazione non partecipò Virginia Raggi) decide di destinare stabilmente tale area a spettacoli e manifestazioni di rilevanza nazionale ed internazionale “da affidare medianteprocedure ad evidenza pubblica”.

    Su quest’area infatti, – siamo a luglio 2018 – mette gli occhi anche la società produttrice Ballandi che chiede al Campidoglio di poterne usufruire per montare un teatro-tenda nel quale allestire lo studio da dove mandare in onda sull’ammiraglia della Rai uno show di Fiorello.

    Ma la risposta arriva a stretto giro di posta: ok negato in quanto l’area è al centro di un’inchiesta e “a rischio di sequestro”. La Ballandi e Fiorello rinunciano quindi allo show.

    Nel frattempo, infatti, da inizio anno era in corso un’inchiesta da parte del XV Gruppo della Polizia Locale di Roma sui lavori effettuati ai tempi del Cirque du Soleil che paiono essere stati realizzati non a regola d’arte, anzi parrebbero essere degli abusi.

    L’inchiesta approda in Procura e viene aperto un fascicolo nel quale sotto la lente finisce proprio quella delibera di giunta, e chi l’ha supportata, con la quale si è ritenuto opportuno e conveniente conservare nel tempo le migliorie apportate con quei lavori nonostante, come paiono dire le carte dell’indagine, realizzati in modo irregolare.

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