Home PONTE MILVIO Ponte Milvio, primo ok al PMO. Chi esulta e chi no

Ponte Milvio, primo ok al PMO. Chi esulta e chi no

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Giovedì 29 dicembre la Soprintendenza Statale ha espresso parere favorevole al Piano di Massima Occupabilità, il cosiddetto PMO, di piazzale di Ponte Milvio, finito di redigere lo scorso 16 dicembre dalla commissione tecnica appositamente costituita nel marzo del 2016.

Uno “storico risultato”

Siamo davvero soddisfatti di questo storico risultato” afferma il Presidente del XV Municipio, Stefano Simonelli, secondo il quale tale Piano “garantisce la piena visibilità al disegno della piazza progettata dal Valadier e restituisce decoro e maggior fruibilità ad un’area di grande valore artistico e architettonico”.

Senza l’approvazione del piano – sottolinea Simonelli – non sarebbe stato possibile concedere le autorizzazioni all’occupazione dello spazio pubblico nell’area del piazzale agli esercenti che il 30 novembre e 1 dicembre scorsi avevano ricevuto la revoca della concessione di occupazione di spazio pubblico (OSP), in quanto priva del parere favorevole obbligatorio e vincolante della Soprintendenza.”

O una perdita di tempo?

Un OK per avere il quale si è perso inutilmente del tempo.
E’ questo il pensiero di Giuseppe Mocci e Andrea Imbimbo, consiglieri della Lista Marchini in XV, che, stando a quanto dichiarano in un comunicato, sono convinti che “il Piano poteva essere adottato dal Municipio già con il lavoro fatto dalla commissione tecnica. E’ evidente – sostengono – che il parere dei soggetti interessati poteva essere dato in sede di “commissione”, dove la Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggi del Comune di Roma era componente della stessa ed aveva contribuito in modo attivo alla stesura del piano.”

“Senza dubbio è stata persa un’occasione, ora – concludono – è opportuno lavorare per approvare il PMO nel più breve tempo possibile.

Questo della Soprintendenza Statale è infatti solo il primo OK formale. L’ultimo dovrà darlo il Consiglio municipale che presumibilmente verrà convocato nei primi giorni di gennaio.

Solo dopo si potrà dare il via alle prescrizioni del Piano i cui tempi di attuazione non sono ancora noti.

Il PMO a grandi linee

Quel che è noto, a grandi linee, è che il Piano al momento attuale prevede una nuova regolamentazione dell’occupazione del suolo pubblico sul Piazzale di Ponte Milvio per gli esercenti con dehors, gazebi e tavoli all’aperto che vedranno ridimensionate le aree attualmente occupate.

Il Municipio sta contattando gli esercenti interessati dal provvedimento per concordare con gli stessi una data di incontro” fa sapere il presidente Simonelli suscitando però perplessità fra gli stessi  perchè fra l’essere contattati e attuare le prescrizioni del Piano di tempo ne passerà e nel frattempo loro, a meno di un’improbabile proroga alla concessione discussa per sei ore nel recente consiglio straordinario del XV, dalle prossime ore sono a tutti gli effetti abusivi.

Ed alla luce dell’ormai famosa lettera con la quale è stata notificata la non concessione di occupazione per il 2017, abusivi lo saranno dallo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre correndo il rischio di beccarsi multe salatissime, pari al doppio del canone annuale più la sanzione, che possono arrivare a importi da decine di migliaia di euro.

Ma la regolamentazione vale solo per il lato destro, guardando la Chiesa. Per il sinistro, quello della Farmacia tanto per intenderci, non è prevista alcuna occupazione.
Da Pallotta a AmoRoma, l’ultimo bar, dovranno smontare e togliere tutte le strutture esterne per non rischiare la stessa multa.

Tornando al lato destro, il Piano non prevede la presenza dei chioschi. Ergo i quattro attualmente presenti, fra i quali quello storico di Bernardino “il cocomeraro” soprannominato “Er pistola” che da quarant’anni presidia il via vai della piazza, dovranno traslocare. Per andare dove non si sa, ma comunque dovranno andar via.

Ma mentre i dehors saranno ridimensionati e i chioschi smontati, gli ambulanti con annessi banchi, bancherelle e furgoni che stazionano sulla piazza trasformata in un parcheggio dalle 7 alle 15 di ogni giorno, potranno restare.

Il PMO infatti, non prende in considerazione questo aspetto che pure è l’elemento più visibile del caos che regna sulla piazza.
La presenza degli ambulanti sarà invece oggetto di valutazione solo e quando verranno applicate le disposizioni della cosiddetta “direttiva Bolkestein”, una direttiva europea che dovrebbe entrare in vigore a maggio 2017 per la quale la maggioranza M5S del Campidoglio ne aveva chiesto però lo slittamento al 2020.

Richiesta – è notizia di queste ore – che pare essere stata accolta dal Governo con il decreto milleproroghe nel quale è previsto che “Il termine delle concessioni è prorogato al 31 dicembre 2020“.
Ciò significa che l’obbligo per i Comuni di fare nuovi bandi per le assegnazioni dei posti agli ambulanti entro maggio 2017 slitta di oltre tre anni con la conseguenza che a Ponte Milvio banchi e bancherelle resteranno sulla piazza  senza essere toccati. Per loro il PMO è carta straccia.

Ultima annotazione. Ciò di cui si discute in questi giorni riguarda solo la Piazza e non le vie limitrofe del quadrante e cioè via Flaminia, via Riano, viale Tor di Quinto dove, fin quando non verrà approvata la seconda parte del Piano, gazebo, dehors e tavoli resteranno là dove oggi sono.

Chi esulta e chi no

Insomma, si profila una situazione non certo molto lineare che se da un lato, con la notizia dell’ok della Soprintendenza, ha visto esultare i sostenitori del Movimento 5 Stelle e della giunta che governa il XV nonchè chi dice che la piazza deve essere restituita totalmente ai cittadini senza se e senza ma, dall’altro non ha visto certo gioire numerosi operatori commerciali e loro dipendenti che vedono messo a forte rischio il loro lavoro.

Claudio Cafasso

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