Home ATTUALITÀ Camilluccia, sfrattato e malato vive in strada ex autore Rai

Camilluccia, sfrattato e malato vive in strada ex autore Rai

gatta240.jpgAlla fine lo sfratto è arrivato. Nonostante sia invalido al 100%, con un trapianto al fegato per un tumore, Gianfranco Gatta, giornalista, ex regista della Rai e autore di programmi televisivi, ha dovuto lasciare il suo appartamento. Con sé qualche abito, un pc ed una sedia dove passa la sue giornate.

Da circa un anno e mezzo è sotto sfratto perché a causa di gravi condizioni fisiche si è trovato nell’impossibilità di lavorare e di conseguenza di poter pagare l’affitto dell’appartamento di proprietà dell’Inpgi – l’Istituto di Previdenza della categoria – in via dei Giornalisti, sulla Camilluccia.

Lo scorso giugno aveva iniziato uno sciopero della fame; in strada con uno striscione alle spalle che diceva “senza casa pensione pignorata”, era finito su tutti i quotidiani romani. Poi, gli furono concessi altri tre mesi di respiro per trovare una nuova sistemazione.

In questo periodo Gatta è riuscito ad incassare nuovamente la sua pensione di invalidità; il Giudice gli aveva infatti pignorato il conto in banca dove gli veniva accreditata ma lui è riuscito a farsela versare in contanti. Almeno con quei pochi soldi – Gatta ci dice che la sua pensione è di 290 euro – è riuscito a tirare avanti.

Ma dopo sette notifiche di sfratto, l’ottava è stata la definitiva. Sono le 9.15 di giovedì 15 ottobre quando al civico 2 di via dei Giornalisti citofona l’ufficiale giudiziario. Con lui il medico legale inviato dal Tribunale per valutare le condizioni fisiche di Gatta.

“L’ufficiale giudiziario ha chiesto di fare in fretta, perché aveva altro lavoro da fare. Il medico legale mi ha misurato la pressione e l’ossigenazione del sangue e ha detto che i miei organi vitali erano sufficientemente sani. Dovevo quindi lasciare la mia casa, secondo lui le mie condizioni fisiche non erano gravi”.
Così Gatta sostiene che si siano svolti i fatti, ce lo racconta dopo averlo raggiunto in via dei Giornalisti, davanti al portone della sua ormai ex abitazione dove lo troviamo seduto sull’unica sedia che è riuscito a portare con sé.

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“Il mio certificato dichiara che sono invalido al 100%, ho due ernie una delle quali molto seria. Ma il medico ha firmato il foglio che attestava il mio buon stato di salute” incalza Gatta nel mostrare la sua ernia, si ‘intravede’ dal suo stomaco gonfio.
“Dopo l’ufficiale giudiziario e il medico legale, sono arrivati l’avvocato dell’Inpgi, le forze dell’ordine e due fabbri con il compito di sigillare il mio appartamento. Non ho opposto resistenza quando mi hanno ufficialmente informato che ero stato sfrattato. Ho preso le mie poche cose e sono sceso in strada” continua a raccontarci Gatta.

La notte ha trovato rifugio in un sottoscala. Ha poco da sperare dai servizi sociali comunali che gli avrebbero detto – così ci riferisce – che per le camere degli alberghi e dei residence hanno oltre duemila persone in attesa. Anche dalle Dame di Carità a San Lorenzo c’è un’attesa di due anni. Il sussidio per morosità incolpevole, per la quale rientra in graduatoria, non dà garanzie e non viene erogato.

Ora Gatta aspetta solo che il Giudice rivaluti la sua situazione. “Se l’ernia dovesse aggravarsi arrecandomi danni irreversibili ora che sono in strada, molti avranno da ripensare al loro operato” conclude avvolgendosi nella coperta.

Valentina Ciaccio 

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1 commento

  1. E hanno una valanga di case sfitte e i loro affitti sono esorbitanti. Caro…… carissimo Inpgi xke non dai a quest’uomo a 20 euro un alloggio di 25 mq nei pressi che non affitterai mai e lo sai ……o la casa più piccola k hai a via dei giornalisti. Una delle abitazioni che già sono state nelle disponibilità dei vecchi portieri?

    Nel passato remoto inpgi sapeva il significato di solidarietà, diciamo che oggi viene a mancare x distrazione, ma una eccezione si può fare, eccome.

    Questi sono gli articoli da commentare !!

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